Lavori Pubblici

Bonus mobili, sconto vincolato alla ristrutturazione: salta l'estensione del decreto casa

Alessandro Arona

Il Quirinale blocca la norma contenuta nel decreto legge Lupi: resta il vincolo di non superare la spesa per la ristrutturazione edilizia

Dietrofront sul bonus mobili: torna il tetto alla spesa, che non dovrà dunque superare quella per i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati nell'alloggio a cui i mobili ed elettrodomestici acquistati sono destinati.
La norma che eliminava questo tetto era contenuta nel decreto legge sull'emergenza casa approvato dal Consiglio dei ministri il 12 marzo scorso (su proposta del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi) ma prima della pubblicazione in Gazzetta del decreto questa norma è stata impallinata da un doppio fuoco proveniente dalla Ragioneria dello Stato, da una parte, e dal Quirinale dall'altra.
Nel primo caso sono stati rilevati problemi di copertura, che invece la relazione tecnica al decreto dava come inesistenti: secondo la Ragioneria, dunque, eliminare il tetto avrebbe comportato una maggiore spesa per le detrazioni fiscali del 50% (in dieci anni). Ma a quanto si apprenda la motivazione decisiva sarebbe stata quella della Presidenza della Repubblica, il fatto cioè che si trattasse di una norma identica a quella già contenuta nel decreto legge Salva Roma-bis, decaduto. E come noto la reiterazione delle norme dei decreti legge è da molti anni vietata dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale (la n. 360 del 1996 la prima sentenza della Consulta).

Torna dunque l'incertezza sullo sconto del bonus mobili, già denunciata da Federlegno-Arredo dopo la decadenza del Salva-Roam bis, il 28 febbraio scorso.
Il bonus mobili (mobili, complementi di arredo ed elettrodomestici in classe A+) è stato introdotto dal Dl 63/2013, in vigore dal 6 giugno scorso, senza alcun limite tra l'entità delle due spese, purché quella per i mobili non superasse i 10mila euro: si potevano ad esempio spendere 5mila euro per i lavori edili e 10mila euro per i mobili.
La legge di stabilità 2014, tuttavia, nel prorogare di un anno il bonus al recupero edilizio e lo stesso bonus mobili (entrambi al 50% della spesa, in dieci anni), introduceva il limite del luvello di spesa reciproca: quella per mobili ed elettrodomestici non doveva superare quella di recupero edilizio.

Ma il governo Letta, subito "pentito" della norma limitativa, la neutralizzava (prima dell'entrata in vigore) con il Dl 151 del 30 dicembre scorso (Salva Roma bis).
Tutto bene, dunque, finché il decreto non è decaduto, il 28 febbraio, riportando in vita il limite di spesa per i mobili (non superiore alle spese edilizie).
IL 12 marzo i governo Renzi ha tentato di rimediare, su proposta del Ministro Lupi, all'interno del decreto legge sulla casa, con l'obiettivo di riportare il bonus mobili esattamente a come era stato applicato nel 2013 e nei primi tre mesi di quest'anno.
Ma l'operazione non è riuscita, e nel testo del decreto casa che approderà in Gazzetta di questa norma non ci sarà traccia.
Il paradosso è che sia il governo Letta che quello Renzi hanno espresso la chiara volontà di cancellare la norma limitativa inserita nella legge di Stabilità, ma per due volte non ci sono riusciti.
Tempo per rimediare ci sarebbe, perché comunque la detrazione Irpef alle spese per i mobili si deve dichiarare nel 730, e per le spese di quest'anno si parla del 30 giugno 2015. Tuttavia è chiaro che l'incertezza potrebbe frenare le scelte di acquisto.


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