Lavori Pubblici

Decreto casa, prime schermaglie in Senato sulla conversione in legge

M.Fr.

Parere positivo - tra le polemiche - sui presupposti di costituzionalità del decreto legge sull'emergenza abitativa che ha iniziato il suo iter di conversione in Senato

Discussione già dal primo avvio del l'iter per la conversione in legge del decreto casa, varato dal governo lo scorso 12 marzo ma approdato in «Gazzetta» solo il 28 marzo.
Il provvedimento - decreto legge 28 marzo 2014, n. 47, «Misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015» - ha iniziato il suo esame ieri al Senato (A.S. 1413).

L'esame è iniziato - in sede referente - presso le commissioni riunite VIII (Lavori pubblici) e XIII (Ambiente). I relatori del provvedimento in sede di conversione in Senato sono Stefano Esposito (Pd) per la commissione VIII (Lavori pubblici) e Franco Mirabelli (Pd) per al commissione XIII (Ambiente).

La discussione è nata nella prima commissione di Palazzo Madama, chiamata a dare il suo parere sulla costituzionalità del provvedimento. Alla fine il parere è stato positivo, ma contrastato, con 12 sì e 6 no. E subito i senatori del Movimento 5 Stelle si sono fatti sentire. «Ancora una volta il governo Renzi presenta un decreto incostituzionale» esordisce il senatore di M5S Giovanni Endrizzi. «Un decreto incostituzionale in quanto eterogeneo: si va dagli interventi in favore degli sfrattati per morosità incolpevole, sul quale il Movimento 5 Stelle si è impegnato da tempo, poi si inserisce nel medesimo provvedimento un finanziamento da 25 milioni di euro per il 2014 a favore...dell'Expo di Milano».

Fermento anche fuori dal Palazzo. Roberto Snaidero, presidente di Federlegno Arredo, ha chiesto di ripristinare la norma - non accolta nel testo finale - che elimina il tetto al bonus fiscale del 50% per le spese di arredamento all'interno fatte contestualmente agli interventi per le ristrutturazioni edilizie. Nel suo appello, Snaidero, ricorda che «il mercato interno (del mobile, ndr) purtroppo ha risentito della caduta dei consumi. Il bonus mobili ha portato a fine 2013 e anche nei primi mesi di quest'anno a una crescita del 5% del fatturato. Quindi è molto positivo. Lo vorremmo spostato fino al 31 dicembre 2014, con la tranquillità che possa essere fatto come nella prima edizione e quindi fino al 50% di 10mila euro» ha spiegato Snaidero.


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