Lavori Pubblici

Dl Enti locali a rischio decadenza, in bilico le norme sul «caos specialistiche»

Giuseppe Latour

Da oggi in aula alla Camera con i 5 Stelle che annunciano ostruzionismo, venerdì la decadenza - Nel decreto legge la misure tampone che rimette in pista le imprese generali fino al 30 settembre

Incassata la fiducia nei due rami del Parlamento, la prima prova del nuovo Governo Renzi sarà lo scontro con l'opposizione sul Dl enti locali (n. 151/2013). La legge di conversione del provvedimento arriva oggi (mercoledì 26) in aula a Montecitorio e si prepara a una settimana di votazioni serrate, da concludere necessariamente entro venerdì 28 febbraio, data di scadenza del decreto. Chiudere per quel giorno non sarà facile, dal momento che la Camera non ha avuto occasione di esaminare il testo prima di questo passaggio: le opposizioni (Movimento 5 stelle e Lega in testa) chiedono modifiche. Calendario alla mano, però, i tempi non ci sono. E per le costruzioni si tratta di un grosso pericolo: il provvedimento, infatti, contiene la soluzione al caos della qualificazione per le opere specialistiche.

L'esperienza del decreto Imu, evidentemente, non ha insegnato molto. E' successo poche settimane fa: una programmazione sbagliata delle scadenze ha consentito ai parlamentari grillini, grazie a un'opposizione durissima, di portare quel provvedimento a pochi passi dalla decadenza. Adesso la storia potrebbe ripetersi, perché i tempi del Dl enti locali, nato come una costola del Milleproroghe, appaiono obiettivamente troppo stringati. La legge di conversione del decreto è arrivata a Montecitorio solo questa settimana, a pochi giorni dalla scadenza. Il motivo è che la commissione Bilancio di Palazzo Madama, dal 3 gennaio scorso, ha condotto tutti i passaggi del provvedimento con una lentezza esasperante. Tempi lunghi per i pareri delle altre commissioni, tempi lunghi per gli emendamenti, tempi lunghi per incardinare la discussione di merito.

La crisi di Governo, di fatto, ha impedito di assestare l'accelerazione che sarebbe stata necessaria per arrivare a Montecitorio in tempo per consentire l'esame di merito della Camera. E adesso i dubbi sono legati soprattutto al fatto che il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha dichiarato di non considerare necessaria la fiducia sul testo. Così la commissione Bilancio di Montecitorio lo ha approvato, bocciando o dichiarando irricevibili i 350 emendamenti presentati principalmente da M5s e Lega Nord, che miravano a modificare diverse parti. Ma queste modifiche saranno certamente riproposte nel corso della discussione in Aula.
Se dovesse esserci qualche intoppo, il banco rischia di saltare.

La conseguenza più pesante sarebbe, certamente, il naufragio della norma che risolve il caos sulla qualificazione delle specialistiche. Il provvedimento individua una via d'uscita per la questione nata con il parere del Consiglio di Stato del giugno scorso, recepito dal Dpr 30 ottobre 2013, che ha smontato alcune norme chiave del regolamento appalti, eliminando l'obbligo dell'impresa generale aggiudicataria di subappaltare alle imprese specialistiche per la quota di lavori specialistici di cui non possiede la qualificazione.
La soluzione individuata dal Dl 151 in conversione prevede che, entro sei mesi, siano varate nuove disposizioni regolamentari per sostituire le norme saltate. Nelle more, e comunque non oltre il 30 settembre del 2014, si stabilisce che si continuino ad applicare le regole previgenti all'annullamento disposto dal Consiglio di Stato. Di fatto viene così reintrodotto l'obbligo di fare eseguire in subappalto le opere specialistiche a qualificazione obbligatoria nei casi in cui l'impresa principale non sia debitamente qualificata. E viene ripristinato l'obbligo per le imprese generali ad associare in raggruppamento temporaneo i cosiddetti superspecialisti, oltre particolari limiti di importo delle lavorazioni previste nell'appalto.

Due interventi arrivano sul fronte delle infrastrutture. Per consentire ad Anas di far fronte ai pagamenti dovuti, il ministero dell'Economia potrà trasferire alla società le risorse finanziarie disponibili per l'anno 2013 sul relativo capitolo di bilancio. Quanto ad Rfi, per consentire gli interventi sulla rete, fino a chiusura del contratto di programma 2012-2016, i rapporti tra Stato e gestore dell'infrastruttura saranno regolati sulla base del precedente contratto di programma. Nelle more della stipula del nuovo contratto di servizio pubblico per il trasporto ferroviario nelle regioni a statuto speciale, inoltre, il Mef è autorizzato a corrispondere a Trenitalia le somme previste per l'anno 2013 dal bilancio di previsione dello Stato, in relazione alla regione Sicilia.

Sul fronte dell'Expo 2015 vengono attribuiti 25 milioni di euro come contributo per le spese per la realizzazione dell'evento.
E vengono sbloccati anticipi di liquidità pari a 300 milioni di euro a favore dei Comuni in dissesto finanziario. Per Roma capitale è previsto che il commissario straordinario sia autorizzato a inserire nella massa passiva relativa al piano di rientro un importo complessivo massimo di 115 milioni di euro.

In materia di immobili pubblici, viene anticipata dal 31 dicembre al 30 giugno del 2014 la facoltà di recedere dai contratti di locazione di immobili in corso a favore delle amministrazioni dello Stato, delle Regioni e degli enti locali. Per agevolare le operazioni di valorizzazione, poi, viene autorizzata la spesa di 20 milioni all'anno tra il 2015 e il 2016 a favore dell'Agenzia del Demanio. Ancora, nel caso di operazioni su immobili pubblici l'attestato di prestazione energetica potrà essere acquisito dopo gli atti di trasferimento e non si applicheranno tutte le regole ordinarie sugli obblighi di allegare il documento.

Sul fronte dei bonus energetici, infine, viene rivoluzionato lo sconto fiscale per i mobili. Salta la regola per la quale la relativa detrazione non poteva superare l'ammontare dei lavori di ristrutturazione. Si torna, quindi, al vecchio assetto e il bonus resta pari al 50%, da calcolare su un ammontare complessivo non superiore ai 10mila euro.


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