Lavori Pubblici

Dm parametri, le simulazioni degli Ordini sulle nuove tariffe per la progettazione

Giuseppe Latour

Michele Lapenna (Consiglio Ingegneri): «Finalmente si supera la classificazione delle opere del 1949» - Il nuovo sistema fa incidere di meno il costo di progettazione al salire del costo dell'opera

Circa 32mila euro per la progettazione preliminare di un edificio residenziale da 2,5 milioni. Poco più di 120mila per la progettazione definitiva di una strada con sottopassi da 3,2 milioni di euro. E circa 57mila euro per seguire tutto il percorso di una ristrutturazione da 350mila euro. Dopo tanta teoria, il decreto parametri bis (Dm n. 143/2013) è pronto per svolgere il suo compito: fare da riferimento per calcolare gli importi da porre a base delle gare di progettazione.
Le tabelle elaborate dai Consigli nazionali di ingegneri e architetti (si veda da pagina 27) fotografano, per la prima volta, quale sarà l'impatto concreto sul mercato del provvedimento entrato in vigore sabato scorso. E danno un'idea del peso decrescente che viene attribuito alle spese, a seconda del valore dell'opera.

Il primo esempio elaborato dagli ordini riguarda un edificio residenziale pubblico di nuova edificazione dal costo complessivo di 2,5 milioni di euro. Nel dettaglio comprende 1,25 milioni di edilizia residenziale, 500mila euro di strutture in cemento armato, 175mila euro di impianti idro-sanitari, 250mila euro di impianti termici e 325mila euro di impianti elettrici e speciali. Il compenso si ottiene mettendo in relazione le singole categorie componenti l'opera con il parametro Q (la somma delle aliquote parziali che compongono la prestazione), il parametro G (il grado di complessità attribuito a ciascuna opera) e il parametro P (il valore percentuale posto a base di calcolo per ciascuna delle categorie).
Un sistema che il consigliere tesoriere del Consiglio nazionale degli ingegneri Michele Lapenna spiega così: «Le regole contenute nel nuovo Dm discendono da quelle contenute nel Dm 140/2012 sui parametri giudiziali, e quindi differiscono fortemente dai vecchi riferimenti tariffari. In primo luogo abbiamo un unico parametro che esprime la percentuale per tutte quelle che in passato chiamavamo classi e categorie. Altro elemento fondamentale è il grado di complessità G, funzione della complessità della prestazione, elemento che fa di questo sistema uno degli elementi qualificanti rispetto alle vecchie tariffe, in linea con i sistemi tariffari attualmente in vigore in Europa». Inoltre, «vi è da aggiungere che nel nuovo Dm troviamo una classificazione dei servizi in riferimento alle categorie di opere finalmente in linea con i nostri tempi. Si pensi che la precedente classificazione risaliva al 1949».

Facendo l'esempio della progettazione preliminare, per l'edificio da 2,5 milioni viene fuori un compenso di 10.252 euro per l'edilizia residenziale, di 6.860 euro per le strutture, di 1.875 euro per gli impianti idro-sanitari, di 2.743 euro per gli impianti termici e di 4.489 euro per gli impianti elettrici. In totale si arriva a 26.221 euro, ai quali vanno sommate le spese. Trattandosi di un'opera dal valore superiore al milione di euro, queste andranno determinate per "interpolazione lineare" in misura inferiore al 25%, che è il tetto massimo previsto dal decreto: in questo caso ci si attesta al 24,06% e, quindi, a 6.309 euro. In totale, per la progettazione preliminare viene previsto un onorario da 32.531 euro. A queste somme, con le stesse modalità, vanno aggiunti 92.432 euro per la progettazione definitiva, 99.138 euro per quella esecutiva e 159.420 per l'esecuzione dei lavori.
La caratteristica del sistema di liquidazione delle spese è che la percentuale con la quale si calcola il forfait scende dal 25% (che è il massimo) quando si supera il milione di euro. In questo modo si penalizzano, in proporzione, i lavori dagli importi maggiori. Lo si vede chiaramente da un esempio relativo a un'opera di viabilità con sottopassi da 3,25 milioni di euro. In questo caso la quota relativa alle spese scende fino al 23,59%, mezzo punto in meno dell'esempio precedente. Quindi sul corrispettivo totale questa voce incide di meno: si tratta di 39.613 euro per la progettazione preliminare, 120.965 per la definitiva, 78.653 per l'esecutiva, 146.095 per l'esecuzione dei lavori.
Interessante, poi, misurare l'impatto delle nuove tabelle su un lavoro dalla portata più limitata: una ristrutturazione interna con opere edili da 350mila euro. Partendo ancora dalla progettazione preliminare il compenso è pari a 3.313 euro, ai quali si sommano 828 euro di spese. Il totale definitivo è di 4.141 euro per la progettazione preliminare, 13.553 per la definitiva, 14.306 per l'esecutiva e 25.037 per l'esecuzione dei lavori.


© RIPRODUZIONE RISERVATA