Lavori Pubblici

Efficienza energetica, 800 milioni per riqualificare case e immobili pubblici

M. Bartoloni e A.Tripodi

Via libera al decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue 2012/27 - Nasce il Fondo rotativo che finanzierà anche interventi sull'edilizia popolare

Un plafond da 800 milioni di euro da qui al 2020 per la riqualificazione energetica di immobili della Pa e di edifici residenziali e per l'efficienza delle imprese "energivore". Interventi che saranno realizzati anche grazie al Fondo nazionale per l'efficienza energetica del ministero dello Sviluppo economico che agirà sia per la concessione di garanzie che per l'erogazione di investimenti. Sono le misure contenute nel decreto legislativo varato oggi dal Consiglio dei ministri per recepire la direttiva Ue 2012/27 sull'efficienza che prescrive il taglio del 20% dei consumi di energia primaria entro il 2020.

Degli 800 milioni previsti per il 2014-2020 dal decreto 355 milioni di contributo a fondo perduto saranno destinati all'efficienza degli immobili della Pubblica ammnistrazione centrale (esclusi, quindi, scuole e ospedali), che dovranno riqualificare il 3% annuo della superficie: da questo obbligo restano esclusi gli immobili inferiori a 500 mq (limite che, a partire dal 9 luglio 2015, scenderà a 250 mq), quelli vincolati e i luoghi di culto. Il mancato raggiungimento degli obiettivi di efficienza potrà comportare l'attivazione di procedure di infrazione da parte di Bruxelles e per questo il provvedimento dedica molta attenzione agli strumenti per il monitoraggio dei risultati ottenuti. Sarà compito dell'Enea raccogliere, ogni anno, i dati sui consumi degli edifici della Pa, che saranno gestiti attraverso un portale Web dedicato.
Altri 350 milioni di euro, poi, arriveranno dal Fondo rotativo del Mise e saranno destinati a finanziare interventi di efficientamento di edifici residenziali (compresa l'edilizia popolare) da parte di Esco e imprese. Particolari condizioni nei finanziamenti e premialità potranno essere previste, dice il decreto, per interventi di riqualificazione che comprendano anche la messa in sicurezza antisismica e per la costruzione di edifici nuovi a energia quasi zero: questi standard saranno definiti con decreti successivi dello Sviluppo economico e dell'Ambiente.
Ulteriori 7 milioni, inoltre, serviranno per azioni di informazione e formazione, mentre per le imprese il percorso verso i risparmi si concretizzerà nell'obbligo per le grandi imprese e per gli energivori di adottare un audit energetico entro il dicembre 2015. Per le Pmi non ci sarà nessun obbligo, ma saranno incoraggiate lo stesso sulla strada dell'efficientamento energetico grazie ai cofinanziamenti per 70 milioni.

«Consumare meno e meglio: un'economia più efficiente sotto il profilo energetico è la chiave di volta per rilanciare la crescita economica e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro connessi alla diffusione di soluzioni tecnologiche innovative» ha commentato il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, mentre il ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti ha sottolineato che «se pensiamo che il consumo degli edifici pubblici è pari al 18% di quello generale dello Stato, si comprende come acquisisca assoluto rilievo già il solo obiettivo di ‘ambientalizzazione' del nostro patrimonio pubblico immobiliare».

Soddisfatto anche Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, secondo il quale il decreto è «un passo positivo del Governo» anche se «risorse ancora più ingenti sono previste nei fondi strutturali 2014-2020 - ricorda - e dunque è importante che tutte le azioni previste per l'efficienza siano coordinate tra loro». Un programma "di lavoro" che vedrà gli architetti in prima linea: «L'iniziativa di oggi , così come quella che riguarda gli interventi sulle scuole ci fanno credere che il Governo sia sulla strada giusta - ha dichiarato il presidente del Consiglio nazionale degli architetti, Leopoldo Freyrie, commentando il via libera al decreto - e gli architetti italiani hanno da tempo dimostrato, attraverso dati e ricerche, che per tornare a creare lavoro e dare risposta ai problemi delle famiglie oggi è fondamentale puntare sui cantieri della riqualificazione energetica ed edilizia delle nostre città».


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