Lavori Pubblici

Progettisti, primo passo positivo sulla qualificazione alle gare pubbliche

Giuseppe Latour

Un primo passo, anche se resta molto lavoro da fare nel settore degli appalti pubblici, soprattutto adesso che ci sono da recepire le direttive europee. Così il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano commenta lo scambio di missive tra il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci e il presidente dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici Sergio Santoro, in merito alla questione della qualificazione dei progettisti nelle gare pubbliche. Sciolta questa controversia, bisogna proseguire su altri fronti: i ribassi d'asta eccessivi, l'applicazione del decreto parametri, gli affidamenti interni alla pubblica amministrazione.

La lettera di Realacci è partita il 19 maggio scorso e ha segnalato all'Avcp l'opportunità di un intervento che puntasse a superare le anomalie del quadro normativo in vigore in materia di qualificazione dei progettisti. Nel mirino è finito l'articolo 263 del Regolamento di attuazione del Codice appalti. Questo, stabilendo i requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi di partecipazione alle gare di servizi di architettura e ingegneria, costituisce un elemento di chiusura del mercato.

A questo proposito il presidente della Commissione ottava di Montecitorio ha invitato l'Autorità a chiarire alle stazioni appaltanti che nella definizione dei requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi di partecipazione alle gare trova applicazione "la disposizione di cui all'articolo 41, comma 2, del Codice dei contratti, che stabilisce come siano illegittimi i criteri che fissano, senza congrua motivazione, limiti di accesso connessi al fatturato aziendale". Il 20 maggio Sergio Santoro ha risposto alla missiva ricordando come l'Autorità stia elaborando un documento che conterrà le linee guida per l'affidamento dei servizi di ingegneria e architettura, nel quale saranno forniti chiarimenti anche sul problema della qualificazione.

Questo scambio viene salutato con piacere da Zambrano: "Siamo di fronte ad un primo passo. Finalmente le forze politiche si stanno accorgendo che il mercato dei lavori pubblici è caratterizzato da distorsioni gravi che generano ritardi, costi di realizzazione superiori di oltre 30% rispetto alla media europea, inefficienze". Il presidente del Cni prosegue: "Noi denunciamo con particolare forza la chiusura del mercato dei bandi di progettazione alla quasi totalità dei professionisti, causata da una illegittima determinazione, da parte delle stazioni appaltanti, dei requisiti di qualificazione in termini di fatturato e dipendenti, sproporzionati rispetto al valore degli appalti".

Non ci si può, però, fermare a questi aspetti. "La lettera dell'onorevole Realacci e la risposta del presidente Santoro – afferma - costituiscono certamente un primo risultato anche se molte rimangono le distorsioni da eliminare. Centralità della progettazione, attraverso l'affidamento a professionisti qualificati e non agli uffici interni della pubblica amministrazione; affidamento dei lavori solo sulla base di progetti esecutivi; lotta ai ribassi lunari negli affidamenti degli incarichi di progettazione attraverso l'applicazione obbligatoria del dm 143/2013 per la determinazione dei corrispettivi da porre a base d'asta; utilizzo esclusivo del criterio di aggiudicazione dell'offerta economica più vantaggiosa; obbligo di definire un limite massimo ai ribassi sull'offerta economica per gli affidamenti di progettazione". Tutti temi sui quali sarà vitale il recepimento delle direttive europee in materia di appalti.


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