Lavori Pubblici

La distanza tra gli edifici va calcolata misurando da ogni punto dei fabbricati

Massimo Frontera

Il Consiglio di Stato ribadisce che la distanza di dieci metri tra pareti finestrate di edifici antistanti va calcolata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati

Per l'applicazione delle norme in materia di distanze tra edifici, non è necessario che entrambe le pareti frontistanti siano finestrate, ma è sufficiente che lo sia una soltanto di esse. Il principio viene ribadito nella sentenza del Consiglio di Stato n.5557 depositata lo scorso 22 novembre 2013. Non rileva neanche il fatto - viene precisato nella sentenza - che le pareti siano o meno parallele.

La sentenza - che prende le mosse da un caso sollevato a Monza - richiama anche tutte le più importanti e definitive pronunce in materia di distanza tra edifici, nelle quali si precisano vari aspetti, dalle finestre (e pareti finestrate) agli elementi aggettanti da considerare o meno nel computo della distanza.

Viene ricordato che in una sentenza del 2005 (n.6909) il Consiglio di Stato aveva già affermato che «la distanza di dieci metri, che deve sussistere tra edifici antistanti si riferisce a tutte le pareti finestrate, indipendentemente dalla circostanza che una sola delle pareti fronteggiantesi sia finestrata e che tale parete sia quella del nuovo edificio o dell'edificio preesistente, o della progettata sopraelevazione, ovvero ancora che si trovi alla medesima o a diversa altezza rispetto all'altra». Nel testo si ricorda inoltre che «la distanza di dieci metri tra pareti finestrate di edifici antistanti, prevista dall'art. 9, D.M. 2 aprile 1968, n. 1444, va calcolata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non alle sole parti che si fronteggiano e a tutte le pareti finestrate e non solo a quella principale, prescindendo anche dal fatto che esse siano o meno in posizione parallela».

Importanti anche le precisazioni su cosa si intenda per finestra e parete finestrata. «Si evidenzia - si legge nella sentenza - che, per "pareti finestrate", ai sensi dell'art. 9 D.M. 2 aprile 1968, n. 1444 e di tutti quei regolamenti edilizi locali che ad esso si richiamano, devono intendersi, non (soltanto) le pareti munite di "vedute", ma più in generale tutte le pareti munite di aperture di qualsiasi genere verso l'esterno, quali porte, balconi, finestre di ogni tipo (di veduta o di luce) e considerato altresì che basta che sia finestrata anche una sola delle due pareti.

Il testo della sentenza 5557/2013 (link )


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