Lavori Pubblici

Dal 1° luglio appalti aggregati nei Comuni - Anci: «Rischio paralisi»

Alessandro Arona

In vigore da pochi giorni la norma del Dl Irpef convertito: obbligo di associarsi per tutti i Comuni non capoluoghi - Allarme dell'Anci: «Dati solo sei giorni per organizzarsi, si bloccherà tutto»

Per effetto della conversione in legge del decreto Irpef (Dl 24 aprile 2014, n. 66, coordinatocon la legge di conversione 23 giugno 2014, n. 89 ) entra definitivamente in vigore, in versione rafforzata, la norma (articolo 9 comma 4) che impone a tutti i Comuni non capoluogo di provincia di gestire dal 1° luglio (martedì prossimo) tutti gli acquisti di beni e gli appalti di lavori e di servizi obbligatoriamente in forma associata, attraverso Unioni di Comuni, accordi consortili, delega agli uffici delle Province o alla Consip.
In sede di conversione, fra l'altro, è stata inserita una norma potentissima: l'Autorità sui contratti (ora Anac) non concederà il Codice identificativo di gara (Cig) ai Comuni che non si aggregano o non delegano. Di fatto dunque, non c'è scappatoia per chi non riesce ad adeguarsi in tempo. E visti i tempi strettissimi c'è il forte rischio che per mesi si blocchi buona parte dell'attività di contrattazione da parte dei Comuni, sia le gare d'appalto sia anche i banali acquisti di piccolo importo (non c'è infatti nessuna soglia minima per l'applicazione della norma).

L'Associazione dei Comuni (Anci) lancia l'allarme: «Questa previsione normativa ad efficacia immediata - ha dichiarato in un comunicato a nome dell'Anci Mauro Guerra, parlamentare Pd e coordinatore nazionale Anci dei piccoli Comuni - sta avvenendo in un contesto di complessiva incertezza organizzativa e attuativa che, ove non prorogato il termine del 1° luglio, comporterà il rischio della paralisi dell'intero sistema degli acquisti e degli appalti».

La norma in questione ha in realtà una lunga storia. E' stata introdotta per la prima volta dal decreto Salva-Italia di Monti, e prevedeva l'obbligo di gestione associata di acquisti e appalti ma solo per i Comuni al di sotto dei 5mila abitanti, con decorrenza dal 31/3/2012. La scadenza è stata però prorogata, e così quelle successive del 31/3/2013 e 31/12/2013. L'ultima proroga, al 30 giugno 2014, è arrivata con la legge di Stabilità 2014, che ha anche introdotto un correttivo, ha cioè escluso l'obbligo di gestione associata per i contratti al di sotto dei 40mila euro (la soglia che già il Codice contratti fissa per gli affidamenti diretti).

Poi il 24 aprile è arrivato il decreto Irpef del governo Renzi, che ha esteso l'obbligo della gestione associata o delegata a tutti i Comuni non capoluogo, e ha eliminato il correttivo dei 40mila euro. «Anche per comprare la carta igienica - spiega Guerra - si dovrà procedere con la Consob o con gestioni associate!».

«E' del tutto condivisibile - spiega Guerra nel comunicato - la prospettiva di semplificare e snellire il sistema degli acquisti della Pa nell'ottica di ottenere maggiore razionalita' ed un reale abbattimento dei costi, ma oggi non ci sono le condizioni tali da consentire di predisporre nei tempi fissati il nuovo assetto organizzativo, senza il concreto rischio di creare insormontabili difficolta' attuative nei Comuni e disagi alle imprese, gia' in sofferenza ed operanti nei territori, frenando invece di accelerare la ripresa dello sviluppo economico».

«Occorre quindi – conclude Guerra - l'adozione da parte del Governo di un provvedimento che differisca urgentemente l'obbligo in scadenza il 1° luglio, per arrivare ad un nuovo ‘start up' del sistema, successivamente ad una compiuta organizzazione di quanto previsto dalla legge».

Onorevole Guerra, ma questa norma non è nota da fine 2011? Non è che i Comuni hanno un po' dormito?
La norma si riferiva ai Comuni sotto i 5mila abitanti, e si erano esentati gli affidamenti sotto i 40mila euro. Ora, con norma convertita in legge e in vigore dal 24 giugno, si dice che: 1) la norma si applica a tutti i Comuni non capoluogo, oltre 8mila; 2) per qualsiasi soglia di importo; 3) con sei giorni di tempo per organizzarsi. E' davvero troppo!

Avete tentato di presentare emendamenti?
Alla Camera il dibattito è stato blindato. Io, in accordo con Anci, ho proposto la proroga al 1° gennaio 2015 e la reintroduzione della soglia dei 40mila euro. Fra l'altro fine anno è anche il termine per introdurre la gestione associata di funzione per i Comuni sotto i 5mila. Ha un senso unificare le scadenze. Diamoci un tempo congruo, e i Comuni sapranno arrivare pronti all'appuntamento.


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