Lavori Pubblici

Delitti ambientali, dalla Camera ok al testo unico: in arrivo sanzioni più pesanti. Realacci: «Risultato storico»

Giuseppe Latour

Il presidente della commissione Ambiente: «Finalmente strumento efficace contro illegalità ed ecomafie» - Con la condanna arriverà anche la confisca dei beni e l'obbligo al ripristino

Inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico di materiale ad alta radioattività e impedimento al controllo ambientale. La Camera ha appena approvato il nuovo testo unico in materia di delitti ambientali, che introduce nel nostro sistema queste quattro nuove fattispecie di reato. Appesantendo di molto, rispetto ad oggi, il relativo carico di sanzioni. Il testo adesso passa al Senato, dove attende una seconda lettura e, se non ci saranno modifiche, l'approvazione definitiva.
«E' un risultato storico e atteso da tempo, un traguardo al quale lavoro da anni». Queste parole di soddisfazione appartengono a Ermete Realacci (Pd), presidente della Commissione Ambiente della Camera, tra i firmatari del testo. «Con questo importante provvedimento sul rafforzamento dell'azione penale in ambito ambientale - aggiunge -, nato a partire da una proposta di legge di cui ero primo firmatario e dalle analoghe proposte dei colleghi Micillo e Pellegrino, si renderà più efficace il contrasto alle illegalità e alle ecomafie, adeguando finalmente il nostro codice penale ai sempre più diffusi reati contro l'ambiente e alla normativa europea in materia. Mi auguro che il testo unificato licenziato dalla Camera venga approvato rapidamente dal Senato perché rappresenta un passo avanti importante».

In dettaglio, il testo unico inserisce nel codice penale un nuovo titolo VI-bis, dedicato ai delitti contro l'ambiente. Al suo interno sono previsti quattro nuovi reati: inquinamento ambientale (art. 452-bis), punito con la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 10mila a 100mila euro; disastro ambientale (art. 452-ter), punito con la reclusione da 5 a 15 anni; traffico e abbandono di materiale di alta radioattività (art. 452-quinquies), punito con la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 10mila a 50mila euro; impedimento al controllo ambientale (art. 452-sexies), punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. In questo modo i reati contro l'ambiente trovano finalmente una loro sede specifica.
Una serie di norme sono dedicate alle circostanze attenuanti e aggravanti. Per l'ipotesi colposa di inquinamento ambientale e di disastro ambientale la pena viene diminuita da un terzo alla metà. Mentre in caso di reati associativi connessi ai delitti contro l'ambiente la pena sarà aggravata. Le pene previste, poi, potranno essere diminuite dalla metà a due terzi per coloro che collaborano con le autorità prima della definizione del giudizio: è il ravvedimento operoso.
Ma l'aspetto più interessante dei nuovi delitti è che si punta a ottenere una tutela reale ed efficace dell'ambiente, piuttosto che semplici sanzioni. Così, in caso di condanna per uno dei nuovi reati, il giudice dovrà sempre ordinare la confisca dei beni oggetto della condotta delittuosa o del relativo profitto. E, soprattutto, dovrà obbligare il condannato al recupero e - ove possibile - al ripristino a proprio carico dello stato dei luoghi. Dalla condanna, infine, deriva l'incapacità a sottoscrivere contratti con la pubblica amministrazione e a partecipare a gare.


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