Lavori Pubblici

Il Senato accelera sul decreto legge Milleproroghe, entro martedì gli emendamenti

Giuseppe Latour

Mentre alla Camera si muovo i primi passi per la conversione del Dl "Destinazione Italia", in Senato va avanti la discussione del testo "sdoppiato" del Milleproroghe. Entro martedì gli emendamenti al Dl

Dopo la pausa natalizia, la prossima sarà la prima settimana nella quale i lavori parlamentari torneranno a viaggiare a pieno ritmo. Ripresi in mano alcuni dossier strategici, si comincerà finalmente a discutere nel merito di qualche novità. Il passaggio più importante è rappresentato dalla presentazione degli emendamenti al primo decreto milleproroghe, fissata per martedì al Senato. Mentre alla Camera sta muovendo i primi passi la legge di conversione del decreto Destinazione Italia.

Nelle sedute di martedì e giovedì scorso le commissioni riunite Finanze e Attività produttive di Montecitorio hanno cominciato l'esame del provvedimento. E il loro lavoro si annuncia piuttosto lungo e articolato, dal momento che il Dl costituisce, in questa fase, il principale veicolo normativo di misure finalizzate alla crescita. Per l'edilizia il testo contiene un'importantissima modifica al Codice appalti, che introduce il pagamento diretto dei subappaltatori e dei cottimisti nelle ipotesi di crisi dell'impresa principale: una novità pensata soprattutto per il concordato preventivo. L'altro tassello pesante è la revisione degli obblighi di allegazione relativi all'attestato di prestazione energetica. Senza contare la rimodulazione di alcuni fondi relativi all'Expo 2015. Ma in un decreto del genere, in fase di conversione, potrebbe entrare di tutto.

Procedono invece a rilento i due disegni di legge di taglio europeo, collegati alla legge di Stabilità. Al momento sono fermi presso la commissione Politiche Ue della Camera, che sta raccogliendo i pareri delle altre commissioni competenti per materia. Contengono le deleghe per l'esecutivo a recepire alcune norme europee e un intervento per evitare l'infrazione di alcune norme comunitarie. In questo pacchetto sono comprese, tra le altre cose, la revisione delle regole sui pagamenti della pubblica amministrazione, la revisione della soglie e dei criteri della Via, la riforma delle sanzioni in caso di danno ambientale.

Al Senato avanza spedita la legge di conversione del primo decreto milleproroghe (Dl n. 150/2013), incardinato presso la commissione Affari costituzionali. Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato per le 13 di martedì 14 gennaio; subito dopo partiranno le votazioni. Va avanti piano, invece, il secondo milleproroghe (Dl n. 151/2013), che dei due testi è il più pesante: contiene, tra le altre cose, il ripristino a termine di alcuni articoli del regolamento appalti per risolvere il caos legato alla qualificazione delle imprese specialistiche. È stato assegnato alla commissione Bilancio di Palazzo Madama che, però, non ha ancora avviato l'esame di merito. Nessuna notizia del collegato ambiente: secondo le parole del ministro Andrea Orlando, sta per essere presentato in Parlamento, ma non sono ancora noti i tempi. Contiene due riforme molto importanti.

La prima è la riformulazione delle regole sulle commissioni che hanno compiti di autorizzazione in materia ambientale: Via, Vas e Aia. Saranno unificate in un'unica struttura per esigenze di risparmio e di semplificazione. La seconda è l'introduzione di un fondo di garanzia per gli investimenti sulla rete idrica; insieme al varo della tariffa sociale, per i meno abbienti, dovrebbe far ripartire i lavori sugli impianti, sia di trasporto che di depurazione.

Infine, la commissione Finanze del Senato è molto vicina a chiudere il disegno di legge di delega fiscale. L'esame degli emendamenti al testo licenziato dalla Camera è in fase avanzata e il pacchetto dovrebbe essere chiuso nel giro di un mese. Il provvedimento contiene l'indicazione di una serie di principi per riformare il catasto. Mentre è finalmente partito l'esame della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama degli emendamenti al Ddl semplificazioni, a firma del ministro della Pubblica amministrazione Gianpiero D'Alia.


© RIPRODUZIONE RISERVATA