Lavori Pubblici

Stop massimo ribasso, gare più veloci, più rischio per i concessionari: testi e novità delle nuove direttive Ue

Dopo due anni di trattative approvate le nuove regole europee sugli appalti con il debutto assoluto della disciplina sulle concessioni. Guida a tutte le novità con i testi e gli approfondimenti normativi dei nostri esperti

Dopo due anni di mediazioni sono arrivate finalmente al traguardo le nuove direttive europee sugli appalti pubblici suddivise in tre provvedimenti relativi ai contratti di lavori, forniture e servizi di tipo tradizionale (aspetti trattati nella direttiva 2004/18/Ce ora destinata all'abrogazione), una nuova direttiva sulle concessioni (finora mai regolamentate in sede europea) e un'ultima normaiva dedicata ai cosiddetti settori esclusi (acqua, trasporti, energia prima trattati dalla vecchia direttiva 2004/17/Ce).

Il passaggio decisivo al termine del cosiddetto "trilogo" (una serrata trattativa durata otto mesi tra Commissione, Parlamento e Consiglio sul testo base proposto a dicembre 2011) è arrivato mercoledì 15 gennaio con l'approvazione dei testi definitivi da parte del Parlamento europeo in seduta plenaria a Strasburgo. Ieri è arrivato anche l'ok del Consiglio europeo. Ora manca soltanto la pubblicazione delle nuove direttive nella Gazzetta Ufficiale comunitaria entro febbraio. Da quel momento scatterà il conto alla rovescia per trasferire i nuovi indirizzi nella normativa italiana. Il tempo concesso per aggiornare il codice degli appalti (Dlgs 163/2006) e il suo regolamento attuativo (Dpr 207/2010) è di 24 mesi. Entro ulteriori 30 mesi bisognerà poi dare una sterzata decisiva al modo copn cui vengono gestite le gare, portando on line tutti i documenti di gara e affidando alle modalità elettroniche anche tutto lo scambio di documenti e informazioni tra Pa e imprese.

Ovviamente il ventaglio delle novità apporato dalle nuove direttive non si esaurisce qui. Nelle pieghe dei 92 articoli in cui si compone la nuova direttiva appalti c'è posto per nuove procedure di gara, restrizione dei tempi per la presentazione delle offerte, invito alla suddivisione in lotti degli appalti, tetto massimo per i requisiti di fatturato richiesti per partecipare alle gare, preferenza per l'offerta economicamente più vantaggiosa, pagamento diretto dei subappaltatori, inclusione degli aspetti ambientali e sociali tra i criteri di valutazione delle proposte economiche. Senza contare le novità della direttiva concessioni, al debutto assoluto sulla scena europea.

Per dare conto delle novità «Edilizia e Territorio» propone in questo spazio l'approfondimento sulle principali misure, con l'analisi degli esperti e i nuovi testi normativi.
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