Lavori Pubblici

Cantone: troppe varianti, limitare i controlli agli appalti oltre 5 milioni

Mauro Salerno e Giuseppe Latour

Il presidente dell'Anac in audizione alla Camera sul decreto di Riforma Pa. Vanno cambiate anche le norme sul commissariamento delle imprese. La magistratura deve comunicare all'Autorità i provvedimenti giudiziari per corruzione negli appalti

Per consentire al presidente dell'Anac di commissariare le imprese impegnate in commesse pubbliche frutto di attività illecite «è opportuno» che la magistratura sia obbligata a segnalare all'Autorità anticorruzione «quanto meno il decreto di rinvio a giudizio con emissioni di misura cautelare». Lo suggerisce il presidente Raffaele Cantone nel corso dell'audizione in commissione Affari costituzionali alla Camera (clicca qui per scaricare il testo ). «Perchè è vero - spiega - che vicende come quelle del Mose o dell'Expo sono note in via giornalistica, ma questa è una norma che può operare per qualunque appalto e quindi è necessario avere questa opportunità».

Cantone considera inoltre una «necessità assoluta» la possibilità di disporre degli atti pubblici da parte degli uffici giudiziari.

Il presidente dell'Anac suggerisce inoltre di limitare il controllo delle varianti agli appalti sopra i cinque milioni di euro. «Dietro le varianti - osserva - si nascondono spesso gli atti corruttivi più significativi, trasmettere le varianti è una scelta intelligente, ma abbiamo fatto il conto della serva: se ci mandassero tutte le varianti per gli appalti anche sopra un milione, avremmo oltre mille varianti in un anno e il nostro potere di controllo sarebbe ridicolo, perchè sarebbe impossibile controllarle tutte». Cantone propone, pertanto, «di prevedere una soglia quantitativa per appalti sopra i cinque milioni, e in questo caso un controllo veloce le varianti sarebbero centocinquanta in un anno». E, infine, non dovrebbe essere allegato il progetto esecutivo, come invece prevede l'articolo 37 del decreto legge; «sono interi cartoni di documenti, è impossibile pensarlo».

Cantone sollecita anche una correzione dell'articolo 32 con il quale si dispone il commissariamento delle commesse per mano dei prefetti. «È una delle norme più innovative e interessanti inserite nel decreto ma - rileva - è scritta in modo un pò faticoso e su alcuni aspetti andrebbe modificata». Secondo il presidente dell'Anticorruzione il processo «è complesso» e in
particolare propone che a intervenire sia chiamato non il prefetto dove ha sede l'azienda («potrebbe essere straniera» o «in una provincia lontanissima rispetto al contesto in cui opera») ma quello competente nell'area dove ha luogo l'appalto.

L'ex magistrato è anche tornato sulla scelta di sopprimere la vecchia Autorità contratti. «Credo che la scelta di attribuire tutte le competenze all'Anac sia coerente e corretta. Altrimenti si svilisce il controllo sui contratti pubblici».


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