Lavori Pubblici

Trasparenza, dati sugli appalti on line entro il 31 gennaio: la guida dell'Autorità

Giuseppe Latour

Ultimi giorni utili per adeguarsi alla legge 190/2012 evitando sanzioni. Per limitare confusioni ed errori, l'Autorità ha appena pubblicato un'ampia sezione di risposte a quesiti a uso delle stazioni appaltanti

Il giorno in cui scatterà la tagliola dei nuovi adempimenti anticorruzione a carico delle stazioni appaltanti si avvicina. La legge n. 190/2012, al comma 32 dell'articolo 1, ha fissato un calendario serrato, che scatta già dal prossimo 31 gennaio. Di fatto, questi sono gli ultimi giorni utili che le pubbliche amministrazioni possono sfruttare per evitare sanzioni. Così, per limitare al minimo confusioni ed errori, l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha appena pubblicato sul proprio sito internet un'ampia sezione di risposte a quesiti (clicca qui per consultarla ) che dovrebbe, almeno in parte, placare gli animi delle stazioni appaltanti.

La guida si divide in tre sezioni: la prima è dedicata agli aspetti di carattere generale, la seconda a quelli di carattere informatico, la terza alla compilazione delle tabelle dati. Da questo mosaico emergono parecchie indicazioni molto utili. L'Avcp ricorda, anzitutto, che entro il 31 gennaio dovranno essere pubblicate sui siti istituzionali dei diversi enti le tabelle riassuntive contenenti i dati di attività relativi agli anni precedenti. A tale proposito, le specifiche dei dati richiesti sono elencate nella delibera n. 26 del 22 maggio del 2013. L'obbligo si riferisce a tutte le procedure indette a partire dal primo dicembre del 2012, incluse quelle con gara andata deserta o in pendenza di aggiudicazione.

Se «non vengono pubblicate tutte le informazioni disponibili all'atto della pubblicazione», si configura un inadempimento della legge. Quindi, in caso di procedure concluse devono essere pubblicati tutti i dati, mentre per le procedure in corso bisognerà pubblicare tutto quello che è disponibile al 31 gennaio 2014. Allo stesso modo, le Pa saranno considerate inadempienti se non utilizzano il formato digitale aperto Xml, individuato da via di Ripetta come standard per questo tipo di elenchi. L'obbligo di informazione riguarda tutte le tipologie di affidamento previste dal Codice dei contratti pubblici, «a prescindere dal fatto che la scelta del contraente sia avvenuta in esito ad un confronto concorrenziale, con affidamenti in economia mediante cottimo fiduciario o in modalità diretta o che sia stata o meno preceduta o meno da un bando pubblico o da una lettera di invito». I dati dovranno rimanere on line per un periodo di cinque anni, salvo estensione se gli elementi da pubblicare si riferiscono ad atti che producono effetti oltre questo termine.

Ma tra i quesiti sono presenti anche molte altre indicazioni. Ad esempio, in materia di comunicazioni viene spiegato che i dati dovranno essere inviati all'Avcp tramite un modulo apposito e mediante posta elettronica certificata. Il modulo dovrà indicare il codice fiscale della stazione appaltante e l'indirizzo internet di pubblicazione dei dati relativi agli appalti. Sarà l'Autorità che, tra il primo febbraio e il 30 aprile, dovrà effettuare tra due e cinque tentativi di accesso ai dati tramite internet. «L'indisponibilità della risorsa a tutti i tentativi di accesso sarà equiparata ad omessa pubblicazione e, in quanto tale, ad inadempimento». Mentre, nella sezione dedicata alla compilazione delle tabelle, si danno indicazioni sull'inserimento dei codici Cig, sulle stazioni appaltanti uniche, sulle varianti.


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