Lavori Pubblici

Apprendistato professionalizzante, ok alle linee guida Stato-Regioni

Massimo Frontera

Ore di formazione modulate in base ai titoli e per le imprese obbligo di registrazione sul libretto formativo. Le regioni hanno sei mesi di tempo per recepire le indicazioni previste dal Dl 76/2013

La conferenza Stato-Regioni ha dato oggi, giovedì 20 febbraio, l'ok alle «Linee guida per la disciplina per il contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere».

«Con questo accordo – ha detto Gianfranco Simoncini, assessore della Regione Toscana e coordinatore della materia per le regioni - abbiamo messo dei punti fermi su un percorso formativo che deve garantire ai giovani, durante l'esperienza del contratto di apprendistato, una effettiva formazione. Prima di tutto si semplifica la procedura che deve essere seguita dalle aziende e si stabilisce che l'offerta formativa pubblica per questo tipo di istituto è obbligatoria ed è disciplinata dalla regolamentazione regionale». «Poi - ha aggiunto sempre Simoncini - abbiamo voluto legare la durata e i contenuti dell'offerta formativa pubblica a un innalzamento delle competenze acquisite nella pregressa formazione scolastica». «Inoltre - ha voluto sottolineare il coordinatore regionale - si è puntato molto sulla modernizzazione incentivando anche i diversi strumenti per la formazione a distanza». «Nel caso in cui sia l'azienda a voler garantire l'offerta formativa di base - ha concluso Simoncini - occorrerà che l'impresa risponda a specifici requisiti di qualità sia in relazione ai luoghi che in relazione ai docenti».

I contenuti
Le linee guida riguardano il contratto di «apprendistato professionalizzante» o «contratto di mestiere» (previsto dall'articolo 4 del Dlgs 167/2011).
Con lo schema preparato dal governo e approvato dalle Regioni è stata fornita una cornice omogenea e uniforme a livello nazionale sulle iniziative formative realizzate a livello territoriale dalle regioni. Il testo indica il limite del 50% di risorse pubbliche disponibili (ripartite dal ministero del Welfare) su ciascun territorio per la predisposizione dell'offerta formativa per acquisire le «competenze di base e trasversali».

Tre le durate previste per i cicli dell'offerta formativa. La prima durata è di 120 ore e riguarda gli apprendisti privi di titoli, in possesso di licenza elementare e/o della sola licenza di scuola secondaria di I grado. La durata di 80 ore è per gli apprendisti in possesso di diploma di scuola secondaria di II grado o di qualifica o diploma di istruzione e formazione professionale. Infine, la durata di 40 ore è per gli apprendisti in possesso di laurea o titolo equivalente. «Tali durate - precisa il documento - possono essere ridotte per gli apprendisti che abbiano già completato in precedenti rapporti di apprendistato, uno o più moduli formativi; la riduzione oraria del percorso coincide con la durate dei moduli già completati».

Il documento passa a indicare le competenze da selezionare per la composizione del moduli formativi. Gli elementi da declinare in moduli formativi sono 9. Eccoli: adozione di comportamenti sicuri sul luogo di lavoro; organizzazione e qualità aziendale; relazione e comunicazione nell'ambito lavorativo; diritti e doveri del lavoratore e dell'impresa, legislazione del lavoro, contrattazione collettiva; competenze di base e trasversali; competenza digitale; competenze sociali e civiche; spirito di iniziativa e imprenditorialità; elementi di base della professione/mestiere.

L'impresa è tenuta a registrare sul libretto formativo del cittadino la formazione fatta e la qualifica professionale eventualmente acquisita dall'apprendista ai fini contrattuali. Le imprese che hanno sede in più regioni possono adottare la disciplina della regione dove e localizzata la sede legale dell'impresa stessa.

Ora le regioni hanno sei mesi di tempo per recepire le linee guida, ma il lavoro di regia nazionale non è finito. Deve infatti essere costituito un gruppo tecnico di lavoro con rappresentanti del governo (ministero del Lavoro) e delle regioni. L'agenda di questo gruppo di lavoro prevede, tra le altre cose, i seguenti compiti: definire gli ambiti di applicazione della formazione a distanza; individuare i costi standard a livello nazionale per la formazione relativa alle competenze di base; definire ulteriori standard per l'erogazione della formazione per l'acquisizione di competenze di base trasversali in azienda.

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