Lavori Pubblici

Frigoristi, nessun onere per chi cambia l'ente di certificazione

G.L.

Lo chiarisce una circolare di Accredia, l'ente che riunisce gli enti di certificazione, dando ragione agli artigiani della Cna che avevano sollevato la questione con il ministero dell'Ambiente

No alle penali per le imprese in possesso di un patentino del frigorista che chiedono di cambiare ente. È quanto spiega una nota di Accredia che, in questo modo, risponde ai rilievi sollevati da Cna impianti nelle scorse settimane. L'associazione di artigiani aveva inviato una lettera al ministero dell'Ambiente, nella quale sollevava la questione degli oneri legati al trasferimento della propria certificazione e chiedeva chiarimenti. Adesso l'ente di accreditamento risponde con una circolare, dando ragione nella sostanza a Cna.

Tutto parte da una circolare di Accredia (n. 8 del 31 marzo 2014), nella quale l'ente di accreditamento ha previsto, per la persona che vuole trasferire la propria certificazione di frigorista da un ente all'altro, il pagamento di non meglio precisati oneri per il trasferimento della pratica. I tecnici di Cna impianti, nella loro lettera di protesta, hanno immediatamente messo la questione sotto analisi. «Se tale onere fosse stato già previsto nel contratto che la persona sottoscrive con un ente per ottenere la certificazione non vi sarebbe nulla da obiettare; si tratterebbe di un rapporto commerciale tra due soggetti regolato da un contratto che ciascuno dei due contraenti è libero di siglare o meno».

La circolare di Accredia, invece, considerava un caso diverso, quello delle «persone che non hanno preventivamente accettato la clausola e che vogliono trasferire il certificato già al primo mantenimento». In questo caso «gli oneri per il trasferimento saranno oggetto di specifica offerta, con l'importo previsto a tariffario». In pratica, da una lettura attenta della circolare, questa sembrava imporre al cliente un onere non previsto dal contratto e dal tariffario che ogni organismo di certificazione aveva l'obbligo di inviare al ministero dell'Ambiente per l'approvazione prevista dal Dpr n. 43/2012. In sostanza, si cambiano in corsa le regole e si scaricano gli oneri sulle imprese.

Adesso Accredia fa chiarezza con un'altra circolare. E spiega che sono stati segnalati diversi casi «in cui vengono applicate penali per recedere dal contratto di certificazione, che impongono una riflessione sia per la dimensione dell'importo della penale per il recesso anticipato, sia perché tale penale non sarebbe stata prevista inizialmente a contratto». Queste situazioni, prosegue la circolare, «stanno facendo maturare l'intenzione, in capo a varie associazioni datoriali, di procedere per vie legali per difendere gli interessi dei propri associati».

L'ente di accreditamento condivide i dubbi di Cna. E richiama all'ordine gli organismi di certificazione, invitandoli a «rivedere le proprie politiche commerciali sollecitando a non applicare penali non previste e, nel caso fossero invece previste, di applicare con la dovuta prudenza queste clausole che potrebbero essere considerate comunque vessatorie o eccessivamente onerose, e quindi un ostacolo alla libera concorrenza». Insomma, per i frigoristi il pericolo pare scampato.


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