Lavori Pubblici

Il Durc con un click: in Gazzetta il decreto legge sull'occupazione

Mauro Salerno

Per mandare in pensione il vecchio certificato di regolarità contributiva serve un provvedimento attuativo da varare entro il 20 maggio. Negli appalti addio all'obbligo di verificare il Durc tramite la banca dati dell'Autorità

Addio al Durc cartaceo e, per gli appalti pubblici, niente più bisogno di verificare i requisiti di regolarità contributiva delle imprese attraverso la banca dati dell'Autorità di vigilanza che prenderà il via il primo luglio. Sono le principali novità portate dal decreto legge sull'occupazione varato dal Governo Renzi nel Consiglio dei ministri del 12 marzo e che a distanza di una settimana approda in Gazzetta Ufficiale (n.66 del 20 marzo) con il numero 34/2014 .

All'articolo 4 il decreto contiene una novità di grande effetto per i cantieri pubblici e privati. Si tratta delle «dematerializzazione» del certificato di regolarità contributiva. Un'innovazione che magari comporterà un impatto maggiore per le stazioni appaltanti che per le imprese, visto che, in ossequio al principio di decertificazione, dal primo gennaio 2012 sono le stesse amministrazioni che devono verificare la veridicità delle dichiarazioni sostitutive rese dai privati, ai quali un soggetto pubblico non può più richiedere documenti in possesso di un'altra Pa.

Fatto sta che il decreto impone di sostituire il Durc con un semplice click. Un' interrogazione - da effettuare «con modalità esclusivamente telematiche e in tempo reale» - nelle banche dati di Inail, Inps e Casse edili sarà sufficiente per verificare la regolarità contributiva delle imprese. «L'esito dell'interrogazione - stabilisce il provvedimento - ha validità di 120 giorni dalla data di acquisizione e sostituisce ad ogni effetto il Documento Unico di Regolarità Contributiva (Durc), ovunque previsto». L'interrogazione potrà essere fatta da «chiunque vi abbia interesse». Ma l'inovazione non è immediatamente operativa.

Per mandare in pensione il vecchio Durc servirà infatti un provvedimento attuativo, che dovrà essere messo a punto dal ministero del lavoro di concerto con l'Economia entro 60 giorni dall'entrata in vigore del decreto appena pubblicato: dunque entro il 20 maggio. Il decreto legge appena andato in Gazzetta definisce però già da ora i principi da mettere in pratica. Innanzitutto viene previsto che «la verifica della regolarità in tempo reale riguarda i pagamenti scaduti sino all'ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello in cui la verifica è effettuata». Una misura che sembra avvantaggiare gli operatori, che la crisi mette sempre più in difficoltà rispetto all'obbligo di non sforare le scadenze. Al momento, infatti, secondo le convenzione con Inps «l'impresa si considera in regola quando ha versato i contributi e gli accantonamenti dovuti, compresi quelli relativi all'ultimo mese per il quale è scaduto l'obbligo di versamento».

Quanto alla verifiche della regolarità contributiva prevista dal codice appalti. Il decreto 34/2014 stabilisce che «l'interrogazione eseguita ai sensi del comma 1, assolve all'obbligo di verificare la sussistenza del requisito di ordine generale di cui all'articolo 38, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, presso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, istituita presso l'Autorità per la vigilanza». Dunque niente più obbligo di passare per l'Avcpass. E per non lasciare dubbi si precisa che dalla data di entrata in vigore del decreto attuativo «sono inoltre sono abrogate tutte le disposizione di legge incompatibili con i contenuti del presente articolo», tra cui rientrano per esempio le norme del codice appalti che prevedono la verifica dei requisiti delle imprese «esclusivamente» tramite il servizio che dal primo luglio dovrebbe essere offerto da Via Ripetta.


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