Lavori Pubblici

Primo sì al Dl Salva Roma-ter: nei bilanci dei Comuni più spazio agli investimenti

Giuseppe Latour

Contratto di programma Rfi e cartelle esattoriali sono tra le altre novità del Ddl di conversione approvato alla Camera il 10 aprile

La Camera, nella seduta di giovedì 10 aprile, ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto salva Roma ter, in prima lettura. Sembra davvero la volta buona per il provvedimento che dovrebbe mettere una toppa sui problemi di bilancio dell'amministrazione capitolina. Adesso il testo passa adesso al Senato per il via libera definitivo. Nel corso dei lavori il decreto ha imbarcato diverse altre novità, dal contratto di programma di Rfi, alla rottamazione delle cartelle esattoriali, passando per i mutui degli enti locali e i fondi per le emergenze nazionali.

Il cambiamento più importante, sul fronte delle infrastrutture, riguarda Rete ferroviaria nazionale. Si recupera una norma che era già stata inserita nelle precedenti versioni del provvedimento. Allo scopo di «consentire la prosecuzione degli interventi» sulla rete e l'attuazione dei programmi di investimento, fino alla chiusura dell'accordo sul contratto 2012-2016, i rapporti tra lo Stato e Rfi saranno completamente regolati sulla base del contratto di programma 2007-2011. Questo periodo di sopravvivenza del vecchio accordo, però, non potrà superare la data del 30 giugno 2014, termine massimo per arrivare a un nuovo contratto.

Qualche novità anche sulla parte che riguarda Roma capitale, soprattutto sul fronte delle partecipate. Il Campidoglio dovrà presentare al Governo un rapporto che evidenzi le cause di formazione del disavanzo di bilancio, ma dovrà farlo entro 120 giorni e non più entro 90 dall'entrata in vigore del decreto. La relazione dovrà riferirsi anche alle società controllate e partecipate: su questo punto bisognerà specificare il numero dei consiglieri e degli amministratori oltre ai loro rispettivi emolumenti. Laddove sia possibile, bisognerà procedere alla fusione delle società che svolgono funzioni omogenee.

Cambiano le regole sui mutui contratti dagli enti locali prima del 2005 con oneri a totale carico dello Stato. Dal 2014 gli enti beneficiari delle operazioni potranno iscrivere il ricavato di questi mutui tra le entrate in conto capitale con vincolo agli investimenti. Il rimborso da parte dello Stato delle rate di ammortamento, però, non sarà considerato rilevante ai fini del patto di stabilità, liberando così risorse importanti per Comuni e Province.

Tra le tante novità in materia di bilanci degli enti locali, spicca anche una modifica chiesta a gran voce dall'Anci. Per il 2014 il fondo di svalutazione crediti, superiori ai cinque anni, non potrà essere minore del 20%: attualmente questo tetto è fissato al 30 per cento. In questo modo si riducono gli accantonamenti obbligatori per salvaguardare i conti rispetto ai residui attivi, che sono spesso difficili da esigere.

Viene, poi, modificata la legge di Stabilità 2013, andando a ritoccare l'utilizzo dei fondi europei. A seguito della verifica sull'effettivo utilizzo per il periodo 2007-2013 dei fondi di sviluppo e coesione, una quota di 50 milioni di euro a valere sulla quota nazionale sarà destinata al fondo per le emergenze nazionali, istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri.
Infine, arriva una proroga per le cartelle esattoriali relative a debiti fiscali con uffici statali, agenzie fiscali, Regioni, a Province e Comuni. I debitori potranno estinguerle aderendo alla rottamazione senza interessi fino al 31 maggio del 2014. Con la vecchia versione della legge di Stabilità la possibilità era ormai scaduta il 28 febbraio scorso.


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