Lavori Pubblici

Milleproroghe, sei mesi per risolvere il caos qualificazione ma intanto tornano i subappalti per le imprese specialistiche

Giuseppe Latour

Requisiti tecnici ed economici, ancora per un anno la possibilità di dimostrarli tramite attestazioni Soa - Ad Anas e Rfi le risorse per continuare a pagare le imprese sui cantieri in corso

Specialistiche, immobili pubblici, Anas, Rfi, Roma capitale. Il decreto milleproroghe, spacchettato in due provvedimenti, approda alla firma del capo dello Stato. E porta le ultime novità del 2013 in materia di edilizia, infrastrutture e appalti pubblici, a partire dalla soluzione - temporanea - trovata per porre rimedio al caos qualificazione.

SOLUZIONE AL CAOS QUALIFICAZIONE
Il provvedimento individua una via d'uscita per la questione della qualificazione. Il caos era nato dal parere del Consiglio di Stato del giugno scorso, recepito dal Dpr 30 ottobre 2013 , che ha smontato alcune norme chiave del regolamento appalti eliminando l'obbligo dell'impresa generale aggiudicataria di subappaltare alle imprese specialistiche per la quota di lavori specialistici di cui non possiede la qualificazione. Un emendamento al Dl Enti locali (o salva-Roma), approvato a suo tempo dal Senato per risolvere il problema, aveva individuato una soluzione, ma era saltato con la decadenza senza conversione dell'intero decreto.
La soluzione adesso viene trovata dal decreto n. 151/2013 e prevede che, entro sei mesi, siano varate nuove disposizioni regolamentari per gli articoli 107 comma 2, 109 comma 2 e per l'allegato A del regolamento appalti. Nelle more, e comunque non oltre il 30 settembre del 2014, si stabilisce che si continuino ad applicare le regole previgenti all'annullamento disposto dal Consiglio di Stato. Di fatto viene così reintrodotto l'obbligo di fare eseguire in subappalto le opere specialistiche a qualificazione obbligatoria nei casi in cui l'impresa principale non sia debitamente qualificata. Inoltre, viene ripristinato l'obbligo per le imprese generali ad associare in raggruppamento temporaneo i cosiddetti superspecialisti oltre particolari limiti di importo delle lavorazioni previste nell'appalto. Una soluzione salomonica che consentirà di aprire una trattativa e trovare una mediazione tra le parti.

E PER LE STAZIONI UNICHE NEI PICCOLI COMUNI
Con il Dl Milleproroghe non viene prorogata la norma del Codice appalti che obbliga i Comuni sotto i 5mila abitanti a fare ricorso alla centrale unica di committenza: a questo punto scatterà dal primo gennaio 2014.

Allora, riepiloghiamo punto per punto quali sono gli interventi inseriti dal Governo in questi ultimi due veicoli di emergenza (che saranno in Gazzetta il 31 dicembre).

Società di attestazione (articolo 4, decreto 150)
Le due novità principali nella materia degli appalti arrivano sul fronte delle Soa. Con la prima viene modificato l'articolo 189 comma 5 del Codice dei contratti. Qui si stabilisce che il possesso dei requisiti di adeguata idoneità tecnica e organizzativa può essere sostituito dal possesso di attestazioni Soa "ai sensi del regolamento", per importo illimitato "in non meno di tre categorie di opere generali per la classifica I, in non meno di sei categorie, di cui almeno quattro di opere generali per la classifica II e per la classifica III, in nove categorie, di cui almeno cinque di opere generali". Questa semplificazione viene prorogata dal 31 dicembre del 2013, quando sarebbe dovuta scadere, fino alla fine del 2014.
Con la seconda novità, invece, viene modificato il regolamento appalti (Dpr n. 207/2010) nella parte che riguarda la documentazione che attesta il possesso dei requisiti di adeguata capacità economica e finanziaria. Fino al 31 dicembre del 2014, grazie alla proroga di un anno, "i soggetti in possesso di attestazioni Soa per classifica illimitata, possono documentare l'esistenza del requisito a mezzo copia conforme delle attestazioni possedute".


Anas, Rfi, Trenitalia (articolo 3, decreto 151)
Per consentire ad Anas di far fronte ai pagamenti dovuti, sulla base degli stati di avanzamento lavori, il ministero dell'Economia potrà trasferire alla società le risorse finanziarie disponibili per l'anno 2013 sul relativo capitolo di bilancio. Quanto ad Rfi, per consentire gli interventi sulla rete, fino a chiusura del contratto di programma 2012-2016, i rapporti tra Stato e gestore dell'infrastruttura saranno regolati sulla base del precedente contratto di programma.
Nelle more della stipula del nuovo contratto di servizio pubblico per il trasporto ferroviario nelle regioni a statuto speciale, il Mef è autorizzato a corrispondere a Trenitalia le somme previste per l'anno 2013 dal bilancio di previsione dello Stato in relazione alla regione Sicilia. Quanto alla regione Valle d'Aosta sono previsti per il 2013 pagamenti per 23 milioni di euro a Trenitalia mentre per il 2014 si aspetterà un'apposita convenzione. Nel 2014 è prevista una deroga al patto di stabilità per 23 milioni annui a favore della Regione.

Roma capitale (articolo 4, decreto 151)
Per Roma capitale è previsto che il commissario straordinario sia autorizzato a inserire nella massa passiva relativa al piano di rientro un importo complessivo massimo di 115 milioni di euro, riguardante le eventuali ulteriori partite debitorie rinvenienti da obbligazioni od oneri del Comune di Roma, anteriori al 28 aprile 2008. Il Campidoglio, inoltre, potrà avvalersi di appositi piani di rientro dai crediti detenuti nei confronti delle proprie partecipate.

Immobili pubblici (articolo 2, decreto 151)
In materia di immobili pubblici viene anticipata dal 31 dicembre al 30 giugno del 2014 la facoltà di recedere dai contratti di locazione di immobili in corso a favore delle amministrazioni dello Stato, delle Regioni e degli enti locali. Per agevolare le operazioni di valorizzazione viene autorizzata la spesa di 20 milioni all'anno tra il 2015 e il 2016 a favore dell'Agenzia del Demanio. Nel caso di operazioni su immobili pubblici l'attestato di prestazione energetica potrà essere acquisito dopo gli atti di trasferimento e non si applicheranno tutte le regole ordinarie sugli obblighi di allegare il documento.

Bonus mobili (articolo 1, decreto 151)
Sul fronte dei bonus energetici viene rivoluzionato lo sconto fiscale per i mobili. Salta la regola per la quale la relativa detrazione non poteva superare l'ammontare dei lavori di ristrutturazione. Si torna, quindi, al vecchio assetto e il bonus resta pari al 50%, da calcolare su un ammontare complessivo non superiore ai 10mila euro.

Emergenze (articolo 2, decreto 150)
Un piccolo intervento arriva in materia di emergenze. Per la conclusione delle attività relative alle contabilità speciali istituite per l'emergenza in Abruzzo, "in considerazione dell'elevato numero dei soggetti coinvolti, nonché di mandati di pagamento effettuati", il termine per le rendicontazioni viene spostato fino al 31 marzo 2014.

Diritti aeroportuali (articolo 4, decreto 150)
In materia di diritti aeroportuali, il termine per richiedere la stipula dei contratti di programma, pena il mancato aggiornamento della misura dei diritti aeroportuali da parte del ministero dei Trasporti, viene portata avanti di due anni al 31 dicembre del 2014.

Expo 2015 (articolo 5, decreto151)
Infine, sul fronte dell'Expo 2015 vengono attribuiti 25 milioni di euro come contributo per le spese per la realizzazione dell'evento.

Emergenza sfratti (art4, c.8, decreto 150)
Il limite di reddito per beneficiare della proroga degli sfratti è 27mila euro e non 21mila euro. Lo ha segnalato l'Unione inquilini, secondo cui il testo del decreto Milleproroghe «corregge in un punto non marginale il comunicato stampa del governo che ne illustrava i contenuti». Nel dl infatti si afferma che la proroga si applica nei confronti di «conduttori con reddito annuo lordo complessivo inferiore a 27mila euro». «Si è trattato pertanto - sottolinea l'associazione degli inquilini - o di un marchiano errore o, più maliziosamente, di un tentativo, andato a vuoto. Per primi avevamo fatto rimarcare che, in tal modo, si riduceva ancora di più la platea dei beneficiari in maniera del tutto illegittima in quanto, se trattasi di proroga di termini temporali, non si poteva nello stesso tempo agire per peggiorare i requisiti per poterne usufruire».

Decreto legge 30 dicembre 2013, n. 150
Decreto legge 30 dicembre 2013, n. 151



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