Lavori Pubblici

Lavori specialistici, corsa contro il tempo per convertire la norma-tampone nel Dl enti locali

Giuseppe Latour

Partito solo stamattina l'esame di merito sul decreto 151/2013: nel pacchetto di norme da convertire entro febbraio, il provvedimento con la soluzione al caos della qualificazione per le opere speciali è senza dubbio il più a rischio

«Si parte oggi pomeriggio e si va avanti a oltranza. Ci sarà seduta domani, mercoledì ed, eventualmente, anche giovedì. Ma speriamo di chiudere prima i lavori». Lunedì mattina, in commissione Bilancio al Senato si ostenta fiducia: il calendario è pronto e prevede una settimana di votazioni serrate. L'obiettivo è portare a casa il Dl enti locali (n. 151/2013) in tempi rapidi. Eppure, nel pacchetto di decreti che il Parlamento deve convertire prima della fine di febbraio, il provvedimento che contiene la soluzione al caos della qualificazione per le opere specialistiche è senza dubbio il più a rischio.

L'esperienza del decreto Imu, evidentemente, non ha insegnato molto. E' successo poche settimane fa: una programmazione sbagliata delle scadenze ha consentito ai parlamentari grillini, grazie a un'opposizione durissima, di portare quel provvedimento a pochi passi dalla decadenza. Adesso la storia potrebbe ripetersi, perché i tempi del Dl enti locali, nato come una costola del Milleproroghe, appaiono obiettivamente troppo stringati. La legge di conversione del decreto è arrivata in commissione Bilancio presso Palazzo Madama per l'esame di merito il 3 gennaio scorso: faceva parte del blocco di interventi varati dall'esecutivo prima di fine anno, subito dopo la legge di Stabilità. Da allora tutti i passaggi sono andati avanti con una lentezza esasperante. Tempi lunghi per i pareri delle altre commissioni, tempi lunghi per gli emendamenti, tempi lunghi per incardinare la discussione di merito.

Alla fine il vaglio di ammissibilità delle proposte di modifica è stato completato solo alla fine della scorsa settimana. E la crisi di Governo ha impedito di assestare l'accelerazione che sarebbe stata necessaria, procedendo magari con sedute notturne o nel fine settimana. La clessidra, a questo punto, è quasi esaurita. Il decreto decade, infatti, il 28 febbraio prossimo, di venerdì. I giorni rimasti basteranno appena per chiudere il voto al Senato e portare il testo alla Camera, dove non ci sarà spazio per altre modifiche. Se dovesse esserci qualche intoppo, il banco rischia di saltare.

La conseguenza più pesante sarebbe, certamente, il naufragio della norma che risolve il caos sulla qualificazione delle specialistiche. Oltre a intervenire sulla materia degli immobili pubblici, su Roma capitale e sul bonus mobili, infatti, il provvedimento individua una via d'uscita per la questione nata con il parere del Consiglio di Stato del giugno scorso, recepito dal Dpr 30 ottobre 2013, che ha smontato alcune norme chiave del regolamento appalti, eliminando l'obbligo dell'impresa generale aggiudicataria di subappaltare alle imprese specialistiche per la quota di lavori specialistici di cui non possiede la qualificazione. La soluzione prevede che, non oltre il 30 settembre prossimo, siano varate nuove disposizioni sulla materia. Nelle more si continuano ad applicare le regole previgenti all'annullamento. Tra l'altro, va detto che il Dl enti locali si conferma una norma maledetta: il provvedimento, infatti, ha raccolto l'eredità del Salva Roma, ritirato dal Governo a un passo dalla decadenza, lo scorso dicembre, dopo i rilievi negativi della presidenza della Repubblica.


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