Lavori Pubblici

Anie e Finco: si rischia la paralisi nel mercato dei lavori pubblici

La protesta delle federazioni delle imprese elettroniche e della filiera della costruzioni dopo la decadenza del DL Enti locali - «Ora approvare subito una nuova norma transitoria»

LA PROTESTA DI ANIE
ANIE Confindustria - spiega in un comunicato la federazione delle imprese elettrotecniche ed elettroniche - denuncia preoccupazione per la decisione presa oggi dal neo-insediato Governo Renzi di ritirare il Decreto Salva-Roma per gli effetti che ciò potrà avere sul sistema complesso degli Appalti Pubblici.
Il Decreto conteneva, infatti, tra le diverse disposizioni, anche un norma vitale per il settore degli appalti che imponeva al Governo di riscrivere nel suo complesso la disciplina della qualificazione dei lavori pubblici (entro il termine del 30 giugno 2014) consentendo, nelle more, l'applicazione delle previsioni degli articoli 107 e 109 del Codice degli Appalti: ovvero le norme che consentono di affidare le lavorazioni specialistiche alle imprese con la specifica qualificazione tecnica.
La mancata conversione del Dl 151/2013 crea ora una situazione grave e fortemente critica che avrà come conseguenza la completa "paralisi" del mercato degli appalti oltre a mettere nuovamente a rischio l'elevata specializzazione e l'eccellenza tecnologica delle imprese del nostro Paese.
«La situazione che si viene a creare con questa prima decisione del Governo Renzi è estremamente negativa per tutte le imprese ANIE - afferma Claudio Andrea Gemme, Presidente di ANIE Confindustria – La nostra Federazione chiede al Ministro Lupi di intervenire subito per trovare una soluzione con un decreto specifico. Il ritorno allo status quo provocherà gravi ripercussioni sul mercato delle opere specialistiche e uno stravolgimento degli equilibri del sistema degli appalti pubblici. Occorre quindi che il Governo tuteli in maniera forte la specializzazione delle nostre industrie soprattutto in questo momento così delicato. Le nostre imprese rappresentano l'eccellenza tecnologica del made in Italy, un'eccellenza che deve essere salvaguardata a tutti i costi».

LA PROTESTA DELLA FINCO
La rinuncia del Governo alla conversione del "Salva Roma" - scrive in una nota la Finco (l'associazione di Confindustria che rappresenta le industrie dei comparti produttivi di beni, servizi, impianti ed opere specialistiche per le costruzioni) - pone delicatissimi problemi dal momento della decadenza del decreto legge (dal 1° marzo, ndr), con conseguenti ripercussioni economiche ed occupazionali, ove non si riesca a ripristinare il dispositivo transitorio riguardante gli appalti di cui al comma 9 dell'articolo 3 del provvedimento relativo alla qualificazione delle imprese».
«La Finco - afferma la Presidente Carla Tomasi - confida nella sensibilità già dimostrata dal Ministro Lupi e dai suoi Uffici circa la regolazione dei mercati perchè con ogni possibile urgenza si possa far confluire il citato dispositivo all'interno del primo utile provvedimento. Da dopodomani infatti si avrà un vuoto normativo gravissimo per l'intero settore degli appalti pubblici in Italia, con particolare danno per le piccole e medie imprese subappaltatrici e specializzate».
«Questa mancata conversione - prosegue la nota della Finco - influisce infatti sulla qualità e la corretta esecuzione delle opere pubbliche che verrebbero affidate ad imprese non necessariamente ed opportunamente qualificate. Ma influisce anche sulla filiera dei pagamenti verso i subappaltatori che subiscono i ritardi non solo delle stazioni appaltanti ma spesso anche degli appaltatori principali»


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