Lavori Pubblici

Antimafia: si ampliano i controlli per l'Expo

Giuseppe Latour

Una nozione amplissima di filiera, che allarga molto il perimetro dei controlli. Deroghe per la Brebemi e la Pedemontana. E un maggiore coinvolgimento della Direzione nazionale antimafia. Il Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza sulle grandi opere ha mandato in Gazzetta ufficiale (n. 287 del 7 dicembre 2013) la seconda edizione delle linee guida per i controlli antimafia dell'Expo di Milano. Un documento importante perché, oltre a innovare la precedente edizione, contiene indicazioni operative che hanno l'obiettivo di fare da battistrada per gli altri cantieri a rischio del paese.

Le prime linee guida erano state pubblicate il 19 aprile del 2011, accentrando nel prefetto di Milano la competenza al rilascio delle informative di tutte le ditte interessate ai lavori, servizi e forniture dell'Expo, indipendentemente dal loro valore economico. Nel frattempo sono arrivate le white list, gli elenchi di imprese considerate escluse dal rischio di infiltrazione mafiosa, e una direttiva del ministero dell'Interno che potenzia il ruolo della Dia (Direzione investigativa antimafia) nei controlli preventivi.

Il rilascio dell'informazione antimafia continua, con il nuovo documento, ad articolarsi in due fasi. La prima è la liberatoria provvisoria, la seconda l'emissione del provvedimento conclusivo. I controlli si concentrano sulla compagine proprietaria e gestionale dell'impresa. E, rispetto alla precedente versione delle linee guida, coinvolgono con più forza la Direzione nazionale antimafia sin dalle prime verifiche. In questo modo è possibile avere un quadro più completo della situazione delle imprese, individuando immediatamente le situazioni più a rischio.

Oltre a questo, le linee guida indicano alcune soluzioni "a quesiti posti circa lo svolgimento dei controlli". E danno, anzitutto, la loro definizione della filiera delle imprese da sottoporre a controlli antimafia. Il Comitato fa riferimento alla definizione dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, dalla quale "emerge una chiara indicazione di estendere il più possibile la nozione di filiera delle imprese, ricomprendendovi in essa, attraverso la categoria dei subcontratti, rapporti negoziali, diversi da quelli di appalto e subappalto, indipendentemente dalla loro collocazione nell'ambito dell'organizzazione imprenditoriale".

Seguendo questa nozione allargata, secondo le linee guida, "sono da assoggettarsi alle particolari modalità di controllo previste i contratti di sponsorizzazione di qualunque importo, in quanto rapporti negoziali finalizzati all'acquisizione di una prestazione strumentale agli interessi pubblici". La normativa sulla tracciabilità dei flussi finanziari è applicabile alle sponsorizzazioni "tecniche", correlate alla realizzazione di lavori, servizi e forniture pubblici nonostante l'impiego di denaro privato. Restano, invece, fuori dal perimetro di applicazione delle linee guida i contratti che la società Expo 2015 e gli altri soggetti attuatori stipulano per l'acquisizione di beni e servizi necessari alle proprie esigenze di funzionamento.

Infine, il documento si occupa della Pedemontana e della Brebemi. Queste infrastrutture sono collegate all'Expo ma fanno riferimento a protocolli di legalità precedenti alle linee guida del 2011. In questo modo, le competenze relative alle informazioni antimafia non vanno tutte a Milano ma ai prefetti dei territori coinvolti dai due tracciati. Il Comitato, "preso atto di tale situazione e della circostanza che i lavori relativi alle infrastrutture sono in via di ultimazione", stabilisce di lasciare intatto l'impianto già esistente per queste due opere.


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