Lavori Pubblici

Ritardati pagamenti, Tajani annucia l'avvio della procedura di infrazione contro l'Italia

Giuseppe Latour

Lo ha annunciato il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, che si è detto pronto ad avviare la procedura lunedì 3 febbraio. Il nostro paese è il peggiore pagatore d'Europa, come attestano anche le rilevazioni di Ance e Confartigianato

Ritardati pagamenti: sta per partire la procedura di infrazione nei confronti dell'Italia. Lo ha annunciato venerdì mattina il vicepresidente della Commissione europea con delega all'Industria, Antonio Tajani. Bruxelles si sta preparando ad aprire le pratiche per multare l'Italia: il motivo è che i tempi per liquidare le fatture nel nostro paese nel 2013 sono andati molto oltre i 60 giorni massimi indicati dalla direttiva. In base ai dati appena pubblicati da Confartigianato, uno dei due advisor di Tajani (insieme all'Ance), ci siamo attestati a 170 giorni medi.

«Oggi – ha spiegato Tajani - la Pa italiana è il peggior pagatore dell'Unione europea. I dati forniti da Confartigianato confermano le mie preoccupazioni e se anche lunedì l'Ance mi darà un rapporto così negativo, già lunedì farò partire le pratiche per la procedura». Secondo Confartigianato la media italiana ha superato di 109 giorni la media degli altri paesi europei. Siamo 140 giorni oltre il termine di 30 giorni indicato dalla direttiva e 110 giorni sopra il limite indicato in casi eccezionali, pari a 60 giorni. In questo quadro manteniamo il massimo livello europeo di debito commerciale verso le imprese: il 4% del Pil nazionale.

Il vicepresidente ha spiegato che, al momento, l'Italia è sotto osservazione per due questioni. La prima è la trasposizione della direttiva, che non è stata correttamente recepita. «Abbiamo avuto garanzie che ci saranno modifiche entro maggio. Fino ad allora non possiamo prendere iniziative». La seconda, invece, riguarda i tempi di pagamento, che vengono monitorati da Confartigianato e Ance per conto della Commissione europea. «Su questo secondo aspetto siamo pronti ad agire». In caso di apertura della procedura l'Italia dovrà sopportare il pagamento degli interessi di mora sul ritardo accumulato nel corso del 2013, che secondo Tajani ammontano a 3-4 miliardi di euro. E, poi, dovrà pagare una sanzione che sarebbe di «centinaia di migliaia di euro al giorno». Insomma, un vero e proprio salasso.

I numeri delle associazioni, però, parlano chiaro: «Il nostro rapporto – sottolinea il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti - dimostra che in Italia il malcostume dei ritardi di pagamento è duro a morire. I cattivi pagatori tengono in ostaggio le imprese e rappresentano uno dei principali ostacoli alla ripresa economica. Chiediamo l'intervento della Commissione europea e del Governo italiano perché i ritardi di pagamento sono un cappio al collo degli imprenditori, ne soffocano le capacità competitive e compromettono le opportunità di rilancio dello sviluppo per il nostro Paese».

Tra l'altro, anche l'Ance si appresta a consegnare il suo rapporto a Tajani nei prossimi giorni. E le notizie che conterrà non dovrebbero essere positive. Secondo i costruttori, infatti, le problematiche strutturali che provocano ritardi nell'edilizia non sono state rimosse. E i tempi medi di pagamento viaggiano ancora intorno ai sette mesi. Addirittura più di quello che denuncia Confartigianato.


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