Lavori Pubblici

Stabilità: alla Camera fondi Ue alla difesa del suolo, tornano stadi e spiagge

Giuseppe Latour

Destinare i fondi strutturali al dissesto idrogeologico e alla gestione delle emergenze. Trovare l'accordo sulle procedure speciali per gli impianti sportivi e le spiagge. Allargare ancora le maglie del patto di stabilità degli enti locali. Sono solo le principali priorità dei lavori della commissione Bilancio della Camera sul fronte delle modifiche alla legge di Stabilità

Destinare i fondi strutturali al dissesto idrogeologico e alla gestione delle emergenze. Trovare l'accordo sulle procedure speciali per gli impianti sportivi e le spiagge. Allargare ancora le maglie del patto di stabilità degli enti locali. Sono solo le principali priorità dei lavori della commissione Bilancio della Camera sul fronte delle modifiche alla legge di Stabilità. Il relatore del provvedimento Maino Marchi (Pd) le ha elencate nel corso di una relazione sulla discussione della manovra a Montecitorio.

La novità più interessante potrebbe riguardare proprio i fondi strutturali. Il denaro messo a disposizione dall'Unione europea, secondo le indicazioni allo studio della Commissione, potrebbe essere usato per un piano contro il dissesto idrogeologico e per l'istituzione di un fondo per le emergenze. In questo modo arriverebbe una risposta alle sollecitazioni che chiedono da mesi un vasto intervento di manutenzione del territorio.
Altri cambiamenti, invece, ritoccheranno capitoli sui quali Governo e Parlamento hanno già fatto qualcosa. Così, si interverrà «in senso migliorativo sull'allentamento del patto di stabilità interno per gli enti territoriali». Lo stanziamento attualmente previsto, pari a un miliardo nel 2014, potrebbe essere integrato con ulteriori risorse.
Sul fronte dell'imposizione fiscale sugli immobili, allo stesso modo, il continuo processo di modifica non pare destinato ad arrestarsi: dovrebbero arrivare altre risorse per la deducibilità dell'Imu pagata sugli immobili strumentali, per dare maggiore sostegno alle imprese. Attualmente è previsto un tetto del 30% nel 2014 e del 20% dal 2015. Ancora, ci saranno azioni sulla dismissione e razionalizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, principalmente attraverso il riutilizzo di immobili sfitti.

Infine, saranno sciolti due nodi lasciati in eredità dal Senato. Il primo riguarda gli stadi. Per ragioni di velocità, Palazzo Madama ha deciso di approvare solo un rifinanziamento da 45 milioni di euro del Fondo di garanzia presso l'Istituto di credito sportivo. Montecitorio dovrà decidere cosa fare della questione più delicata: le deroghe alle procedure ordinarie e, soprattutto, le operazioni collegate alla mera realizzazione dell'impianto.
Al centro della polemica tornerà anche la dismissione del demanio marittimo, sulla quale il Governo sta lavorando in segreto da mesi ma che al Senato non è stata oggetto di un accordo soddisfacente.

Per vedere le prime modifiche, comunque, bisognerà aspettare ancora qualche giorno. Gli emendamenti sono stati presentati giovedì: sono in tutto circa 3mila. Saranno sottoposti al vaglio di ammissibilità nella giornata di lunedì. L'obiettivo è potarli per arrivare a circa 300 proposte su cui lavorare. La commissione Bilancio, comunque, comincerà a votare mercoledì prossimo, quando anche il Governo porterà le sue proposte di modifica. Il percorso, comunque, dovrà essere completato in poco più di dieci giorni. Il testo è atteso in aula per il 17 dicembre.


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