Lavori Pubblici

Direttiva concessioni, più rischi ai privati: tutte le novità - Il dossier

a cura di Alessandro Arona

Non sarà più possibile fornire al concessionario canoni minimi o garanzie sulla variabilità degli introiti da mercato - Recepimento entro il 18 aprile 2016, ma alcune misure sono a impatto immediato

Rischio effettivo e "consistente" trasferito all'operatore privato, tale da non garantire (con certezza) il recupero dell'investimento effettuato. Gare europee anche per i piccoli interventi di project financing, perché il valore dovrà essere calcolato sulla base del fatturato cumulato. Durata il più possibile limitata, per favorire la concorrenza. Possibilità di affidamento diretto in caso di assenza di offerte "appropriate". Più ampia possibilità di negoziazione assegnata agli enti pubblici nel scegliere il concessionario privato.

Queste alcune delle principali novità introdotte al settore del partenariato pubblico-privato dalla direttiva europea 2014/23/UE sulle concessioni (di lavori e di servizi) approvata il 15 gennaio dal Parlamento a Strasburgo, il 12 febbraio dal Consiglio europeo, e pubblicata il 28 marzo sulla Gazzetta Ufficiale europea. Nel dossier on line di «Edilizia e territorio» il testo e i commenti degli esperti, con una analisi dell'impatto che le nuove regole potrebbero avere sul nostro mercato del project financing per realizzare opere di interesse pubblico.

La direttiva concessioni, come quelle "gemelle" su appalti pubblici e settori esclusi (clicca qui per i testi ) dovranno essere recepite con leggi nazionali entro il 18 aprile 2016.

Rilevante, per le concessioni, la novità di una più rigorosa definizione del fatto che il rischio operativo (di mercato o di offerta, relativo alla qualità e continuità del servizio svolto) dovrà necessariamente essere trasferito al soggetto privato. Non sarà più possibile, dunque, inserire a favore del concessionario forme di garanzia sugli introiti da pedaggi (come ad esempio avvenuto per la Pedemontana Veneta) o canoni fissi minimi pagati dalla Pubblica amministrazione (come spesso avviene per le concessioni di ospedali in project financing) che coprano il privato dal rischio effettivo di non riuscire a ripagare il suo investimento.

Le novità non si applicano comunque alle concessioni in essere al 17 aprile 2014, ma solo a quelle successive al recepimento (resta da chiarire nella legge nazionale se alcune delle novità potranno essere applicate anche alle concessioni successive al 17 aprile 2014, ad esempio per la modifica in corso della concessione per cause imprevendibili sopravvenute o per il riequilibrio quinquennale del piano finanziario).

Una novità che potrebbe avere effetto anticipato, nella direttiva, è la norma - che può essere applicata da subito - che impone di calcolare il valore delle concessioni non, come finora in prevalenza accaduto, al valore dell'opera da costruire, ma nel fatturato stimato del concessionario per tutta la durata della concessione. Questo fa evidentemente salire gli importi, e dunque molte più gare rispetto ad oggi saliranno oltre la soglia (5,1 milioni di euro) per applicare in toto le regole europee sulle gare (più trasparenza, pubblicazione sulla Guce, applicazione della direttiva concessioni).
L'obiettivo dell'Unione europea, con questa misura e con l'emanazione stessa della direttiva (che per la prima volta discplina con norme ad hoc il settore del partenariato pubblico privato per realizzare opere pubbliche) è quello di allargare il mercato del project financing su base europea, facendo circolare più imprese e più capitali grazie a norme più omogenee su base comunitaria.


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