Lavori Pubblici

Pagamenti: in edilizia ritardi di 7 mesi, va peggio nel 2014 - Tajani: pronta la messa in mora

Giuseppe Latour

Ance: nel 2014, se non si correrà ai ripari, i numeri potrebbero peggiorare. Il Commissario Ue Tajani: l'Italia ha 5 mesi per allinearsi, poi scatta la messa in mora

Dopo le anticipazioni di venerdì, il vicepresidente della Commissione europea con delega all'Industria, Antonio Tajani conferma le sue intenzioni: Bruxelles ha appena avviato l'iter della procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per cattiva applicazione della direttiva sui ritardati pagamenti della Pa. Ad essere decisivi per la messa in mora del nostro paese sono stati i numeri presentati dall'Ance, in qualità di advisor della Commissione: i tempi medi per liquidare le fatture nel 2013 sono stati pari a sette mesi, contro i 60 giorni massimi richiesti dall'Ue. Mentre nel 2014, se non si correrà ai ripari, questi numeri potrebbero addirittura peggiorare.

«A seguito delle denunce di violazione della direttiva da parte di diverse associazioni ho deciso di avviare le pratiche per attivare le procedure contro l'Italia per la violazione degli articoli 4 e 7 della direttiva sui ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione», ha spiegato il commissario. Di fatto, l'Italia avrà cinque settimane di tempo per rispondere alle osservazioni di Bruxelles. «Se la risposta non sarà soddisfacente si procederà con la messa in mora», ha detto ancora Tajani. Ma gli spazi di manovra per Roma sembrano piuttosto limitati. I numeri sui quali si basa la procedura sono piuttosto pesanti. «Non ho un intento punitivo - ha detto ancora il commissario -. Ho aspettato un anno e un mese ma la situazione anziché migliorare è addirittura peggiorata. In nessun altro paese i rapporti degli advisor sono stati così negativi. Se l'Italia è in grado di dimostrare entro cinque settimane la non violazione della direttiva, non ho problemi a chiudere la procedura».

Venerdì scorso Confartigianato aveva presentato un rapporto nel quale si denunciava un tempo medio di pagamento di 170 giorni. L'Ance, nella giornata di lunedì, ha integrato questi numeri, peggiorando parecchio il quadro: «Nonostante le misure adottate nel corso del 2013 – si legge nel rapporto dei costruttori -, i ritardi di pagamento della pubblica amministrazione continuano a determinare una situazione di estrema sofferenza nel settore delle costruzioni, uno dei settori più colpiti dal fenomeno in Italia. Nel secondo semestre 2013, infatti, l'82% delle imprese registra ancora ritardi nei pagamenti».

L'unica nota positiva è un leggero calo dei tempi nel secondo semestre del 2013. Per il resto la situazione è drammatica. «In media – spiega ancora l'Ance - le imprese che realizzano lavori pubblici sono pagate sette mesi dopo l'emissione dello stato di avanzamento lavori, 146 giorni oltre i termini fissati dalla legge e le punte di ritardo superano ancora i due anni». Addirittura, l'esaurimento del piano di pagamento dei debiti della Pa sta portando i tempi a salire di nuovo. Secondo Ance, si stanno manifestando «i primi segnali di un nuovo aumento dei tempi di pagamento ed in assenza di nuove misure, i tempi rischiano fortemente di aumentare nuovamente nel 2014».


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