Lavori Pubblici

Matteoli: accorpare Authority Trasporti e Appalti - Realacci: no a competenze al ministero

Mauro Salerno

Rimane alta l'attenzione sul destino di Via Ripetta. Lupi: troppi organismi indipendenti dobbiamo risparmiare. Le posizioni dei presidenti delle commissioni Lavori pubblici di Senato e Camera

Rimane alta l'attenzione sul destino dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi non sembra voler mollare la presa. Ieri è tornato sull'argomento intervenendo a Ballarò. Individuando nelle Authority un terreno su cui esercitarsi nel compito di ridurre la spesa pubblica. «Esistono ormai 19 Autorità indipendenti - ha detto Lupi -; più dei ministeri che sono 16. In più i dipendenti di un'Authority guadagnano in media il 50% in più dei dipendenti di un ministero. Non c'è spazio per risparmiare?».

Magari se ne riparlerà anche oggi al Senato dove Lupi è atteso in audizione alla Commissione Lavori pubblici presieduta da Altero Matteoli. Sul punto, l'esponente di Foza Italia, non usa giri di parole. « Con me Lupi sfonda una porta aperta. Io sono sempre stato contro le Autorità». Matteoli, ministro delle Infrastrutture nell'ultimo governo Berlusconi, va dritto al punto. «Fosse stato per me dice non avrei creato neppure l'Autorità dei Trasporti, ma visto che ormai non si può più tornare indietro, quanto meno si devono accorpare le funzioni in un'unica Autorità». Per Matteoli «solo in Italia abbiamo assistito al proliferare di questo tipo di organismi. È vero che anche in altri Paesi esistono organismi di questo tipo, ma guardiamo alla Germania dove le funzioni vengono accorpare in un unico soggetto».

L'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici non serve? «L'Authority si difende - risponde Matteoli - ma io la penso esattamente come Lupi. Via Ripetta va chiusa e le sue competenze vanno riportate sotto il controllo delle Infrastrutture. Gli stessi compiti di via Ripetta possono essere svolti da Porta Pia a costi notevolmente ridotti. Alle Infrastrutture esistono delle direzione generali che si occupano esattamente delle stesse cose di cui si occupano queste Autorità». È una questione di costi, ma non solo. «Nel breve periodo forse non se ne avrebbe un beneficio immediato perché mica si può licenziare. ma con il blocco del turn over prima o poi ne beneficerebbero anche i conti dello Stato». E anche «se l'Authority dice di non costare nulla allo Stato, pesa sulle imprese. E non si tratta solo di costi economici - conclude il senatore - la moltiplicazione dei soggetti moltiplica anche la burocrazia. E rende la vita più difficile ai privati».

Favorevole a una revisione complessiva delle Authority, ma non alla semplice cancellazione dell'Autorità che vigila sugli appalti Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera, dove Lupi per la prima volta ha messo nero su bianco l'intenzione di abolire l'Autorità. «È vero – dice l'esponente del Pd – che il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha espresso l'intenzione di rivedere compiti e ruoli dell'Autorità in audizione da noi alla Camera. Ma a dire il vero non è non ha spiegato l'operazione nei dettagli». Detto questo Realacci una posizione nel merito ce l'ha. E piuttosto chiara. «Se si tratta semplicemente di cancellare l'Autorità per riportarne compiti e funzioni di nuovo sotto ll controllo del ministero delle Infrastrutture non sono d'accordo». «Si tratterebbe – continua – semplicemente di un passo indietro. Un ritorno al passato, al vecchio albo costruttori che abbiamo abbandonato 15 anni fa». Per Realacci è importante mantenere un organismo "terzo" che controlli sul mercato degli appalti. «Per questo deve essere – aggiunge – un soggetto diverso e indipendente rispetto al ministero delle Infrastrutture». Ma Realacci non è contrario a un'operazione di riassetto delle Authority. «Se invece - dice - il tema è quella di una revisione dei compiti e delle funzioni delle Autorità indipendenti discutiamone». Insomma, nessuna contrarietà rispetto ad accorpamenti e razionalizzazione delle funzioni delle Autorità. E in questo schema può rientrare anche la revisione dell'Avcp. Ma senza riportarne le competenze sotto la stretta regia della politica.


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