Lavori Pubblici

Riforma appalti, professionisti: diamo un ruolo «forte» al progetto

Giuseppe Latour

Presentate a Roma le richieste formulate dalla Rete dei professionisti tecnici al Governo in vista della riforma del codice. Stop agli incarichi interni alla Pa, paletti all'appalto integrato (con pagamento diretto), priorità ai concorsi

Togliere il progettista dalla posizione di debolezza negli appalti integrati, ridimensionare il ruolo dei tecnici interni alla pubblica amministrazione, aumentare le tutele contro i ribassi eccessivi e dare più peso ai concorsi. Il tema delle modifiche al Codice appalti può essere declinato anche dal punto di vista dei professionisti. Così la Rete delle professioni tecniche, che comprende tra gli altri ingegneri, architetti e geometri, la settimana scorsa a Roma ha messo nero su bianco una serie di proposte, per chiedere al Governo altrettanti interventi di modifica alle norme sugli appalti.

L'attenzione maggiore viene dedicata al tema della progettazione interna alla Pa. «Nonostante gli sforzi del legislatore – si legge nel documento – la fase progettuale si conferma l'anello debole del ciclo dell'appalto dei lavori pubblici». Nel mirino c'è il lavoro dei dipendenti delle stazioni appaltanti, che «sono costretti a dividere il tempo a disposizione tra l'istruttoria delle pratiche di routine e la progettazione di opere pubbliche». Il risultato è che i tempi delle procedure si allungano e la qualità media si abbassa. Tutto questo mentre i liberi professionisti sono attanagliati da una crisi drammatica del mercato dei servizi. Bisogna, allora, rivedere l'articolo 90 che disciplina la materia: in questo modo le stazioni appaltanti potranno liberamente affidare i servizi di progettazione a società, consorzi, singoli professionisti.

Qualche novità serve anche sul fronte degli appalti integrati. In questo settore, storicamente, «i prestatori di servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria sono in posizione di debolezza nei confronti dell'appaltatore, che intrattiene in forma esclusiva i rapporti con la stazione appaltante». Per riequilibrare questa situazione, allora, la Rete propone una modifica all'articolo 53, comma 3 bis, specificando che «la stazione appaltante indica nel bando di gara le modalità per la corresponsione diretta al progettista della quota del compenso corrispondente agli oneri di progettazione». Quella che oggi è una semplice facoltà diventa, così, un obbligo.
L'altro grande tema, per i professionisti, riguarda i concorsi. Sul punto bisogna anzitutto chiarire nel Codice che, quando la prestazione riguarda la progettazione di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo le stazioni appaltanti devono ricorrere prioritariamente al concorso di progettazione o di idee e non possono cercare scorciatoie. In aggiunta bisogna usare i concorsi come trampolino per l'ampliamento dell'attività dei professionisti. A questo scopo, viene proposta la modifica degli articoli sui concorsi di progettazione e di idee puntando «prioritariamente all'affidamento delle fasi successive della progettazione allo stesso professionista vincitore del concorso, il quale, al fine di dimostrare i requisiti previsti dalle norme vigenti e dai bandi potrà costituire un raggruppamento temporaneo» con altri professionisti, consorzi o società.

Infine, c'è la questione dei ribassi eccessivi. «Spesso – ricorda la Rete – negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria con il criterio del prezzo più basso, i ribassi raggiungono percentuali altissime, rischiando di compromettere la qualità della prestazione professionale». Si chiede, allora, di chiarire che, negli affidamenti dei servizi di architettura e ingegneria d'importo inferiore o pari a 100mila euro, quando il criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso, la stazione appaltante deve prevedere nel bando il ricorso alla procedura per l'esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentino una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia


© RIPRODUZIONE RISERVATA