Lavori Pubblici

Edilizia, firmato il contratto: resta la responsabilità solidale, 48 euro di aumento

Giuseppe Latour

Confermata l'anzianità professionale edile. Sale dal 25% al 40% la quota di contratti a tempo determinato. Parte la riorganizzazione degli enti bilaterali. Previdenza complementare obbligatoria

Aumento di 48 euro al parametro 100, quello più basso, mentre viene stralciata la norma che prevede l'esclusione della responsabilità solidale retributiva nei subappalti. Il contratto nazionale degli edili (clicca qui per scaricare il testo dell'accordo ), dopo un anno e mezzo di faticose trattative, è stato fimato martedì mattina a Roma presso la sede dell'Ance, dopo che nella riunione dell'undici giugno scorso il tavolo era saltato, proprio a causa dei problemi sulla parte normativa. L'accordo finale porta diverse novità di portata, nel loro piccolo, storica. Oltre alla conferma del premio di anzianità professionale "Ape", spiccano tre elementi: il riordino degli enti bilaterali, la previdenza complementare obbligatoria, a spese delle imprese, e l'aumento della quota di contratti a tempo determinato, fino al 40 per cento.

La soluzione individuata per la parte salariale è piuttosto articolata. Al parametro più basso saranno versati 48 euro in più: 15 euro da subito e 25 euro a partire da luglio 2015. I restanti otto serviranno per la previdenza complementare del fondo "Prevedi", che diventa obbligatoria per tutti gli operai. Alla fine, i sindacati hanno accettato un aumento piuttosto ridotto pur di stralciare la norma sulla responsabilità solidale nei subappalti.

La bozza in discussione fino a un paio di settimane fa aveva previsto che l'impresa potesse blindarsi, limitando la responsabilità verso i subappaltatori a quattro mesi (dagli attuali due anni), fornendo però una serie di garanzie extra ai dipendenti. La Fillea Cgil, però, aveva fatto muro rispetto a questa ipotesi, chiedendo che i pagamenti fossero garantiti a tutti i livelli nella maniera più vincolante possibile: si era parlato di un fondo di garanzia o di una fideiussione. Per evitare il blocco, alla fine questa parte è stata cassata.

È rimasta, invece, in piedi la riorganizzazione degli enti bilaterali: comitati paritetici territoriali, scuole e casse edili. Per venire incontro alle richieste delle imprese, che vogliono ridimensionare strutture troppo dispendiose perché immaginate qualche decennio fa, l'idea è di accorparli a livello locale nel caso in cui i loro conti non risultino più sostenibili. In questo modo, si immagina di attivare una gigantesca opera di riorganizzazione e razionalizzazione. Alla questione è dedicato un corposo allegato.

Viene confermato il premio di anzianità professionale "Ape": si tratta di una voce della retribuzione che viene erogata una volta all'anno a quegli operai che hanno maturato nel biennio precedente almeno 2.100 ore di lavoro. A pagarla è la cassa edile, sulla base dei versamenti ricevuti dalle imprese. Aumenta la flessibilità. Le imprese hanno ottenuto un aumento dei rapporti a termine che è possibile sottoscrivere (oggi il 25% del tempo indeterminato), allo scopo di riassorbire una parte dei dipendenti che passano dal sistema delle partite Iva: si arriva al 40%, anche se il 15% dovrà passare dalla borsa lavoro dell'edilizia (Blen).
Infine, una decisione significativa riguarda i tempi di validità dell'accordo. Rispetto alla scadenza naturale (dicembre 2015) è stato previsto un prolungamento fino a giugno del 2016. In questo modo il contratto potrà esplicare il suo pieno esercizio, soprattutto nella parte che riguarda la contrattazione di secondo livello nelle singole aziende, che avrà tempi piuttosto lunghi.


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