Lavori Pubblici

Pagamenti, Via, appalti ai progettisti: parte alla Camera la legge europea bis

Giuseppe Latour

Molte le novità con impatto sulle costruzioni nel disegno di legge del Governo sulle infrazioni alle norme Ue che inizia l'esame a Montecitorio

Pagamenti, Via, danno ambientale, vincoli per i progettisti. Inizia l'esame del disegno di legge del Governo sulle infrazioni europee. Il testo, infatti, è stato appena assegnato alla commissione Politiche Ue della Camera. Sarà esaminato nelle prossime settimane, insieme a un altro provvedimento gemello, anch'esso proposto dall'esecutivo: la legge di delega a recepire alcune normative comunitarie. Con questi due interventi il nostro sistema dovrebbe avvicinarsi alle richieste di Bruxelles.

Sul fronte dei contratti pubblici, salta il paletto che esclude il progettista dalla possibilità di partecipare alle gare per l'appalto dei lavori relativi all'intervento da lui stesso progettato. A cambiare è il comma 8 dell'articolo 90 del Dlgs 163/2006. Al momento, infatti, il Codice impedisce che alle gare possa partecipare lo studio o il professionista che ha firmato o contribuito a elaborare il progetto, per ragioni di concorrenza. Se la novità sarà approvata, il progettista potrà ottenere l'appalto purché dimostri che l'esperienza acquisita nell'espletamento degli incarichi di progettazione non sia tale da determinare un vantaggio che possa falsare la concorrenza con gli altri operatori.

Sul fronte dei pagamenti, viene chiarita la questione dei termini, su sollecitazione del commissario europeo all'Industria Antonio Tajani. L'obbligo di pagare a 30 giorni, con l'assetto attuale, viene violato da troppe eccezioni e spesso portato a 60 giorni. Inoltre, il decreto di recepimento non cita esplicitamente gli appalti pubblici. Il Ddl chiarisce che i termini si applicano al Dlgs n. 163/2006. E, sul fronte dei tassi di interesse, afferma che quelli previsti dal Codice e da altre leggi si applicano solo se più favorevoli ai creditori.

Cambiano le soglie e i criteri della Via. L'articolo 16 del disegno di legge punta, infatti, a chiudere una procedura di infrazione aperta nei confronti dell'Italia, avviando una modifica delle tipologie di opera sottoposte a valutazione di impatto ambientale. Un decreto del ministero dell'Ambiente, sentita la Conferenza Stato-Regioni, dovrà definire le nuove linee guida "finalizzate all'individuazione dei criteri e delle soglie per l'assoggettamento alla procedura", rivedendo gli attuali criteri. Saranno, quindi, considerate anche le caratteristiche specifiche dei progetti, il luogo in cui saranno situate le opere e l'impatto che esse potrebbero produrre.

Infine, arrivano sanzioni più severe in caso di danno ambientale. L'articolo 18 del Ddl punta a rendere più efficaci le norme sul risarcimento. Il cambiamento principale portato dall'esecutivo consiste nella cosiddetta «rimessione in pristino». I responsabili del danno, cioè, saranno obbligati non più soltanto al semplice risarcimento, ma anche a riportare la situazione a com'era prima del loro intervento. In questo modo viene assicurata una maggiore efficacia della sanzione e una tutela dell'ambiente più forte. Solo in caso di impossibilità o di onerosità eccessiva dell'intervento di rimessione sarà ammesso il semplice risarcimento. Una novità arriva anche in materia di inquinamento acustico. Il Governo incassa la delega ad adottare, entro 18 mesi, un provvedimento di riordino della normativa sulle emissioni di macchine e attrezzature destinate a funzionare all'aperto.


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