Lavori Pubblici

Nuove Province, per le costruzioni rimane (quasi) tutto invariato

Giuseppe Latour

Stesse competenze in materia di edilizia scolastica e di pianificazione. Il disegno di legge Delrio, se letto attraverso la lente delle costruzioni, presenta davvero pochi cambiamenti rispetto al recente passato. Le materie affidate alle nuove Province resteranno, cioè, grossomodo le stesse. E resterà intatta anche la possibilità di bandire gare in qualità di stazioni appaltanti. A leggere con attenzione il testo approvato mercoledì dal Senato, rileva una sola eccezione a questa tendenza: saltano le attuali prerogative relative alla difesa del suolo e alla prevenzione delle calamità.

Edilizia scolastica
Sul fronte dell'edilizia scolastica si è giocata una delle battaglie più aspre del disegno di legge. Nella prima versione del testo, approvata dalla Camera, ai nuovi enti di secondo livello veniva assegnata una competenza decisamente residuale. Questi, cioè, potevano provvedere, d'intesa con i Comuni, "alla gestione dell'edilizia scolastica con riferimento alle scuole secondarie di secondo grado". Il perimetro era, essenzialmente, quello della versione attualmente in vigore del Testo unico degli enti locali, dove alle Province vengono assegnati "compiti connessi all'istruzione di secondo grado, compresa l'edilizia scolastica". Si creava, però, una coabitazione con i Comuni che riduceva sostanzialmente i poteri attuali.

La nuova formulazione del disegno di legge, all'opposto, ha rivisto questa formulazione, recependo nel maxiemendamento votato dal Senato una modifica proposta dall'opposizione in commissione. Così, tra le competenze dei nuovi enti, è stata inserita genericamente la "gestione dell'edilizia scolastica". Con un'espressione che presuppone la conferma delle vecchie competenze. Ma che, paradossalmente, potrebbe addirittura far pensare a un allargamento dei compiti, dato che il disegno di legge non fa più riferimento alle sole scuole secondarie. E', comunque, pacifico che materne, elementari e medie restano sotto l'ala dei Comuni.

Pianificazione
Poco cambia anche sotto un altro profilo, quello della pianificazione. Il Testo unico, infatti, al momento attribuisce ai Comuni il coordinamento degli strumenti di pianificazione territoriale predisposti dai sindaci. La nuova formulazione del disegno di legge usa un'espressione differente ma lascia invariata la sostanza. Le Province, in base al testo appena approvato in seconda lettura, esercitano le funzioni di "pianificazione territoriale provinciale di coordinamento".

Stazioni appaltanti
Nessun cambiamento neppure sotto un terzo aspetto: quello dei bandi di gara. Le Province potranno ancora, di intesa con i Comuni, "esercitare le funzioni di predisposizione dei documenti di gara, di stazione appaltante, di monitoraggio dei contratti di servizio e di organizzazione di concorsi e procedure selettive". Insomma, la potatura delle stazioni appaltanti italiane, più volte annunciata, non parte da qui.

Difesa del suolo
Resta, allora, soprattutto una differenza rispetto al passato. In base alle vecchie competenze le Province avevano compiti di difesa del suolo e di prevenzione delle calamità nelle aree intercomunali. Adesso questi poteri vengono eliminati e resta in piedi soltanto un generico riferimento alla "tutela e valorizzazione dell'ambiente". Anche se il disegno di legge non lo specifica, questi compiti dovrebbero passare alla Regione, per la parte di coordinamento e programmazione, e al Comune per la parte di gestione.


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