Lavori Pubblici

Impiantisti, 20mila piccole imprese rischiano di rimanere fuori mercato

Giuseppe Latour

Scoppia la grana del terzo responsabile. Una piccola modifica alle regole che disciplinano il ruolo dei tecnici nella gestione delle grandi caldaie potrebbe scatenare il caos: 20mila piccole imprese rischiano di essere tagliate fuori dal mercato, dando vita a un contenzioso dagli effetti potenzialmente devastanti. Così le associazioni di categoria, Cna in testa, lanciano l'allarme. E il Governo pare intenzionato ad adeguarsi in tempi rapidi: il problema potrebbe essere risolto già con le nuove regole sul libretto di impianto, previste al massimo per inizio 2014.

La questione parte da una modifica contenuta in un Dm del ministero dello Sviluppo economico (22 novembre del 2012). Con una novità inserita in sordina, il provvedimento rivede il punto 52 dell'allegato A del Dlgs n. 192/2005, che disciplina le regole relative al terzo responsabile degli impianti termici: solitamente, le grandi caldaie dei condomini. In sostanza, il ruolo di terzo responsabile non potrà più essere svolto da persone fisiche e giuridiche ma solo da persone giuridiche.
Una minuzia che, però, dà adito all'Anaci, la principale associazione degli amministratori di condominio, di adottare un'interpretazione restrittiva della regola, in base alla quale non possono essere considerate persone giuridiche le società in nome collettivo, le società semplici, le società in accomandita semplice e le imprese individuali. Insomma, un piccolo terremoto nel settore dell'impiantistica che non è piaciuto alle associazioni di categoria, come spiega Guido Pesaro, responsabile nazionale della Cna impianti: «Anzitutto, va detto che l'interpretazione che esclude le ditte individuali non è pacifica. La Cassazione, ad esempio, equipara la ditta individuale alla persona giuridica». Quello che preoccupa di più, al di là delle minuzie interpretative, è però che questa incertezza possa avviare una sanguinosa stagione di contenzioso: «E se passa l'interpretazione che esclude le ditte individuali – fa notare Pesaro - mi pare un esito molto probabile, visto che si tratta di una palese violazione dei più elementari principi di concorrenza: le imprese abilitate sono tutte uguali».

Così le associazioni hanno immediatamente posto la questione al ministero dello Sviluppo economico, chiedendo una modifica del contestatissimo allegato. Ad essere coinvolte dal problema sono, infatti, migliaia di imprese: secondo le stime, i terzi responsabili che potrebbero essere tagliati fuori dal mercato si aggirano intorno ai 20mila. Il dicastero, dal canto suo, si è detto disponibile ad adottare il cambiamento. La sede per renderlo operativo potrebbe essere l'aggiornamento dei modelli dei libretti di impianto, che dovrebbe arrivare entro la fine dell'anno o nei primi mesi del 2014. L'ipotesi allo studio, al momento, prevede l'eliminazione di ogni riferimento alle persone fisiche e giuridiche.


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