Lavori Pubblici

Lupi: con la riforma del codice stop ai progetti della Pa, subito la Napoli-Bari

Mauro Salerno

Il ministro: le amministrazioni devono concentrarsi su indirizzo e controllo. Semplificazioni radicali in edilizia con il Consiglio dei ministri del 13 giugno. Procedure speciali per l'alta velocità al Sud

Di fronte alla platea di architetti, ingegneri, geologi riuniti per presentare le proprie idee di riforma del codice appalti il ministero delle Infrastrutture Maurizio Lupi trova subito la corda giusta per strappare un applauso. L'annuncio tocca uno tra i nervi più scoperti del rapporto tra professionisti e amministrazioni pubbliche: la progettazione svolta dai tecnici interni alle Pa, che per quest'attività ricevono anche un incentivo pari al 2% del valore dell'opera. Una misura prevista dal codice appalti che liberi professionisti (e società di architettura e ingegneria) vedono come fumo negli occhi, giudicandola al pari di una forma di "concorrenza sleale".

Lupi ci arriva subito, citando «la straordinaria opportunità offerta dalle nuove direttive europee» per cambiare le regole sugli appalti : «Le Pa devono tornare a fare attività di indirizzo e controllo e devono fare solo questo» . Quindi basta con la progettazione. Che spesso, segnala il ministro, conduce anche a «progetti deboli» che lasciano adito a riserve e varianti delle imprese e «fanno si che un'opera non costi mai quanto preventivato». Per questo, ha aggiunto il ministro, «le amministrazioni devono lasciare fare le cose a chi ha le competenze per farle. Basta con i pregiudizi: la società, i liberi professionisti non sono nemici della Pa».

Qui il discorso si lega con l'altro annuncio di Lupi: «la radicale riforma di semplificazione della Pa, e dell'edilizia, che il Governo approverà il prossimo 13 giugno». Per Lupi bisogna «che si affermi il principio che è è permesso tutto ciò che non è vietato dalla legge». Quindi «basta con la pletora di permessi e autorizzazioni» necessarie per ogni piccolo intervento. Il tema ricorda da vicino il «padroni in casa propria»: una delle bandiere dei governi presieduti da Silvio Berlusconi, tradotta però in provvedimenti, come il piano casa, dalla discutibile efficacia. «Ci abbiamo provato con la Dia, con la Scia - ha commentato Lupi -: non ci siamo riusciti, anche perché nessuno si assume la responsabilità di fare. Ora dobbiamo cambiare registro, con una semplificazione radicale».

Sulle infrastrutture il tema caldo è la linea ad alta velocità Napoli-Bari, che il ministro considera una «sfida personale». «Ci sono 4.970 milioni disponibili per competenza per realizzare quest'opera - ha ricordato il ministro - All'ultimo tavolo per sbloccarla ho chiesto: allora quando parte il cantiere? Mi è stato risposto nel 2018». Una data «non accettabile» per il ministro che pensa a «procedure speciali» per realizzare la linea dell'alta velocità al sud.

OICE
Oltre agli applausi della platea l'affondo sulla progettazione intena alla Pa fa incassare a Lupi anche il plauso delle società di ingegneria rappresentate dall'Oice. Con una nota il presidente dell'associazione Patrizia Lotti accoglie «con estrema sodddisfazione» le praole del ministrio» e rileva che «riformare il ruolo della Pubblica Amministrazione, che deve essere centrata sulla fase di studio e programmazione degli interventi e sul controllo, è un nostro refrain da almeno 15 anni, da quando già era evidente che per migliorare la qualità del progetto risultava antistorico, antieconomico e controproducente puntare sul rafforzamento degli uffici tecnici interni; ci fa piacere che anche gli amici delle professioni tecniche abbiano condiviso questa nostra posizione e sarà questo un motivo per portarla avanti insieme».

Anche l'Oice a breve illustrerà le sue proposte di riforma del Codice in occasione del Convegno annuale programmato per il prossimo 5 giugno a Roma: «Di questa positiva e fondamentale novità - conclude Lotti - avremo senz'altro modo di parlare con il Ministro Lupi ai primi di giugno durante il nostro Convegno annuale che vorrà evidenziare come l'ingegneria e l'architettura possano essere un formidabile strumento di sviluppo e di traino per tutta la filiera delle costruzioni e in generale per rendere più efficiente ed efficace il sistema».


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