Lavori Pubblici

Bozza di riforma urbanistica , i primi commenti - Buzzetti (Ance): subito gli sconti fiscali al recupero - Viviani (Inu): piano strutturale solo in area vasta

Alessandro Arona

Buzzetti: «Rendiamo perequazione e compensazione obbligatorie per tutti i Comuni. Subito gli sconti fiscali al rinnovo» - Viviani (Inu): «Il piano strutturale comunale non ha più senso»

Arrivano dal presidente dell'Ance Paolo Buzzetti e da quella dell'Inu, Silvia Viviani, i primi commenti sulla bozza di riforma urbanistica preparata dalla Commissione Lupi del Ministero delle Infrastrutture, anticipata da «Edilizia e Territorio» nei giorni scorsi (si vedano testo e servizi ).
Entrambi apprezzano l'iniziativa del governo, soprattutto per dare certezze e copertura legislativa statale a pratiche innovative messe in atto da Regioni e Comuni, senza una cornice legislativa statale. Ma entrambi sottolineano anche lo "scarso coraggio" del testo, giudicato «troppo tradizionale».

Partiamo dal presidente dell'Associazione costruttori.
Paolo Buzzetti
suggerisce in particolare che perequazione e compensazione diventino obbligatori in tutti i Comuni, e poi chiede di rafforzare il pacchetto di sconti fiscali per la riqualificazione urbana e soprattutto di anticiparli con un decreto legge, senza attendere i tempi necessariamente lunghi del Ddl di riforma.

Presidente Buzzetti, che ne pensa della bozza di riforma urbanistica predisposta dalla Commissione Lupi?
Si tratta senz'altro di una buona iniziativa, soprattutto per dare copertura legislativa a una serie di innovazioni che si sono diffuse negli anni in leggi regionali e piani regolatori. A una prima lettura, tuttavia, questa parte del testo sembra avere un'impostazione un po' tradizionale. Forse è necessaria prorio per dare copertura alle norme sul territorio, forse però va fatto uno sforzo in più per coordinare il Ddl con la riforma costituzionale del Titolo V.

Che vuol dire presidente? Che alcune innovazioni, come perequazione e compensazione, dovrebbero essere obbligatorie per tutti, e non facoltativamente introdotte dai Comuni, come nella bozza della Commissione Lupi?
Noi siamo per fissare regole nazionali uguali per tutti. Se certi strumenti funzionano, come appunto perequazione e compensazione, dobbiamo farli applicare a tutti. Dobbiamo ragionare nel lungo termine, almeno 15 anni.

Che ne pensa invece della parte sul rinnovo urbano?
Bene la parte che punta a spingere il rinnovo con sconti fiscali e premialità urbanistiche. Il testo parla di riduzione delle «imposte che gravano sugli immobili», dunque le imposte sulle proprietà: questo va benissimo, alla fine indirettamente spinge anche il rinnovo, tuttavia riteniamo che per incentivare la riqualificazione urbana debba essere ridotta anche la fiscalità che grava sulle imprese.
Inoltre, se il governo è d'accordo di spingere la riqualficazione edilizia e urbana con sconti fiscali, ragioniamo sull'opportunità di stralciare questa parte dalla riforma urbanistica, che ha necessariamente tempi lunghi, e di inserirla subito in un decreto legge. Insomma, questa è una misura di stimolo all'economia, va fatta subito, sennò perde di significato.

A quali sgravi fiscali per le imprese pensate, presidente?
Vanno ripristinati gli sconti che c'erano, e sono scomparsi dal 1° gennaio, sul trasferimento di aree nei comparti e per le opere di urbanizzazione; pensiamo inoltre alla cedolare secca sugli affitti anche per i redditi di impresa. Ma le faccio parlare subito con i nostri esperti dell'area fiscale....

Trasferimento immobili nei piani urbanistici
Dal 2000 al 31 dicembre 2013 - spiegano all'Ance - per il trasferimento di aree e fabbricati in attuazione di un piano urbanistico (purché i lavori vengano ultimati entro 11 anni dall'approvazione, all'inizio erano 5, poi 8) si applicava l'imposta di registro ridotta all'1%. Lo sgravio non è stato però prorogato, e dal 1° gennaio l'aliquota è tornata al 9%. Si tratta di un'imposta non neutra, non si può scaricare e va a incidere sui costi finali.

Opere a scomputo
L'altro sgravio che è scomparso dal 1° gennaio scorso - spiegano sempre all'Ance - è quello sulle opere di urbanizzazione a scomputo: non si pagava l'Iva e l'imposta di registro era in cifra fissa, 168 euro. Ora quando i Comuni trasferiscono le aree agli operatori per fare le opere a scomputo devono pagare il 9% sul valore delle opere stesse (da realizzare) o sul valore delle aree cedute al Comune stesso nelle convenzioni di lottizzazione. Di fatto avviene che i Comuni chiedono ai costruttori di pagare queste tasse, e questo di fatto disincentiva l'utilizzo di questi strumenti.

Incentivi alla locazione
Per allargare il mercato della locazione residenziale - suggerisce l'Ance - la tassazione agevolata della "cedolare secca", che oggi vale solo per le persone fisiche, andrebbe estesa ai redditi di impresa. Se cioè un costruttore mette sul mercato alloggi in locazione (per un numero minimo di anni) può pagare le tasse secondo l'aliquota secca ridotta del 21%. L'Ance suggerisce anche di allargare alle imprese anche la cedolare secca ridotta (10%) per le locazioni a canone concordato. «In Francia - spiegano inoltre all'Ance - la legge Scellier prevede che chi acquista una casa per darla in locazione possa abbattere (in più ani) una quota del costo, all'inizio era il 40%. Potremmo magari limitare questa midura solo per gli immobili con elevate prestazioni energetiche».

Rent to buy
Nel Dl Casa - sostiene l'Ance - ci sono troppi limiti. Va favorito il regime fiscale: oggi l'impresa deve pagare subito l'Iva e l'imposta di registro sul prezzo di vendita, si potrebbe invece prevedere che per gli anni di locazione l'impresa paga solo le imposte sui redditi da locazione.


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