Lavori Pubblici

Cantone: all'Anac la verifica di tutte le varianti, commissariamento imprese Expo, stop qualificazione Soa

Mauro Salerno

Le indicazioni sulla riforma degli appalti del commissario straordinario in audizione alla commissione Lavori pubblici della Camera

Tutte le varianti di tutti i cantieri in corso in tutta Italia passeranno al vaglio della nuova Autorità guidata da Raffaele Cantone. A confermare che la misura anti-corruzione sarà mantenuta nel decreto di riforma della Pa varato dal Consiglio dei ministri lo scorso venerdì è lo stesso ex magistrato in procinto di prendere le redini anche dell'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici. La conferma è arrivata nel corso dell'audizione alla commissione Lavori pubblici della Camera presieduta da Ermete Realacci, che da parte sua ha ribadito «pieno sostegno e massima disponibilità al confronto» nell'azione dell'Anac. «Bisogna ridurre a monte la possibilità di ricorrere alle varianti - ha detto Cantone -. In questo senso nel decreto è prevista una norma che potrà risultare molto significativa o formalistica a secondo dei come verrà applicata».

Varianti. Il riferimento è appunto alla norma che impone di comunicare all'Autorità di Cantone tutte le varianti in corso d'opera autorizzate dalla stazione appaltanti. «Si capisce bene - ha detto Cantone - che si tratterà di numeri molto rilevanti. Dunque questa norma funzionerà da deterrente in un primissimo periodo, poi rischia di trasformarsi nell'ennesima comunicazione formale senza conseguenze». Dunque, «tutto sta nel riuscire a limitare subito il numero delle varianti autorizzate». Sul punto Cantone ha fatto un riferimento alle comunicazioni rese obbligatorie in passato per i cambi di attività commerciale. «Si riteneva - ha detto Cantone - che comunicando tutte le variazioni si sarebbe avuto un controllo preciso dei fenomeni criminali. Un giorno sono andato a verificare che fine facessero queste comunicazioni. E ho visto che finivano nello scantinato delle questure senza neppure essere aperte». Questo è il rischio che Cantone vuole evitare.

Riordino Autorità. Cantone si è espresso anche sulla riorganizzazione dell'Autorità di vigilanza sugli appalti, confermando le anticipazioni date da questo giornale . L'Avcp sarà «eliminata e inglobata nell'Anac, attraverso un processo di riorganizzazione da concludersi nel 2014». Cantone ha confermato anche la logica che si seguirà nel processo di riorganizzazione che vedrà la nuova Autorità «più concentrata sugli aspetti della vigilanza, meno sugli aspetti di consultazione e risoluzione del contenzioso» che invece la bozza di decreto Pa assegna alle Infrastrutture.

Qualificazione Soa
. Un passaggio anche sul sistema di qualificazione dei costruttori agli appalti pubblici. Giudizio severo sulla scelta di affidare a società private il compito di certificare le imprese. «Le Soa sono state una scelta sbagliatissima» ha detto Cantone. «Visto che sono poche e fanno solo controlli formali non vedo perchè questi controlli non possano essere fatti in modo oggettivo e automatico direttamente dalla banca dati sui contratti pubblici, riducendo anche i costi carico delle imprese. E questo ha aggiunto «sarà oggetto di una mia precisa proposta di modifica normativa».

Commissariamento imprese Expo. Cantone è anche tornato sulla norma del decreto Pa che consente il commissariamento delle società coinvolte in fatti di corruzione. Il presidente dell'Anac ha confermato che verrà utilizzata nel caso dell'Expo. «Non è un annuncio - ha detto - ma un dato di fatto. Si tratta di un meccanismo intelligente e innovativo perché consente un commissariamento limitato al singolo appalto, con l'accantonamento degli utili a garanzia di azioni risarcitorie attivabili anche dallo Stato». Per Cantone «stoppare un'opera quando dovessero emergere questioni che riguardano fatti di corruzione non è la strada da
seguire». Così sarebbe «una vittoria dell'illegalità». Bisogna invece «applicare il principo» secondo cui «nessuno debba poter ottenere profitto dal proprio reato». Cantone ha anche spiegato che bisognerebbe rendere obbligatorio il rispetto dei patti di legalità attraverso i bandi di gara «prevedendo sanzioni pecuniarie fino alla revoca dell'appalto in caso di violazioni». «Se questo fosse stato fatto - ha specificato Cantone - non ci sarebbe stato bisogno dei inserire la norma del commissariamento nel decreto. Invece all'Expo sono stati firmati sì i patti di legalità, ma poi sono stati di fatto sterilizzati e resi inutili». Invece, «chi vince l'appalto utilizzando tangenti deve perdere il contratto, punto e basta».

Codice appalti
. In tema di riforma degli appalti Cantone ha anche invocato un sistema di aggiudicazione basato su commissioni di gara «estratte a sorte» tra commissari esperti su quel particolare tipo di opera e segnalati da ordini professionali e Università. Quanto alle deroghe Cantone ha spiegato che è giusto prevederne in casi particolari, «ma l'uso e i casi di applicazione devono essere codificati dentro al codice». Senza aggiunte con leggi successive.


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