Lavori Pubblici

Nel Ddl di Stabilità, fondi a infrastrutture, Sardegna, casa ed Expo, retromarcia sugli stadi

Giuseppe Latour

Le novità del Ddl stabilità votato questa notte conferma gran parte del lavoro fatto in Commissione. Per l'Expo arriva il fondo unico. Più risorse anche per l'accesso alla casa

Fondo unico per l'Expo 2015, passo indietro sugli impianti sportivi, un maxi-plafond per le garanzie sui mutui prima casa e per i Confidi. E diversi nuovi finanziamenti: per l'Anas, per la terza corsia della Venezia-Trieste, per la metro tramvia di Padova, per l'emergenza in Sardegna, per la messa in sicurezza delle altre aree colpite da calamità naturali. Il maxiemendamento presentato in nottata, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia, riporta finalmente un quadro definito delle modifiche che il Senato ha portato alla prima versione del Ddl di Stabilità proposto dall'esecutivo. In larga parte è stato ratificato il lavoro della commissione Bilancio di Palazzo Madama.

Fondo unico Expo
Intervento drastico sull'Expo: per evitare che vadano disperse risorse, nasce il Fondo unico annunciato dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi nei giorni scorsi. Per far fronte al mancato contributo dovuto dai soci inadempienti, viene modificato il decreto Fare (Dl n. 69/2013). I finanziamenti statali relativi alle opere connesse all'evento (elencate nel Dpcm 22 ottobre del 2008) «sono revocati e rifinalizzati»: non servirà più, come previsto dal vecchio decreto, che il loro progetto definitivo non sia stato ancora approvato dal Cipe. Tutti i finanziamenti relativi alle opere del cosiddetto "Tavolo Lombardia" confluiscono in un apposito fondo, iscritto nello stato di previsione del ministero delle Infrastrutture, denominato "Fondo unico Expo". In questo modo potranno essere reimpiegate in tempi rapidi.

Leasing immobiliare
La durata fiscale dei leasing immobiliari viene accorciata. Per rendere più sostenibili le operazioni viene ammessa la deducibilità delle operazioni per un periodo di 12 anni. Si tratta di una norma che abbatte la lunghezza delle locazioni finanziarie rispetto all'assetto attuale. Al momento è previsto che la deducibilità sia riconosciuta per un periodo pari a due terzi della durata dell'ammortamento: questo, per i leasing immobiliari, si traduce in una durata di almeno 18 anni, nella maggior parte dei casi. La norma impatta su un mercato che, secondo le stime di Assilea, nel 2012 valeva 3,6 miliardi di euro. «La proposta – secondo la relazione tecnica – determina un aumento della deducibilità fiscale nei primi anni con una conseguente riduzione di gettito, per poi condurre ad un riallineamento a regime».

Legge stadi
Come annunciato lunedì dal Governo, la partita era diventata troppo delicata. Alla fine, si è scelto di rinviare tutto al passaggio dalla Camera. La parte ordinamentale dell'emendamento, che prevede le deroghe alle procedure ordinarie e delimita il perimetro degli interventi connessi alla realizzazione dell'impianto, è stata messa in congelatore: ci sarà qualche giorno per ragionare sul da farsi. Per adesso, è stato semplicemente rifinanziato con 45 milioni di euro tra il 2014 e il 2016 il Fondo di garanzia presso l'Istituto di credito sportivo, che è delegato a seguire questo tipo di operazioni. Una scelta che il Consiglio nazionale degli architetti, però, critica duramente: «È apprezzabile – si legge in una nota - che Governo e relatori abbiano fatto una doverosa marcia indietro cassando fantasiose ipotesi di modifiche ordinamentali; non altrettanto che sia confermata la volontà di destinare ben 45 milioni di euro per rimpinguare il Fondo: risorse che ben più utilmente avrebbero potuto essere destinate per costituire un fondo di sostegno ai privati che intendano investire sulla rigenerazione sostenibile del patrimonio edilizio – mettendo in sicurezza i fabbricati - magari in zone a grave rischio sismico o idrogeologico».

Fondi per la Venezia-Trieste
Una novità importante arriva per il Friuli Venezia Giulia. Vengono stanziati 130 milioni di euro tra il 2014 e il 2015 per la realizzazione della terza corsia della A4 Venezia-Trieste nel tratto che va da Quarto d'Altino a Gorizia: 30 milioni il prossimo anno e 100 milioni quello successivo. Il denaro viene preso dagli stanziamenti destinati al Fondo per gli investimenti strutturali di politica economica. Sono soldi che la Regione chiedeva da tempo per sbloccare i lavori. Per questo il governatore Debora Serracchiani non nasconde la sua soddisfazione: «Dopo qualche incertezza, l'assegnazione di queste risorse alla Regione è una svolta importantissima, che ci permette di guardare con più ottimismo al futuro di un'infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del Friuli Venezia Giulia e di tutto il Paese, come abbiamo sempre sostenuto».

Fondo di garanzia acquisto prima casa
Altra novità fondamentale arriva con una modifica all'articolo 3, che rafforza il pacchetto casa inserito dal Governo nel decreto Imu (Dl n. 102/2013). In questa chiave viene istituita una piattaforma di garanzie pubbliche su mutui e prestiti, nella quale confluiscono fondi vecchi e nuovi. Tra questi, assume grande importanza il Fondo di garanzia per la prima casa, che con il vecchio decreto incassava 40 milioni tra il 2014 e il 2015. La legge di Stabilità lo rifinanzia con 200 milioni di euro all'anno tra il 2014 e il 2016, «per la concessione di garanzie, a prima richiesta, su mutui ipotecari». La garanzia potrà essere concessa nella misura massima del 50% della quota capitale per finanziamenti connessi all'acquisto, alle ristrutturazioni, all'accrescimento dell'efficienza energetica, dando priorità alle giovani coppie, ai lavoratori precari con meno di 35 anni, ai nuclei monogenitoriali. Accanto a questo, viene rafforzato il ruolo del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese: il decreto gli assegna 600 milioni di euro extra. E viene istituito, con 350 milioni in tre anni, un Fondo per patrimonializzare i Confidi sottoposti alla vigilanza della Banca d'Italia.

Fondi per la Sardegna
Qualche risorsa viene anche destinata all'emergenza causata dall'alluvione in Sardegna. Il presidente della Regione, in qualità di commissario straordinario per l'emergenza, potrà predisporre un piano di interventi per la messa in sicurezza del territorio: avrà a disposizione 27,6 milioni di euro per l'anno 2014. Inoltre, non saranno sottoposte per il 2014 ai limiti del patto di stabilità le spese della Regione effettuate nel quadro della delibera Cipe n. 8 del 20 gennaio 2012: si tratta di 25,8 milioni di euro. Il Cipe potrà assegnare, per il 2015, 50 milioni di euro, presi dal Fondo per lo sviluppo e la coesione, alla Regione Sardegna per proseguire gli interventi di messa in sicurezza.

Altre calamità
Una serie di norme vengono dedicate alla messa un sicurezza delle aree colpite da terremoti e alluvioni negli ultimi anni. Viene istituito, presso il Mef, un Fondo con una dotazione da 26,5 milioni di euro per gli interventi di ricostruzione e messa in sicurezza delle zone interessate da calamità naturali per le quali via stato il ritorno al regime ordinario. Il grosso di questo denaro, per il prossimo anno, andrà a Comuni di Liguria e Toscana. Il patto di stabilità dei Comuni coinvolti nel terremoto del 2012 è ridotto, secondo le regole del patto di stabilità regionale, nella misura di 20,5 milioni in Emilia Romagna e di 2,5 milioni per ciascuna in Lombardia e Veneto.

Anas, Mose e Torino-Lione
Ad Anas vengono assegnati 150 milioni di euro per il 2015: non saranno più destinati soltanto alla manutenzione della rete stradale, ma anche alla realizzazione di nuove opere, con priorità «a quelle già definite da protocolli di intesa attuativi e conseguenti ad accordi internazionali». Il Fondo sblocca cantieri del Dl Fare viene esteso anche all'attuazione «di ulteriori interventi mirati ad incrementare la sicurezza e a migliorare le condizioni dell'infrastruttura viaria». I Fondi Mose, poi, subiscono un rimpasto: 49 milioni di euro vengono spostati dal 2014 al 2017. A conti fatti, il totale delle risorse riservate all'infrastruttura rimane, però, invariato. Contemporaneamente, 49 milioni del Mose nel 2014 vanno alla Torino Lione, che li perde nel 2017. Infine, il Cipe, entro 30 giorni dalla pubblicazione della legge, istituisce un fondo revoche definanziando gli interventi già previsti dal Dl n. 98/2011 e dalla legge n 211/1992, per i quali alla data di entrata in vigore della legge non sia ancora arrivato il bando di gara. Entro il primo semestre del 2014 questo denaro dovrà essere usato prioritariamente per la metro tramvia di Padova.

Dissesto idrogeologico e altri interventi
Nell'ambito delle norme sul dissesto idrogeologico viene inserito un vincolo di destinazione territoriale delle risorse, in caso di definanziamento per mancato affidamento dei lavori entro il 31 dicembre del 2014. I soldi, cioè, non potranno transitare da una Regione all'altra. Il Cipe, poi, dovrà destinare una quota del Fondo sviluppo e coesione per il periodo 2014-2020, entro un limite massimo di 30 milioni di euro, a nuove sedi per uffici giudiziari con alto carico di controversie pendenti. Altri 30 milioni vengono destinati per il 2014 al Fondo per la tutela dell'ambiente e lo sviluppo del territorio. Per la Regione Friuli Venezia Giulia, infine, viene previsto che, analogamente a quanto già avviene per le altre autonomie speciali, non rilevano ai fini del patto di stabilità le spese relative alla realizzazione di interventi di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico relativi al patrimonio sanitario pubblico.


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