Lavori Pubblici

Dalla Camera ok al decreto Imu, più facile (e remunerativo) vendere gli immobili pubblici

Giuseppe Latour

L'Aula di Montecitorio ha definitivamente approvato, con la fiducia, la conversione in legge del Decreto Imu. Possibile la vendita a trattativa privata di portafogli immobiliari

Dismissioni di immobili pubblici più facili. La Camera ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sulla legge di conversione del Dl Imu (n. 133/2013), già approvato dal Senato. Ora manca soltanto il via libera definitivo di Montecitorio, atteso per lunedì, ma il provvedimento, a questo punto, è pronto per la Gazzetta ufficiale. E, tra le varie novità, dà vita a una norma che punta a rendere più semplici e remunerative le vendite di cespiti di proprietà dello Stato. Gli acquirenti potranno sanare tutte le irregolarità nel momento in cui acquisiscono un immobile pubblico entro al massimo un anno.

La misura, contenuta all'articolo 3 del provvedimento, è finalizzata «al più efficace perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica da attuare attraverso operazioni di dimissione di immobili pubblici», come si legge nella relazione tecnica. Questi immobili, infatti, sono spesso caratterizzati da una situazione urbanistica ed edilizia del tutto peculiare, soprattutto a causa dei regimi giuridici speciali che nel tempo ne hanno consentito l'edificazione. In pratica, avviene spesso che questi edifici non abbiano un titolo edilizio ordinario e - di fatto - si trovino in una situazione di «non conformità edilizia».

Finora la legge ha agito soltanto sul fronte della carenza di documenti che questa situazione comporta. E ha consentito la vendita in regime di deroga, esonerando le pubbliche amministrazioni dalla consegna dei documenti relativi alla regolarità urbanistico edilizia. Il decreto Imu integra questa previsione e consente «all'acquirente dell'immobile di usufruire della possibilità di sanare le irregolarità edilizie, ovviamente nei limiti delle previsioni di sanabilità previste dalla normativa vigente, successivamente al trasferimento». In questo modo non si ottiene solo un effetto di semplificazione, ma soprattutto viene aumentato di molto il valore degli immobili. Un fabbricato che risulti irregolare dal punto di vista edilizio, infatti, è esposto a un forte deprezzamento sul mercato che, nei casi peggiori, può portare addirittura un azzeramento della valutazione. Sotto questo profilo – spiega la relazione – «la norma appare quindi fondamentale per assicurare che dalle operazioni di dismissione di immobili pubblici si possano ricavare le entrate stimate, in quanto costituisce un presupposto essenziale per mettere sul mercato immobili suscettibili, in un momento successivo, di una reale valorizzazione».

Ma non finisce qui. Un altro comma prevede la possibilità per l'Agenzia del Demanio, previa autorizzazione del ministero dell'Economia e delle Finanze, di vendere a trattativa privata, anche in blocco, i beni immobili ad uso prevalentemente non abitativo. E, infine, entra in vigore una modifica in base alla quale il ministero dei Beni culturali, di concerto con il ministero dell'Economia, individua i beni di rilevante interesse da mantenere nella proprietà dello Stato e l'Agenzia del Demanio sospende le procedure di dismissione di beni di rilevante interesse ambientale.


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