Lavori Pubblici

Dalla cedolare secca al recupero degli alloggi Iacp, tutte le norme del Dl casa in «Gazzetta»

M. Frontera e M. Salerno

Approda finalmente in «Gazzetta» il testo del decreto legge sull'emergenza abitativa varato il 12 marzo in consiglio dei ministri

Immediatamente in vigore lo sconto fiscale della cosiddetta cedolare secca - che scende dal 15 al 10% - per i proprietari che affittano un alloggio a canone concordato. È questa la novità di impatto più immediato del decreto casa che è stato pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 28 marzo.

Il provvedimento - Decreto legge 28 marzo 2014, n. 47 - Misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015 - prevede, tra le altre cose, una maxi-deduzione dai redditi di impresa pari al 40% dei ricavi da canone di locazione per le aziende che costruiscono o recuperano alloggi da destinare a edilizia sociale, e varianti iper-semplificate per riconvertire all'edilizia sociale piani urbanistici (o singoli titoli abilitativi) già rilasciati al 31 dicembre 2013. Il Dl prevede anche un piano di alienazione degli alloggi Iacp, che contribuirà a finanziare un programma di recupero degli alloggi - sempre degli ex Iacp - per il quale il decreto stanzia 468 milioni. E ancora le misure in tema di appalti pubblici. Il Dl, di fatto, autorizza le imprese generali a eseguire tutti i lavori in proprio, cancellando l'obbligo di subappaltare le opere a qualificazione obbligatoria da parte dei costruttori non abilitati a eseguire quel tipo di lavorazioni (link all'articolo ).

Il provvedimento mette a disposizione 100 milioni aggiuntivi al fondo di sostegno all'affitto (oltre ai 100 già stanziati) e 226 milioni in più al nuovo fondo per la morosità cosiddetta incolpevole (oltre ai 40 già stanziati). Confermato anche il piano di recupero di alloggi ex Iacp che, nell'ultima e definitiva versione del Dl, mette a disposizione 468 milioni di euro. DI questi 68 milioni sono disponibili (e andranno a finanziare alloggi per famiglie con sfratto esecutivo). Gli altri 400 milioni arriveranno dal definanziamento - con decreti Mit-Mef, d'intesa con la Conferenza unificata - di opere pubbliche incagliate. Ci vorranno però sei mesi per definire e - soprattutto - approvare questa lista.

Gli sconti fiscali sono previsti per la realizzazione di alloggi sociali, sia di nuova costruzione sia mediante manutenzione straordinaria o recupero di alloggi esistenti. La formula usata dal decreto legge è che, per un periodo non superiore a 10 anni, «i redditi derivanti dalla locazione dei medesimi alloggi sociali non concorrono alla formazione del reddito d'impresa ai fini delle imposte sui redditi e alla formazione del valore della produzione netta ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive, nella misura del 40 per cento». Lo sconto vale dunque solo per le imprese (di costruzione o immobiliari), e non per i privati, e vale il 40% di deduzione fiscale su Ires e Irap. Lo sconto si applica - in mancanza di specifici limiti temporali - anche agli investimenti già realizzati, alle operazioni che sono già in fase di incasso dei canoni di locazione.
La definizione di "alloggio sociale" è quella del Dm Infrastrutture in attuazione dell'articolo 5 legge 9/2007 (attualmente il Dm 22 aprile 2008) e dunque è molto ampia: tutti gli alloggi dati in locazione (permanente o per almeno 8 anni) o venduti, a condizioni più vantaggiose di quelle di mercato, «alloggi realizzati o recuperati da operatori pubblici e privati, con il ricorso a contributi o agevolazioni pubbliche», quali esenzioni fiscali, assegnazione di aree o immobili, incentivi urbanistici.

Per spingere l'edilizia sociale, agli sconti fiscali si aggiunge la norma urbanistica. In questo caso si parla solo di alloggi in locazione (è esclusa dunque la vendita di alloggi a prezzo calmierato), e «senza consumo di nuovo suolo», dunque solo per operazioni di ristrutturazione edilizia (o categorie minori di intervento sul già costruito), demolizione e ricostruzione anche con cambio di sagoma o anche diversa localizzazione dell'immobile ricostruito, purché all'interno dello stesso lotto, variazione di destinazione d'uso senza opere. È ammessa anche la «creazione di servizi e funzioni connesse e complementari alla residenza» compreso il commercio (con esclusione delle grandi strutture di vendita), ai fini di «garantire integrazione sociale agli inquilini» (evitare quartieri dormitorio), in misura comunque non superiore al 20% della superficie utile.

Alloggi Iacp. Il governo rilancia anche sulla vendita degli alloggi del patrimonio Iacp. Per incoraggiare la misura iene stanziato anche un fondo di 113 milioni a favore degli inquilini acquirenti. Il contributo statale potrà coprire parte degli interessi del mutuo (la misura è cumulabile con i mutui casa ottenuti dalla banca a valere sul plafond casa Cdp).

Stretta all'abusivismo. Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l'allacciamento ai servizi (acqua, luce, gas). Con questa misura si cerca di contrastare l'occupazione abusiva degli alloggi.

Vendita a riscatto. Arriva la possibilità di riscattare l'alloggio («alloggio sociale») dopo solo sette anni dall'assegnazione. La norma vale solo per i nuovi contratti (successivamente all'entrata in vigore del decreto) e ha bisogno di un decreto regolamentare infrastrutture-Economia.

Detrazioni per gli inquilini a basso reddito. Per il triennio 2014-2016 viene concessa detrazione a favore degli inquilini che occupano un alloggio sociale. La detrazione potrà arrivare a 900 euro in caso di reddito complessivo fino a 15.493,71 euro. Oltre questo limite e fino a 30.987,41 euro la detrazione concessa è di 450 euro.

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