Lavori Pubblici

Legge stabilità (e collegati), ritmi serrati alla Camera

Giuseppe Latour

Quasi pronto a partire il collegato Ambiente. Contiene due riforme molto importanti. La prima è l'unificazione dei procedimenti per Via, Vas e Aia.
La seconda èil fondo di garanzia per gli investimenti sulla rete idrica

Finita la maratona della legge di Stabilità in Senato, il Parlamento guarda già all'approvazione della manovra alla Camera. Il calendario di lavorazione del provvedimento, rispetto a Palazzo Madama, avrà ritmi decisamente più serrati; per rispettare i termini, bisognerà procedere senza indugi. La novità della settimana, però, è che i lavori parlamentari cominciano a rivolgersi anche ad altre questioni. Nei prossimi giorni decolleranno i disegni di legge collegati alla manovra.

La manovra
Il calendario della legge di Stabilità è già fissato. Stavolta, rispetto a quanto accaduto a Palazzo Madama, i tempi dovrebbero essere rispettati. Proprio i continui rinvii del Senato hanno ridotto i giorni a disposizioni della Camera. L'esame comincerà martedì 3 dicembre in commissione Bilancio. Il primo esame sarà molto rapido, perché il termine per gli emendamenti è fissato solo due giorni dopo: giovedì 5 dicembre. Il 10 dicembre, la settimana successiva, partirà il vaglio di ammissibilità delle proposte di modifica e, a seguire, si terranno le votazioni di merito. Secondo le previsioni questa fase dovrebbe durare, grossomodo, un'altra settimana. Il testo, se tutto va come previsto, arriverà in Aula il 17 dicembre, per uscirne il 20 dicembre, di venerdì. Sulla carta, pare una scansione piuttosto blindata, perché la manovra deve essere approvata necessariamente entro il 31 dicembre. Per il via libera definitivo servirà un ulteriore passaggio al Senato, che arriverà plausibilmente con una seduta lampo a ridosso della pausa natalizia.
Di fatto, il lavoro dei deputati è partito. Diverse modifiche saranno recuperate da quanto è avvenuto a Palazzo Madama. Una delle più pesanti riguarderà gli impianti sportivi. Per ragioni di velocità, il Senato ha deciso di approvare solo un rifinanziamento da 45 milioni di euro del Fondo di garanzia presso l'Istituto di credito sportivo. La Camera dovrà decidere cosa fare della questione più scabrosa: le deroghe alle procedure ordinarie e, soprattutto, le operazioni collegate alla mera realizzazione dell'impianto. Al centro della polemica tornerà anche la dismissione del demanio marittimo, sulla quale il Governo sta lavorando in segreto da mesi ma che al Senato non è stato oggetto di un accordo soddisfacente. Ancora, è certo che si ritornerà a parlare di imposizione sugli immobili: le imprese di costruzioni non hanno ancora ottenuto l'esenzione degli "immobili merce" dalla nuova Iuc. Difficile che arrivino ulteriori risorse per intervenire sui bonus fiscali per le ristrutturazioni e il risparmio energetico. O che, come chiesto da Comuni e Province, le misure di allentamento del patto di stabilità vengano rafforzate.

I collegati
Con la manovra che si avvia (lentamente) verso l'approvazione, una parte importante dei lavori parlamentari comincerà a spostarsi verso i disegni di legge collegati al Ddl stabilità. L'unico ad essere stato formalmente incardinato, per ora, è quello che contiene le deleghe per l'esecutivo sulle infrazioni europee. Quasi pronto a partire il collegato Ambiente: dovrebbe approdare alla Camera. Contiene due riforme molto importanti. La prima è la riformulazione delle regole sulle commissioni che hanno compiti di autorizzazione in materia ambientale: Via, Vas e Aia. Saranno unificate in un'unica struttura per esigenze di risparmio e di semplificazione.
La seconda è l'introduzione di un fondo di garanzia per gli investimenti sulla rete idrica; insieme al varo della tariffa sociale, per i meno abbienti, dovrebbe far ripartire i lavori sugli impianti, sia di trasporto che di depurazione. Oltre a questo, viene istituito un fondo per finanziare la rimozione degli immobili realizzati nelle aree ad alto rischio idrogeologico. E arrivano alcune novità per favorire la diffusione delle certificazioni di qualità ambientale tra le imprese che partecipano agli appalti pubblici. Ancora fermo a Palazzo Chigi, infine, il collegato sviluppo. Secondo le previsioni, però, dovrebbe essere finalmente licenziato da un Consiglio dei ministri in settimana. Allenterà, tra le altre cose, i vincoli sull'attestato di prestazione energetica.

Gli altri provvedimenti
Languono i lavori sul disegno di legge di semplificazione, a firma del ministro della Funzione pubblica Gianpiero D'Alia, fermo da settimane presso la commissione Affari costituzionali del Senato. Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato spostato alle 16 di lunedì 9 dicembre. La commissione Bilancio del Senato, chiuso il dossier della legge di Stabilità, dovrà affrontare la manovrina di riequilibrio della finanza pubblica, che contiene un capitolo sulle dismissioni immobiliari. La commissione Finanze di Palazzo Madama, infine, martedì riprenderà il disegno di legge di delega in materia fiscale: il termine per gli emendamenti è scaduto martedì 19 novembre e da allora non ci sono stati avanzamenti particolari.


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