Lavori Pubblici

Decreto Irpef, appalto bloccato agli enti che non utilizzano il sistema centralizzato

Giuseppe Latour

La nuova sanzione (niente Cig dall'Autorità di vigilanza) sarà applicata se le commissioni Bilancio e Finanze del Senato approveranno gli emendamenti presentati dal Governo

Niente Cig dall'Autorità di vigilanza e, quindi, gara bloccata. E' questa la sanzione che scatterà per le stazioni appaltanti che non utilizzano il sistema di appalti centralizzati creato dal decreto Irpef (Dl n. 66/2014). O, almeno, è questo quello che potrebbe succedere se le commissioni Bilancio e Finanze del Senato, che stanno esaminando la legge di conversione del provvedimento, approveranno gli emendamenti appena presentati dal Governo. Un pacchetto di modifiche nel quale compaiono diversi cambiamenti interessanti. Tra questi, risalta quello che riguarda il taglio d'ufficio del 5 per cento operato ai contratti di fornitura in essere: sarà applicato anche alle procedure affidate in via provvisoria.

La novità principale ipotizzata dal Governo riguarda l'articolo 9, che contiene una riforma mirata a centralizzare gli acquisti della pubblica amministrazione, attraverso Consip e centrali di committenza, facendo passare tutto da un massimo di 35 soggetti aggregatori. La modifica prende le mosse dal Dpcm con il quale vengono individuate ogni anno le categorie di beni e servizi, "nonché le soglie al superamento delle quali le amministrazioni statali centrali e periferiche" fanno ricorso alle centrali di committenza o a Consip. Se nella precedente versione del decreto non c'erano sanzioni particolari per chi non rispetta la regola di passare dal soggetto aggregatore competente, il Governo mette un tappo a questa falla. E stabilisce che l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici "non rilascia il codice identificativo gara (Cig)" alle stazioni appaltanti che non ricorrano a Consip o ad altro soggetto aggregatore. Nota a margine: l'esecutivo ribadisce che queste previsioni sono limitate ai soli beni e servizi, senza parlare di lavori.

Un meccanismo simile viene introdotto al comma 4, che rivede le regole sulle centrali di committenza dei Comuni. La norma fa riferimento non più ai soli Comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti, ma a tutti quelli che non sono capoluogo, con un evidente intento di allargamento dell'ambito applicativo dell'istituto. Questi dovranno acquisire lavori, beni e servizi in maniera centralizzata, attraverso diverse modalità. Se non lo faranno – e qui risiede la novità inserita nell'emendamento del Governo – l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici non rilascerà il Cig, impedendo di proseguire con la gara.

Altro cambiamento importante riguarda l'articolo 8 che disciplina la pubblicazione di una serie di dati, tra i quali compaiono i tempi di pagamento della Pa. Per evitare confusione con le norme del Dl n. 33/2013, alle quali il decreto nella precedente versione si sostituiva senza operare abrogazioni, adesso quel Dl viene riscritto, chiarendo meglio quello che dovranno fare le Pa. Dovranno rendere noti i bilanci preventivi e consuntivi entro trenta giorni dalla loro adozione, dovranno pubblicare i dati su entrate e spese in formato aperto, e dovranno mettere on line un "indicatore annuale di tempestività dei pagamenti".

Sempre sull'articolo 8 viene proposta un'estensione che riguarda la norma con la quale viene prevista la riduzione d'ufficio del 5% degli importi dei contratti di fornitura di beni e servizi stipulati dalla Pa per tutta la durata residua degli stessi, allo scopo di tagliare le spese che gravano sulla pubblica amministrazione. Questa novità, in base alla proposta dell'esecutivo, non si applicherà più solo ai contratti in essere ma anche a quelli "relativi a procedure di affidamento per cui sia già intervenuta l'aggiudicazione, anche provvisoria".
Un piccolo aggiustamento, infine, viene proposto all'articolo 10, che fissa le nuove competenze dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. A via di Ripetta non vengono più affidati compiti di controllo sulle attività finalizzate all'acquisizione di beni e servizi, ma compiti di "vigilanza".


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