Lavori Pubblici

Infrastrutture: edifici pubblici non «collaudabili» senza l'opera d'arte

Mauro Salerno

Una circolare di Porta Pia ricorda agli enti appaltanti l'obbligo di stanziare i fondi necessari e realizzare un opera artistica in caso di interventi pubblici

Niente collaudo per i lavori pubblici privi dell'opera d'arte prevista dalla legge sulla promozione culturale che impone di destinare una quota dell'importo dell'appalto alla creazione di un lavoro artistico (legge 717/1949). A ricordare l'obbligo è la circolare del ministero delle Infrastrutture n.3728 del 28 maggio, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.133 dell'11 giugno .

Il provvedimento indica alle stazioni appaltanti tutti i passi da seguire per assolvere corretta,mente agli obblighi imposti dalla legge sulla promozione dell'arte nelle opere pubbliche. Il primo passaggio è accertare che, al momento di verificare, validare o esprimere un parere tecnico su un progetto, nel quadro economico sia inclusa la somma necessaria a realizzare la creazione artistica. «La stessa verifica dovrà essere effettuata in sede di espressione di parere tecnico e di approvazione delle relative eventuali varianti in corso d'opera», chiarisce il provvedimento. Al responsabile del procedimento (Rup) spetta il compito di curare il raccordo tra la realizzazione dell'edificio pubblico e l'installazione artistica «promuovendo in tempi adeguati il relativo bando». Quanto al collaudo, la circolare chiarisce che negli atti relativi all'affidamento dell'incarico deve essere richiamata la disposizione di legge (articolo 2-bis della legge 717/1949) «che prevede la non collaudabilità dell'opera nel caso in cui non sia stata realizzata l'opera d'arte». Ultimo adempimento riguarda l'ìapprovazione del certificato di collaudo. Prima dell'ok finale va infatti verificato che «il collaudatore si sia espresso positivamente in merito agli adempimenti derivanti dalla legge n. 717/49».

Per chi non si adegua, ricordano alle Infrastrutture, la sanzione è l'imposssibilità di collaudare l'edificio che dunque resterà inutilizzabile. Almeno finché «l'Amministrazione non provvede perlomeno alla pubblicazione del bando per l'esecuzione delle opere d'arte o, in alternativa, non versi alla Soprintendenza competente per territorio la somma prevista, maggiorata del 5%».

Fin qui il riepilogo degli obblighi. la circolare ricorda però anche che non tutti gli edifici pubblici sono soggetti all'obbligo di ospitare un'opera d'arte. In particolare risultano esclusi scuole, università, ospedali e strutture sanitarie, abitazioni civili e militari. L'obbligo non vale neppure per i progetti di valore inferiore al milione di euro. mentre negli altri casi la percentuale da destinare all'opera d'arte varia in maniera inversamente proporzionale all'importo dell'opera: 2% tra uno e 5 milioni, 1% tra 5 e 20 milioni, 0,5% oltre 20 milioni.


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