Lavori Pubblici

Lupi «si prende» l'Autorità di vigilanza: va ricondotta tra le competenze del ministero

M.Salerno, G. Latour

Addio Authority indipendente: l'intenzione è nero su bianco nella memoria che il ministro delle Infrastrutture ha lasciato agli atti della commissione Lavori pubblici della Camera, in occasione dell'audizione tenutasi oggi a Montecitorio

Da Via Ripetta a Porta Pia: il progetto del ministero delle Infrastrutture Maurizio Lupi è portare l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici nell'alveo delle competenze del suo dicastero. L'intenzione è messa nero su bianco nella memoria che il ministro ha lasciato agli atti della commissione Lavori pubblici della Camera, in occasione dell'audizione tenutasi oggi a Montecitorio e interrotta (sarà ripresa in una data ancora da comunicare) per la ripresa delle votazioni sulla legge elettorale.

Senza usare troppi giri di parole Lupi spiega che «per quanto concerne l'Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici, necessariamente tale organismo va portato all'interno delle competenze del Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti, consentendo in tal modo un contenimento dei costi ed una diretta correlazione tra procedure contrattuali ed interventi infrastrutturali». Insomma, l'Autorità di Via Ripetta sembrerebbe avere i giorni contati nel ruolo di organismo indipendente.

E chissà se un progetto di questo genere potrà avere conseguenze anche sul sistema di qualificazione delle imprese di costruzioni ora in mano a società di diritto privato - le Soa - poste proprio sotto il controllo dell'Authority guidata da Sergio Santoro. Organismo che, peraltro, negli ultimi tempi ha visto assottigliarsi (a quattro compreso il presidente) il numero dei componenti del Consiglio, dopo l'addio di Andrea Camanzi, nominato al vertice della neonata Autorità dei Trasporti e le dimissioni di Piero Calandra e Alberto Meocci, quest'ultimo ex direttore generale Rai, toccato dall'indagine sugli appalti romani che ha portato all'arresto dell'ex capo dei vigili urbani Angelo Giuliani.

Tra le "mission" del ministero Lupi cita anche la riforma della legislazione sugli appalti (raccolta nel codice di contratti pubblici) cogliendo l'occasione offerta dalle nuove direttive approvate dall'Unione europea. Il ministro traccia anche le direttrici della riforma del codice: snellimento delle procedure, paletti alle riserve, aggregazione delle stazioni appaltanti.

Annunciato anche un decreto del fare 2. L'obiettivo è rimettere in circolo, revocandole, le risorse per progetti finanziati prima del 2010 e ancora bloccate. «Anche nel provvedimento che intendiamo proporre sarà posto un vincolo temporale sulla reale capacità di cantierare gli interventi entro e non oltre il 31 dicembre del 2014», spiega Lupi nel testo dell'audizione.

Tagliando in vista anche per la legge obiettivo, a 13 dalla sua approvazione. «La riforma - è la sottolineatura - dovrà segnare il passaggio dalla fase caratterizzata dalla costruzione dei "corridoi" che ha consentito al territorio italiano di rimanere collegato all'Europa alla fase caratterizzata dai nodi, urbani, portuali, logistici, della mobilità, telematici, quali punti di intersezione delle reti, ad alta efficienza tecnologica e organizzativa e vere sedi di produzione di valore». Dopo la stagione delle grandi opere, quella della città verrebbe da dire. E sul mercato degli appalti un solo riflettore: acceso a Porta Pia.


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