Lavori Pubblici

Dl casa, salta il tetto per il bonus mobili

Giuseppe Latour e Mauro Salerno

In arrivo anche imposta di registro all'1% per gli immobili pubblici e incentivi «green» per gli ex Iacp: guida alle novità approvate al Senato

Salta il vincolo in base al quale, per usufruire del bonus mobili, gli arredi devono costare meno della ristrutturazione. E' questa la novità più importante portata dalle commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato nel corso della maratona di approvazione degli emendamenti alla legge di conversione del decreto casa (Dl n. 43/2014). L'unico vincolo per i mobili e gli elettrodomestici, a questo punto, è fissato dal limite di 10mila euro. E non è la sola novità. I senatori hanno anche portato cambiamenti all'imposta di registro sulle operazioni di dismissione degli immobili pubblici, hanno esteso gli incentivi per la riqualificazione agli ex Iacp e hanno istituito la banca dati degli immobili pubblici. Oltre a nuove regole per i lavori specialistici (clicca qui ).
Vediamo allora, punto per punto, quali sono le modifiche arrivate finora.

Banca dati immobili pubblici
«Per favorire la riduzione degli oneri amministrativi a carico dei cittadini ed assicurare l'efficacia, la trasparenza e il controllo in tempo reale dell'azione amministrativa per la locazione e l'alienazione del patrimonio immobiliare pubblico», viene istituita la Banca dati nazionale del patrimonio immobiliare pubblico. Si tratterà di un archivio consultabile in un'apposita sezione del sito internet ufficiale del ministero delle Infrastrutture che conterrà "separate sezioni, recanti l'indicazione: degli immobili locati, di quelli da locare, di quelli per i quali è stata presentata domanda di riscatto nonché di quelli per i quali è stata avviata la procedura di alienazione". Insomma, con un colpo d'occhio sarà possibile ricostruire il quadro del patrimonio immobiliare pubblico.
La novità, però, non partirà da subito. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto (quindi intorno alla fine di agosto) il ministro delle Infrastrutture, di concerto con il ministro dell'Economia, stabilirà con un regolamento «le modalità di redazione della Banca dati, nonché le modalità di formazione degli elenchi e dei criteri in base ai quali gli immobili adibiti ad edilizia economico popolare di proprietà dei Comuni e degli istituti autonomi per le case popolari e gli immobili di proprietà delle Regioni, delle Province e degli enti di assistenza e beneficenza, anche disciolti, nonché di proprietà statale o di altri enti pubblici, anche partecipati, devono essere iscritti nella medesima Banca dati». Nel testo saranno definite anche le modalità tecniche per l'accessibilità della Banca dati attraverso i portali o i siti internet degli enti e dei soggetti che detengono immobili destinati alla locazione o alla alienazione. Per completare l'operazione sarà possibile spendere fino a 5 milioni di euro.

Bonus mobili
Viene eliminato il vincolo in base al quale, per usufruire del bonus mobili, gli arredi devono costare meno della ristrutturazione. Salta il vincolo introdotto con la legge di stabilità 2014, ovvero il no alle agevolazioni sulla parte di spesa per mobili ed elettrodomestici che eccede il prezzo dei lavori di ristrutturazione. Ma viene ribadito anche che "dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014 le spese per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici sono computate ai fini della detrazione d'imposta, indipendentemente dall'importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni". In pratica, il tetto dei 10mila euro resta, ma si svincola dall'importo complessivo dei lavori.

Censimento degli immobili
«Al fine di procedere ad una migliore definizione dei programmi di intervento di interesse nazionale relativi al patrimonio immobiliare pubblico, nonché alla acquisizione, raccolta, elaborazione, diffusione e valutazione dei dati sulla condizione abitativa», i Comuni, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto (quindi per agosto del 2015) dovranno provvedere al censimento dei loro immobili e alla loro catalogazione, «con riferimento in particolare alla presenza di unità immobiliari e fabbricati inutilizzati e al loro stato di manutenzione, nonché allo stato di manutenzione degli immobili utilizzati». Sulla base del censimento le amministrazioni, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, «formulano propri programmi di recupero del patrimonio pubblico inutilizzato e di recupero e manutenzione del patrimonio già adibito ad uso abitativo».
Imposta di registro
Scende all'un per cento se il trasferimento ha per oggetto beni immobili compresi in piani urbanistici particolareggiati diretti all'attuazione di programmi prevalentemente di edilizia residenziale, comunque denominati, a condizione che il completamento dell'intervento avvenga entro undici anni dal trasferimento.

Fondi immobiliari per l'edilizia residenziale
Altra novità importante arriva in materia di edilizia residenziale pubblica, con una modifica all'articolo 10. «Al fine di assicurare i mezzi finanziari per la completa e rapida realizzazione di programmi di alloggi sociali finanziati con fondi nazionali e regionali», gli immobili residenziali realizzati con contributo pubblico potranno essere «ceduti o conferiti» a fondi immobiliari, «anche in deroga a quanto previsto dalle relative norme di finanziamento». L'unica condizione è che «vengano mantenuti i vincoli di destinazione» originariamente previsti. Al momento del passaggio, il soggetto subentrante dovrà darne conto all'ente che eroga il finanziamento pubblico, «affinché il medesimo ente si esprima in merito alla conformità dell'impegno del subentrante a mantenere i vincoli di destinazione». Tramite l'intervento del fondo immobiliare si punta, allora, a mettere in equilibrio i progetti dal punto di vista economico finanziario, sbloccando gli interventi rimasti bloccati.

Piano di dismissione esteso ai Comuni
Gli immobili dei Comuni vengono inseriti, insieme a quelli degli ex Iacp, tra quelli soggetti al piano di dismissione. E il termine per l'emanazione del relativo decreto attuativo scende da sei a quattro mesi. Inoltre, viene stabilito che, entro trenta giorni dall'entrata in vigore del decreto, le Regioni trasmettono al ministero delle Infrastrutture gli elenchi predisposti dai Comuni e dagli Iacp delle unità immobiliari che, con interventi di manutenzione ed efficientamento di non rilevante entità, siano resi prontamente disponibili per le assegnazioni.

Bonus riqualificazione estesi agli Iacp

Gli incentivi sulla riqualificazione energetica vengono estesi anche agli Iacp, «per favorire e promuovere l'attuazione» del piano di dismissione e consentire gli interventi di efficientamento degli immobili. A questo scopo vengono stanziati 10 milioni per il 2015 e 2016 e 15 milioni per il 2017.

Altre modifiche

Il piano dovrà tenere conto anche della possibilità di favorire la dismissione degli alloggi nei condomini misti dove la proprietà pubblica è inferiore al 50 per cento oltre che quelli inseriti in situazioni abitative estranee all'edilizia residenziale pubblica, «al fine di conseguire una razionalizzazione del patrimonio e una riduzione degli oneri a carico della finanza locale». Vengono concesse le agevolazioni anche ai «soci assegnatari di alloggi di cooperative edilizia a proprietà indivisa per l'acquisizione dell'alloggio, posto in vendita a seguito di procedure concorsuale».

Camper e strutture mobili
Con una correzione chirurgica viene emendata la norma, varata dal vecchio Governo con il decreto Fare, che equiparava i camper, i prefabbricati e le roulotte a nuove costruzioni, imponendogli i relativi gravami in termini di autorizzazioni e di imposte. Con una modifica al Testo unico edilizia, non vengono più considerate nuove costruzioni le installazioni di prefabbricati, roulotte e caravan se collocati all'interno di specifiche strutture ricettive all'aperto, nel rispetto delle relative autorizzazioni stabilite a livello locale.

Inps

In materia di immobili degli enti previdenziali vengono previste due novità. I beni conferiti ai fondi immobiliari continueranno a godere delle agevolazioni previste dal D. n. 351/2001 in termini di diritti di opzione, di prelazione, di garanzia e di prezzo. Questi stessi diritti verranno estesi agli occupanti delle unità immobiliari degli istituti previdenziali che erano privi del titolo alla data del 31 dicembre 2013, purché essi risultino in possesso dei requisiti previsti dalle norme vigenti sulle assegnazioni di alloggi. fino al viene prevista un'estensione delle agevolazioni previste nel Dl n. 351 del 2001 a favore dei conduttori di beni immobili dell'Inps che vogliano riscattarli.

Locazioni

Le commissioni sono intervenute anche con qualche modifica in materia di locazioni. La possibilità di utilizzare le risorse del fondo per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione viene estesa anche alle iniziative intraprese dai Comuni in convenzione con imprese di costruzioni e altri soggetti imprenditoriali. Inoltre, le risorse del fondo potranno essere usate per operazioni di «rinegoziazione delle locazioni esistenti» per consentire alle parti, con il supporto delle organizzazioni di rappresentanza della proprietà e dell'inquilinato, la stipula di un nuovo contratto a canone inferiore.

Alloggi sociali

Una serie di piccole modifiche vengono assestate, infine, all'articolo 10, che punta ad aumentare l'offerta di alloggi sociali. Viene eliminata la destinazione prioritaria degli alloggi a favore dei residenti in immobili di edilizia residenziale pubblica in corso di ristrutturazione e dei soggetti sottoposti a procedura di sfratto. Mentre vengono aggiunti gli interventi destinati all'edilizia «abitativa con gestione collettiva dei servizi di pertinenza, di edilizia abitativa e dei relativi servizi finalizzati ad utenti di età maggiore di sessantacinque anni». Tra gli elementi di cui i Comuni terranno conto vengono inseriti gli «incentivi volumetrici a seguito del miglioramento delle prestazioni energetiche degli immobili o per interventi di recupero di aree ed immobili degradati o sottoutilizzati previsti dalla normativa e dagli strumenti urbanistici vigenti». Viene specificato che gli interventi di sostituzione edilizia, variazione della destinazione d'uso, creazione di servizi complementari alla residenza e creazione di alloggi per la locazione temporanea «non sono ammessi nei centri storici e non possono in nessun caso essere autorizzati in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici». Un'altra modifica, infine, estende il perimetro di applicazione dell'articolo 10 dagli interventi provvisti di titoli abilitativi rilasciati entro il 31 dicembre 2013 a quelli rilasciati entro «la data di entrata in vigore del presente decreto-legge», quindi il 29 marzo scorso.


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