Lavori Pubblici

Emergenze, 100 milioni dei Monti bond destinati al fondo calamità nazionali

Giuseppe Latour

Nuovo congelamento dei prestiti per le imprese che hanno chiesto sostegno per pagare i tributi

Cento milioni di euro, raccolti grazie agli interessi del prestito garantito al Monte dei Paschi di Siena (i cosiddetti Monti bond), saranno destinati al Fondo per le emergenze nazionali. E' una delle novità principali inserite durante i lavori parlamentari nella legge di conversione del decreto sulle emergenze (Dl n. 74/2014) , nato con una serie di misure a favore dell'Emilia Romagna, ma che in corsa ha incamerato un pacchetto consistente di altri interventi: tra questi, ci sono dei chiarimenti sullo stato di emergenza dell'Emilia Romagna, un nuovo congelamento dei prestiti per le imprese che hanno chiesto sostegno per pagare i tributi e un'operazione di rastrellamento dei fondi regionali destinati alle emergenze prima del 2002, ma non impiegati. La Camera ha appena approvato tutti questi cambiamenti in prima lettura.

Il primo articolo del testo riguarda l'Emilia Romagna e punta a coordinare l'attività di ricostruzione seguita al sisma del maggio 2012 con altre emergenze che hanno colpito gli stessi territori: si tratta delle alluvioni del 17 e 19 gennaio 2014, della tromba d'aria del maggio 2013, che ha coinvolto la provincia di Modena, e di quella dell'aprile 2014, che ha colpito anche la provincia di Bologna. A questo scopo viene stanziata la somma di 210 milioni di euro, per gli anni 2014 e 2015.
Il presidente della Regione Emilia Romagna viene delegato ad attuare gli interventi per la ricostruzione, in qualità di commissario. Agisce anche tramite ordinanze in deroga, secondo i criteri indicati nel decreto di dichiarazione dello stato di emergenza. Su questo punto, i lavori parlamentari hanno chiarito che bisognerà far riferimento allo stato di emergenza determinatosi a maggio 2012, che è stato prorogato fino al 31 dicembre del 2014. Il commissario potrà delegare le sue funzioni ai sindaci e ai presidenti di provincia delle aree coinvolte nelle altre emergenze degli ultimi anni.

In generale, la legge di conversione opera solo poche modifiche su questa prima parte. Tra queste spicca la norma che consente la sospensione per dodici mesi dei pagamenti per la quota capitale per le imprese che hanno contratto finanziamenti agevolati per provvedere al pagamento dei tributi e dei contributi dovuti tra il primo dicembre 2012 e il 15 novembre 2013. Oltre a questo, i contributi, gli indennizzi e i risarcimenti ottenuti dai soggetti che hanno sede legale nei Comuni individuati dal decreto non saranno conteggiati nella formazione del reddito imponibile.

L'articolo 2, invece, cerca di garantire la piena operatività del Fondo per le emergenze nazionali, prevedendo tra le altre cose la revoca e la riassegnazione delle risorse disponibili per la mancata attivazione degli interventi previsti da disposizioni di legge in seguito a calamità naturali. In questo pacchetto di interventi sono state incluse diverse novità nel passaggio in Commissione. Le risorse inutilizzate provenienti dal Fondo per la ricostruzione (pari a 26,5 milioni di euro per il 2014) sono state portate al Fondo per le emergenze. Per le stesse finalità del Fondo, le Regioni potranno utilizzare le somme iscritte nei loro bilanci e non spese per eventi calamitosi precedenti al 2002.
Ma, soprattutto, cento milioni derivanti dagli interessi dei Monti bond, attivati per salvare il Monte dei Paschi di Siena, saranno girati al Fondo. Completa il quadro un Dpcm che dovrà definire i criteri e le modalità con cui realizzare un sistema di allertamento nazionale per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico. Una novità che, per il 2014, costerà sei milioni di euro.


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