Lavori Pubblici

Niente più autorizzazioni per le prove geotecniche in sito: Anisig contro Lupi

Alessandro Lerbini

Rischio caos per le imprese specializzate in indagini geotecniche in sito. Pronta un'azione legale contro il ministero delle Infrastrutture per scongiurare l'ipotesi che il Servizio tecnico centrale del Consiglio superiore dei Lavori pubblici estrometta il settore dal sistema autorizzativo previsto per le società appartenenti alla filiera delle indagini e dei contratti sui terreni e sui materiali di costruzione.

A procedere per le vie legali sarà l'Anisig, l'Associazione nazionale delle imprese specializzate in indagine geognostiche, che ha scritto una lettera al ministro delle Infrastrutture Lupi per scongiurare il pericolo che questa ipotesi si trasformi in realtà.
Secondo l'associazione guidata da Mauro Buzio, questa decisione «oltre a pregiudicare seriamente la qualità dei risultati delle indagini che sono supporto indispensabile per una corretta progettazione delle Opere Pubbliche e per la sicurezza delle costruzioni, avrebbe un danno enorme per tutti quegli operatori del settore che, nel corso degli ultimi 15 anni, hanno creduto fortemente nello strumento autorizzativo introdotto dal Ministero, investendo conseguentemente considerevoli risorse in termini economici e di formazione del personale».

Secondo l'Anisig la decisione del Ministero causerà una pericolosa deregolamentazione del mercato di riferimento, strategico nel settore delle infrastrutture. Questa decisione, inoltre, cadrebbe in un momento drammatico per il settore delle costruzioni e la filiera geotecnica, alle prese con una diminuzione significativa dei fatturati delle imprese.

«Se questo provvedimento dovesse essere approvato come ci hanno comunicato, - osserva Buzio, per il nostro settore sarà davvero il caos. Oltre alla confusione, che inevitabilmente genererà anche insicurezza sui luoghi di lavoro, si tratterebbe di una azione sconsiderata che va a penalizzare un sistema di Pmi che in questi anni ha investito sui mezzi e sul personale per continuare ad essere competitivo. Non comprendiamo come alle parole del premier Renzi, che ha inserito tra i problemi sui quali intervenire con tempestività proprio quello del dissesto idrogeologico, facciano seguito comportamenti che vanno nella direzione opposta, a discapito delle imprese che credono negli investimenti».


© RIPRODUZIONE RISERVATA