Lavori Pubblici

Immobili a rischio frane, il Sindaco può obbligare il proprietario «incolpevole» alla messa in sicurezza

Pietro Verna

Il Tar Campania: in caso di minaccia alla pubblica incolumità, l'urgenza di un intervento giustifica il coinvolgimento del proprietario dell'area senza previa verifica delle responsabilità

Ai fini dell'emanazione dell'ordinanza contingibile ed urgente (articolo 54 Testo unico degli enti locali - Tuel), volta a prevenire ed eliminare i pericoli che minacciano l' incolumità pubblica, il Sindaco può prescindere dalla verifica della responsabilità del soggetto che ha fatto insorgere la situazione di pericolo ed imporre al proprietario dell'immobile l'adozione di tutte le misure ritenute necessarie. Ne discende che l'ordinanza in questione può essere legittimamente indirizzata al proprietario dell'area, quale soggetto che meglio si trova nelle condizioni per intervenire, ancorché allo stesso non possa imputarsi alcuna responsabilità .
E' questo il principio formulato nella sentenza n. 4603/2013 con la quale il Tar Campania ha respinto il ricorso presentato dal proprietario di un immobile avverso l'ordinanza del Sindaco di Sorrento (Napoli), che aveva ingiunto a questi di eseguire ad horas le opere provvisorie miranti ad eliminare i pericoli derivanti da un movimento franoso di un costone sovrastante la sua proprietà.

Secondo i giudici amministrativi partenopei, l'ordinanza emessa dal Sindaco nei termini di cui al citato articolo 54 del TUEL mira esclusivamente a fronteggiare la situazione di pericolo, prescindendo da qualsivoglia accertamento sul soggetto resosi responsabile di tale situazione. Ne discende che il proprietario del bene, in qualità di soggetto obbligato dalla civica amministrazione ad accollarsi gli oneri dell'intervento ripristinatorio, può sempre rivalersi in sede di giudizio nei confronti dei responsabili dell'evento ( ivi compreso il Comune) «senza che l'esecuzione della messa in sicurezza imposta dall'atto possa intendersi quale acquiescenza, tale da precludere le pretese di rivalsa». Ragione per la quale, in presenza di una minaccia per la pubblica incolumità, non è ingiustificato chiamare a rispondere della situazione di pericolo il proprietario dell'area, in quanto esula dai compiti del Comune individuare colpe e responsabilità di privati ed ancor meno svolgere indagini al riguardo, perché l'esecuzione di tali accertamenti richiederebbe tempi incompatibili con l'urgenza richiesta dal caso. Urgenza che, nel caso concreto sottoposto al vaglio del Tar Campania, assume particolare valore, se si considera che l'intimazione rivolta al proprietario («provvedere ad horas») è indice della gravità della situazione e dell'immediatezza degli interventi richiesti per scongiurare danni irreparabili alla collettività.

Orientamento della giurisprudenza
La decisione del Tar Campania è conforme al prevalente indirizzo del massimo organo di giustizia amministrativo, in base al quale l'ordinanza contingibile ed urgente con la quale il Sindaco, in qualità di Ufficiale di Governo, impone al proprietario di un'area di rimediare ad una situazione che attenti alla salute pubblica non ha alcun carattere sanzionatorio, ma è diretta esclusivamente alla rimozione dello stato di pericolo e, quindi, a prescrivere al proprietario «incolpevole» di un fondo di adottare i necessari interventi di ripristino (Consiglio di Stato- V Sezione- sentenza n. 4718/2007).
Militano in tal senso altre pronunce meno recenti del Consiglio di Stato, a mente delle quali l'ordinanza ex articolo 54 TUEL può essere emanata soltanto per affrontare situazioni di carattere eccezionale ed impreviste, costituenti concreta minaccia per la pubblica incolumità, per le quali sia impossibile utilizzare i normali mezzi apprestati dall'ordinamento giuridico ( sentenza n. 153724/ 2006) e unicamente sula scorta di prove concrete (sentenza n. 4525/2005), tenendo conto, tuttavia, che in alcune pronunce il massimo organo di giustizia amministrativo ha precisato che:
- l'ordinanza non deve necessariamente avere il carattere della provvisorietà, ma dell'adeguatezza della misura per fronteggiare la situazione determinata dalla straordinarietà dell'evento; il che impone una valutazione in concreto soluzione da adottare in ragione della natura del rischio (sentenze nn. 580/2001; 6168/2003 e 4402/2004 );
- è sufficiente la sussistenza e l'attualità del pericolo ossia il rischio concreto di un danno grave ed imminente per la salute (sentenze nn.5639/2006 e 1322/2008);
-l'ordinanza , oltre dal porre rimedio ai danni già verificatisi, può essere volta anche a prevenire possibili danni futuri (sentenza n.1831/2003).
D'altro canto, il provvedimento in questione è del tutto eccezionale, distinguendosi nettamente anche dall' ordinanza che impone la bonifica ed il ripristino ambientale dei siti contaminati che richiede, invece, il previo accertamento della responsabilità del proprietario dell'area in cui sono abbandonati i rifiuti ( Titolo V, Parte IV, Codice dell'ambiente).


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