Lavori Pubblici

Salerno, Palazzo Spada salva il Crescent di Bofill: ma serve una nuova autorizzazione paesaggistica

Mauro Salerno

Bocciate le richieste di Italia Nostra che puntavano a considerare illegittime e insanabili le opere già realizzate. Ma per procedere serve un nuovo parere della Sovrintendenza

Autorizzazione paesaggistica da rifare per il Crescent, il contestato mega progetto a forma di mezzaluna disegnato dall'architetto catalano Ricardo Bofill sul lungomare di Salerno, voluto e difeso con forza dal sindaco Vincenzo De Luca. Con una sentenza depositata ieri (n. 1472 del 26 marzo 2014 ) la Sesta Sezione del Consiglio di Stato, su ricorso della società costruttrice, è tornata ad occuparsi dell'edificio in costruzione da una società privata: la struttura è lunga circa 260 metri, larga circa 200 metri, ha un'altezza fuori terra di circa 25,80 metri e una volumetria di circa 73.000 metri cubi.
QUI LE FOTO DEL PROGETTO E DEL CANTIERE

Già nel dicembre 2013 il Consiglio di Stato, su ricorso di Italia Nostra, aveva concluso che l'opera era conforme alle prescrizioni legali, urbanistiche e a tutela della concorrenza, ma non a quelle poste a tutela del paesaggio. In particolare, aveva rilevato che le autorizzazione paesaggistiche comunali, su cui la Soprintendenza in fase di controllo non si era pronunciata, erano prive di adeguata motivazione sull'impatto dell'opera con il paesaggio protetto. Perciò ne aveva disposto l'annullamento.

Ieri il Consiglio di Stato di fronte al nuovo ricorso proposto della società Crescent che voleva chiarimenti sulle modalità di esecuzione di quella sentenza, ha chiarito che l'autorizzazione paesaggistica va riemessa, ma secondo la nuova normativa che prevede il rilascio di un nulla osta del Comune previo parere della Sovrintendenza. Per questo motivo viene anche annullata la nuova autorizzazione paesaggistica che il Comune aveva rilasciato il 17 febbraio chiedendo alla Sovrintendenza di pronuncarsi entro due mesi . La Soprintendenza dovrà pronunciarsi con il suo parere, vincolante, prima dell'autorizzazione comunale, eventualmente dando prescrizioni per mitigare l'impatto sul paesaggio, «nel rispetto dei termini procedimentali previsti dalla legge».

Per il resto rimangono ferme tutte le altre autorizzazioni relative al progetto, che si trova già in fase avanzata di cantiere. Mentre è stata rigettata la tesi proposta da Italia Nostra secondo cui dopo l'annullamento dell'autorizzazione paesaggistica si sarebbero dovute considerare illegittime e insanabili le strutture già realizzate. Per il Consiglio di Stato non sono infatti «equiparabili le due fattispecie costituite, da un lato, dall'assenza o difformità dal titolo, dall'altro, dall'esistenza di un titolo invalido ma, sino alla sentenza del giudice amministrativo, pienamente efficace». Per questa ragione Comune e Sovrintendenza possono «riesercitare il potere», riemettendo un parere adeguatamente motivato, «successivamente al giudicato di annullamento delle autorizzazione paesaggistiche».

Da parte sua De Luca chiede di fare in fretta «A breve il Comune - si sottolinea in una nota - invierà alla Soprintendenza il nuovo parere previsto sulla base della normativa di oggi (e non "ora per allora"), sperando che non si perda altro tempo prezioso a danno dei lavoratori, della città e dell'economia del territorio».



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