Lavori Pubblici

Esclusione dalle gare, le irregolarità da cartellino rosso secondo i giudici

Mauro Salerno

Il principio di tassatività delle cause di esclusione varato nel 2011 alla prova delle sentenze dei tribunali amministrativi. Nell'analisi degli esperti il quadro delle irregolarità sanabili e delle carenze senza dubbio «a pena di esclusione»

Ridurre al minimo i motivi di contenzioso, riducendo il ventaglio delle scelte in mano alle stazioni appaltanti sulle irregolarità inserite nei bandi di gara «a pena di esclusione». È l'obiettivo del principio di «tassatività delle cause di esclusione» dalle procedure di appalto battezzato nel 2011 (dal decreto legge 70/2011) e rafforzato a ottobre 2012 dal cosiddetto bando quadro dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici: la determinazione n. 4/2012 con all'interno una lunga e dettagliata analisi dei motivi che possono comportare l'esclusione dalla gara e, per contro, dei peccati veniali che invece non devono essere puniti con il cartellino rosso. Insomma esclusioni solo per cause tassativamente previste «a pena di esclusione» dal codice appalti o da altre legge. Stop invece alla fantasia delle Pa: con la massima pena comminata anche per motivi puramente formali, come l'inserimento di un documento in una busta errata dell'offerta.

Un obiettivo ambizioso che ora è possibile rileggere alla luce delle prime sentenze dei giudici amministrativi sull'applicazione del principio. Davvero si va verso una certezza (e un restringimento) dei motivi che possono comportare l'eslcusione degli operatori dalle gare? È la domanda cui prova a rispondere il nuovo dossier on-line di «Edilizia e Territorio». Con l'analisi delle sentenze e l'esposizione delle risposte dei giudici ai casi concreti.

In tema di cauzione ad esempio l'analisi delle 54 sentenze pronunciate nelle aule della giustizia amministrativa permette di ricostruire voce per voce (dall'importo insufficiente alla mancata sottoscrizione dei mandanti) quale irregolarità è considerata sanabile in corso di gara e quale invece va punita con l'esclusione. Anche se l'atteggiamento prevalente dei giudici in questi casi è sempre quello di permettere il cosiddetto «soccorso istruttorio».

Stesso discorso sui vizi formali dell'offerta: basta la sottoscrizione in calce, o la forma va posta in ogni pagina? E poi è sufficiente chiudere la busta con lo scotch o serve la ceralacca per garantire la segretezza dell'offerta? Il sopralluogo è sempre obbligatorio? E quali sono i dirigenti di impresa da sottoporre a controlli?

Dubbi a cui rispondono gli esperti con gli approfondimenti e l'analisi della giurisprudenza pubblicati nel dossier on line di dicembre. Il dossier è liberamente scaricabile dagli abbonati a «Edilizia e Territorio» e acquistabile in copia singola da tutti gli altri interessati cliccando sul link riportato in basso.

ESCLUSIONE DALLE GARE: LE CAUSE TASSATIVE


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