Lavori Pubblici

Ecobonus, i controlli sulle maxi-detrazioni potrebbero ritardare i rimborsi

Cristiano dell'Oste

Prolungata di 12 mesi la detrazione del 65% per il risparmio energetico, ma i rimborsi si delle detrazioni indicate nel modulo del 730 arriveranno più tardi del solito

Cominciamo dalla notizia buona: la legge di stabilità ora all'esame del Parlamento prolungherà di 12 mesi la detrazione del 65% per il risparmio energetico. Di fatto, con l'approvazione della legge, saranno agevolate le spese per interventi nei singoli alloggi sostenute entro il 31 dicembre 2014 (ora 31 dicembre 2013) e quelle per i lavori condominiali pagate entro il 30 giugno 2015 (ora 30 giugno 2014). E ora passiamo alla notizia meno buona: la stessa legge di stabilità introdurrà un meccanismo che ritarderà di diversi mesi i rimborsi delle detrazioni risultanti dal modello 730.

Controlli preventivi . Viene previsto che i rimborsi di importo superiore a 4mila euro saranno effettuati direttamente dalle Entrate, e non più dal datore di lavoro, che fino a quest'anno li accreditava direttamente in busta paga. L'Agenzia verserà i rimborsi solo dopo aver eseguito controlli preventivi sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia. Tutti coloro che non hanno familiari a carico, quindi, possono stare tranquilli. Per gli altri, invece, andrà verificato che le detrazioni – tutte le detrazioni, non solo il 65% – non siano superiori a 4mila euro.
In realtà, la soglia sembra piuttosto alta, se è vero che la detrazione media del 55% nelle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2012 era di poco superiore ai mille euro. Ma il numero dei contribuenti coinvolti andrà misurato sul campo, perché quest'anno il Governo, oltre ad alzare dal 55 al 65% lo sconto per il risparmio energetico, ha anche incrementato dal 36 al 50% quello per le ristrutturazioni. Senza dimenticare che l'obbligo di conteggiare tutte le detrazioni potrebbe far scattare i controlli, ad esempio, se ci sono grossi bonus fiscali sulle spese sanitarie.

Quando arriverà il rimborso? Il disegno di legge non lo dice, ma precisa che i controlli dovranno essere fatti entro sei mesi dal termine per la trasmissione del 730 da parte del Caf o dell'intermediario. Quindi, contando che l'invio di solito avviene entro fine giugno, si potrebbe andare al 2015.

La scelta dei lavori. Al di là delle possibili lungaggini nei rimborsi, una detrazione che copre il 65% della spesa sostenuta rappresenta comunque un'opportunità da non perdere. Soprattutto per chi sta già valutando di ristrutturare la propria abitazione. Ad esempio, se oggi si spendono 7mila euro per cambiare le finestre di casa – installando nuovi infissi con i requisiti di isolamento termico prescritti dalla normativa – per dieci anni si ottiene il diritto di scontare 455 euro dall'imposta annua lorda dovuta al Fisco, a partire dalla dichiarazione dei redditi presentata nel 2014.

I lavori agevolati dalla detrazione del 65% sono gli stessi del "vecchio" 55 per cento. Spazio quindi alla sostituzione delle finestre, alla coibentazione di tetti e pareti, all'installazione di nuove caldaie a condensazione, pannelli solari termici per l'acqua calda e pompe di calore. Per finire con la riqualificazione globale: un intervento per cui non contano le singole tecnologie utilizzate, ma il risultato finale in termini di riduzione dei consumi energetici.

Dal punto di vista dell'efficienza, quello della riqualificazione è l'approccio più corretto, perché guarda al miglioramento delle prestazioni dell'edificio, e non agli strumenti per raggiungerlo. Eppure, negli anni è sempre stato il meno utilizzato: vuoi perché è il più costoso, vuoi perché richiede progettisti preparati e committenti davvero motivati a migliorare la pagella energetica del proprio immobile. La sostanza, comunque, non cambia: finora la maggior parte di coloro che hanno utilizzato la detrazione fiscale del 55% hanno valutato soprattutto i vantaggi in termini di recupero fiscale, e non l'abbattimento della bolletta energetica. D'altra parte, se in condominio si deve cambiare la vecchia centrale termica, per i proprietari e l'amministratore di solito è molto più facile calcolare il valore della detrazione che non stimare i risparmi energetici legati all'installazione della nuova caldaia, magari abbinata alla termoregolazione contabilizzazione del calore. Per non parlare delle coibentazioni, che spesso vengono fatte alla cieca, nella convinzione di chiudere gli spifferi del sottotetto o delle pareti esposte a Nord.

Partire dalla diagnosi. Bisognerebbe partire da una seria diagnosi energetica, che analizzi il sistema involucro-impianto di un fabbricato e proponga gli interventi da fare per tagliare la bolletta, in ordine di priorità, stimando i tempi di recupero degli investimenti. Ma quante assemblee condominiali sono pronte a spendere denaro per avere un documento del genere? Il punto critico è tutto qui. Ed è una questione che non si risolve soltanto alzando la percentuale di detrazione.

In questo scenario, è fondamentale avere tempo fino al 30 giugno 2015 per pagare le spese per la riqualificazione energetica delle parti comuni condominiali o che comunque interessino tutti gli alloggi. Senza dimenticare che lo stesso disegno di legge di stabilità prevede altri 12 mesi – fino al 30 giugno 2016 – con la detrazione al 50%: percentuale ridotta, ma comunque interessante. E il tempo non servirà solo a convincere i condòmini più scettici, ma anche a trovare le risorse necessarie e – se possibile – a superare l'ostacolo del fondo lavori introdotto dalla riforma del condominio, che impone di riscuotere prima di avviare gli interventi tutto il denaro necessario.


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