Lavori Pubblici

Autorità: invariata la tassa sulle gare a carico di imprese e amministrazioni

Giuseppe Latour

Da questi importi, secondo le previsioni dell'Avcp, arriveranno 49,3 milioni nel corso del 2014. Si tratta di uno dei valori più bassi degli ultimi anni

Nessuna variazione al contributo annuale. L'Autorità di vigilanza per i contratti pubblici ha appena approvato la delibera 5 maggio 2014 nella quale definisce i connotati della tassa sulle gare per i prossimi mesi. E la notizia, che conferma quanto scritto da Edilizia e Territorio , è che non ci saranno cambiamenti rispetto all'assetto attuale. Un congelamento che non era scontato, vista la difficile situazione dei bilanci dell'Avcp. A salvare i conti di via di Ripetta, come rileva lo stesso provvedimento, sarà il contributo straordinario in arrivo dall'Antitrust: 7,7 milioni di euro per l'anno 2014 e 14,7 milioni di euro divisi in dieci rate annuali a partire dal 2015.

La tabella che riassume il livello di contribuzione è la stessa degli anni passati. Sotto i 40mila euro c'è l'esenzione completa per le stazioni appaltanti. Le Pa, poi, pagheranno 30 euro per importi a base di gara fino a 300mila euro, 225 euro per appalti fino a 500mila euro, 375 euro quando si arriverà a importi entro il milione, 600 euro fino a 5 milioni e, infine, 800 euro per tutte le altre gare che arrivino fino all'ultimo scaglione, quello oltre i 20 milioni di euro. Più articolata la situazione relativa alle imprese: per loro la "no tax area" è prevista nelle gare fino a 150mila euro. Gli altri scaglioni sono ordinati in maniera progressiva. Venti euro per appalti fino a 300mila, 35 euro fino a 500mila, 70 euro fino a 800mila, 80 euro fino a un milione, 140 euro fino a 5 milioni, 200 euro fino a 20 milioni e 500 euro oltre i venti milioni posti a base di gara.

Da questi importi, secondo le previsioni dell'Autorità, arriveranno 49,3 milioni di euro nel corso del 2014. Si tratta di uno dei valori più bassi degli ultimi anni. Così la delibera nelle sue premesse ricostruisce anche la manovra che ha consentito di tenere ferma la contribuzione per l'anno in corso, senza ricorrere ad aumenti generalizzati. L'Auhority ricorda, anzitutto, che nella legge di Stabilità per il 2014 non è previsto alcun contributo da parte dello Stato: un modo per ribadire che, ormai, l'Avcp si finanzia interamente in maniera autonoma.

A rendere più traballante la situazione c'è il fatto che nei prossimi anni l'Autorità sarà chiamata a contribuire ai bilanci di altri garanti che non godono della stessa solidità di bilancio. Sempre la legge di Stabilità, infatti, ha deliberato che tra il 2014 e il 2016 andranno pagati due milioni di euro al Garante per la privacy e, per il 2014 e 2015, poco meno di 200 milioni alla Commissione di garanzia per gli scioperi. Un aggravio che non sarebbe stato sostenibile senza l'intervento dell'Antitrust. Questa, infatti, dovrà restituire nei prossimi anni quanto ha ricevuto dall'Avcp tra il 2010 e il 2012. Una prima tranche di questo denaro sarà versata nel corso del 2014: 7,7 milioni di euro. Il resto (14,7 milioni), in dieci annualità a partire dal 2015.

Sul fronte delle modalità di versamento dei contributi, infine, va ricordato che le stazioni appaltanti sono tenute ad effettuare i loro pagamenti con cadenza quadrimestrale, «per un importo complessivo pari alla somma delle contribuzioni dovute per tutte le procedure arrivate nel periodo». Le imprese, invece, devono pagare la tassa prima della partecipazione alle gare, «quale condizione di ammissibilità alla procedura di selezione del contraente». Infine, ci sono le Soa, che versano il 2% dei ricavi risultanti dal bilancio approvato: devono pagare entro trenta giorni dall'approvazione del documento.


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