Lavori Pubblici

Legge urbanistica, pronta la riforma del Governo

Giorgio Santilli

In 21 articoli la bozza del disegno di legge a 72 anni dall'ultima norma quadro statale. Previsto il riordino dei titoli abilitativi, rivisti perequazione, standard, trasferibilità dei diritti edificatori

È pronta la prima bozza del governo sulla riforma urbanistica attesa da 72 anni. È il risultato di un lavoro assai approfondito della commissione insediata dal ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, proprio per varare una prima ipotesi di disegno di legge di governo del territorio, in coerenza con l'attuale assetto del titolo V, ma in qualche modo anticipatore dei nuovi assetti costituzionali che prevedono il ritorno allo Stato della competenza esclusiva sui principi quadro della legislazione in materia di governo del territorio.

La bozza, composta di 21 articoli, ha certamente il merito di una visione organica che tenta di dare risposta in un disegno unitario a tutte le questioni aperte in questi anni dalla prassi urbanistica e dalle leggi regionali: dalla perequazione alla compensazione nel capitolo della fiscalità immobiliare, dalla riforma degli standard previsti dal decreto ministeriale 1444/1968 alla trasferibilità dei diritti edificatori, dalla pianificazione territoriale di area vasta (ancora ancorata alle Province ma anche alle città metropolitane) alla definizione di una politica complessiva (legislativa, fiscale, urbanistica, autorizzativa) per il rinnovo urbano, anche incentivato, dalla definizione di una politica per l'edilizia sociale residenziale pubblica e privata fino all'ultimo, ma non meno importante, capitolo delle semplificazioni normative e di un riordino complessivo dei titoli autorizzativi in edilizia, con una riforma del testo unico. Questioni che non di rado sono state affrontate da leggi regionali innovative o a livello comunale in questi anni e che hanno trovato risposte parziali e non sempre univoche a livello di giurisprudenza.

Un'altra novità assoluta è il tentativo che fa il testo di creare un quadro nazionale di pianificazione territoriale che si articoli poi nei vari assetti regionali e nelle varie politiche (anche quelle di competenza statale confinanti con la materia del governo del territorio) . È la riscoperta del valore della programmazione del territorio dopo anni di declino o di oscuramento. A questo proposito lo schema di Ddl prevede una direttiva quadro territoriale (Dqt) che «definisce gli obiettivi strategici di programmazione dell'azione statale e detta indirizzi di coordinamento al fine di garantire il carattere unitario e indivisibile del territorio, come definito all'articolo 1». La Dqt avrebbe durata quinquennale e sarebbe soggetta ad aggiornamento triennale, garantendo «l'espressione della domanda pubblica di trasformazione territoriale che la pianificazione paesaggistica deve contemplare». Lo Stato può inoltre adottare «programmi d'intervento speciali, anche a valenza territoriale, al verificarsi di particolari condizioni di necessità, coordinando la sua azione con quella delle Regioni». Gli interventi speciali sono effettuati in determinati ambiti territoriali «allo scopo di rimuovere condizioni di squilibrio territoriale, economico e sociale, di superare situazioni di degrado ambientale e urbano, di promuovere politiche di sviluppo economico locale, di coesione e di solidarietà sociale coerenti con le prospettive di sviluppo sostenibile, e di favorire la rilocalizzazione di insediamenti esposti ai rischi naturali e tecnologici e la riqualificazione ambientale dei territori danneggiati».

Il disegno di legge, dopo che sarà stato vistato da Lupi, mandato agli altri ministeri per il concerto e poi portato al Consiglio dei ministri per l'approvazione, dovrebbe approdare per l'esame parlamentare alla commissione Ambiente della Camera, presieduta da Ermete Realacci, dove già è stata avviata la discussione delle proposte di origine parlamentare sul governo del territorio. L'esame è stato, in realtà, appena avviato e il relatore, Roberto Morassut (Pd), dovrebbe mettere a punto un testo unificato che sia la sintesi delle diverse posizioni. A maggior ragione questo lavoro sarà arricchito dall'arrivo del testo del governo, mentre sui tempi la commissione ha deciso comunque di attendere l'approvazione della legge sul consumo del suolo, in congiunta con la commissione Agricoltura. Non c'è dubbio, tuttavia, che il testo del governo darà il via a un dibattito intenso che il settimanale «Edilizia e Territorio» stimolerà e seguirà in tutti i suoi momenti, già a partire dai giorni prossimi.


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